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Agostino Bonalumi e l’indicibile al MARCA di Catanzaro

Scritto da on 21 gennaio 2014 – 12:17nessun commento

Si inaugura il prossimo 22 febbraio per restare aperta sino al 31 maggio 2014 al MARCA di Catanzaro una retrospettiva dedicata a  Agostino Bonalumi, una delle figure di spicco dell’arte del ‘900, venuto a mancare qualche mese or sono.

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Con Piero Manzoni ed Enrico Castellani Bonalumi partecipa negli anni ’60 all’esperienza della rivista Azimuth, che coagulò intorno a sé un gruppo di artisti ansiosi di liberarsi dell’eredità dell’arte informale per intraprendere nuovi percorsi.

 

….. non ci bastava più questa espressività puramente di apparenza e non anche di forma e ad un certo punto ci siam resi conto che piuttosto che il gusto della materia ci sarebbe stato molto più utile una intelligenza del materiale

L’opera d’arte nella sua oggettività  più che come rappresentazione di idee astratte. Così Fontana taglia le sue tele per farne  ‘opere’ mentre Bonalumi utilizza i materiali più disparati per trarne tutte le potenzialità. La tela diventa materia da lavorare come una scultura ed il colore da elemento emozionale ed evocativo si fa luce e forma. L’opera è un’immersione nello spazio e nei sensi, esperienza visiva e tattile,  canali attraverso i quali cogliere la indicibilità dell’arte.

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Ma Bonalumi riesce ad esprimere anche le ambiguità e le incertezze dell’atto creativo attravero il gioco di ombre e di linee geometriche, il suo spazio ‘corporeo’ e perennemente in movimento.

Quando lavoro accarezzo l’opera per sentire le tensioni. La parola giusta è ricerca. Interrogarsi, sbagliare. Io sono orgoglioso di aver fatto cose poco convincenti. Voleva dire tornare indietro a volte, a volte trovarsi con qualcosa che non funzionava, che mancava la mira e però producente perché poteva essere luogo di suggerimento di altro dal già acquisito, da lì proseguire per poi magari distruggere quell’opera…. E’ il mio modo di camminare.

Link: www.archiviobonalumi.com

Nel video la mostra All the shapes of spaces. 1958-1976,  dedicata all’artista, aperta nell’autunno del 2013 a Londra