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Augusto Imperatore alle Scuderie del Quirinale

Scritto da on 17 ottobre 2013 – 10:43nessun commento

Chi non conosce Cesare Augusto, primo imperatore di Roma, quantomeno per averne letto sui banchi di scuola? Al di là dell’iconografia tramandata nei secoli, Augusto il divo fu uomo di grande carisma ed istinto politico, talenti grazie ai quali riportò la pace a Roma, dopo decenni di guerre intestine, ampliò l’impero sino ai confini del mondo sino ad allora conosciuto, riformò il sistema giuridico, economico e amministrativo, riempì le casse di immense risorse. Sotto il suo impero prosperano le arti, maturano nuovi linguaggi artistici, cantano le loro odi Virgilio ed Orazio, fiorisce il circolo di intellettuali riuniti attorno a Mecenate.

 

Di questa eccezionale figura di uomo e di statista  parlano le 200 opere in mostra dal 18 ottobre 2013 al 9 febbraio 2014 alle Scuderie del Quirinale, alcune delle quali sono autentici capolavori.

 

cesareaugusto

Fulcro visivo della mostra sono le celeberrime statue di Augusto, riunite per la prima volta insieme: l’Augusto pontefice massimo da via Labicana conservato al Museo Nazionale Romano, e l’Augusto di Prima Porta dei Musei Vaticani, ispirata  al celeberrimo Doriforo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, canone per eccellenza della perfezione scultorea di età classica. Proveniente da Atene e per la prima volta in Italia, è inoltre possibile ammirare parte della statua equestre in bronzo dell’imperatore restituita dal mar Egeo, mentre proviene da Meroe (Nubia, Egitto) lo splendido ritratto bronzeo del British Museum.

Ad evocare il fiorire dell’età dell’oro  i cosiddetti rilievi Grimani, raffiguranti animali selvatici intenti ad allattare i propri cuccioli, eccezionalmente riuniti dalle attuali ubicazioni (il Kunsthistorisches Museum di Vienna e il Museo di Palestrina), e il gruppo frontonale dei Niobidi, originale greco riallestito in età augustea negli horti Sallustiani a Roma, qui ricomposto accostando le due statue della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen alla statua di fanciulla ferita conservata al Museo Nazionale Romano.

Ai gruppi scultorei, espressione di una nuova classicità, si affiancano eccelsi documenti dell’arte decorativa come una nutrita selezione dal tesoro degli argenti di Boscoreale, eccezionalmente prestato dal Museo del Louvre di Parigi, e magistrali rappresentazioni del potere delle immagini nel mondo antico come i preziosissimi cammei di Londra, Vienna e del Metropolitan di New York, utilizzati in qualità di dono personale da parte dei membri della famiglia imperiale.

La mostra si chiude con l’inedita ricostruzione di 11 rilievi, oggi divisi tra la Spagna e l’Ungheria, dell’edificio pubblico eretto originariamente in Campania in memoria di Augusto dopo la sua morte,  dove è narrato, con grande efficacia, uno scontro navale della battaglia di Azio, che nel 31 a.C. mise fine alla guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio aprendo la strada al definitivo trionfo del princeps.