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ALTROVE Festival, e Catanzaro diventa l’ombelico del mondo della street art

30 giugno 2017 – 10:48 |

Ogni luogo porta con sé un’impronta in cui si condensano ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà, visibile e invisibile, luce e ombra. Una impronta percepibile tra i muri di pietra, tra strade labirintiche su cui …

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ALTROVE Festival, e Catanzaro diventa l’ombelico del mondo della street art

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Ogni luogo porta con sé un’impronta in cui si condensano ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà, visibile e invisibile, luce e ombra. Una impronta percepibile tra i muri di pietra, tra strade labirintiche su cui si affacciano case secolari, tra arcate che legano dolcemente antichi palazzi ai pilastri in cemento di architetture postmoderne. Una impronta che scorre attraverso la storia, la geografia, le vocazioni di un luogo, attraverso la memoria collettiva. A questa impronta guarda Gonzalo Borondo, spagnolo di Segovia, stella della street art internazionale, tra i nomi di punta della edizione 2017 di ALTROVE FESTIVAL, che dal 20 luglio inonda ancora una volta le vie di Catanzaro.


Il festival arriva alla IV edizione forte di importanti riconoscimenti, anche internazionali, che hanno premiato un concept che unisce sguardo visionario e amore per la città, agglutinando artisti e linguaggi diversi ma con un unico denominatore: il desiderio di mettersi in gioco e condividere. Dal 20 al 22 luglio Borondo, l’argentino Jorge Pomar (Amor), 3ttman. Alfano,  Andreco, Ciredz, Dilen Tigreblu, Quiet Ensemble dissemineranno per il capoluogo 8 interventi di arte urbana. Non l’ ennesima operazione di marketing ma il tentativo di inserirsi all’interno di una narrazione secolare restituendone sapore e senso nel confronto con il proAltrove4_©AngeloJaroszukBogasz_Borondo_def3-630x420prio personale racconto.

Così Borondo ha pensato a restituire ai catanzaresi una parte significativa della storia millenaria di una città fortificata creando nel luogo in cui un tempo si trovava l’antico donjon, oggi il Complesso Monumentale del San Giovanni, una imponente installazione di 73 figure di donne che innalzano un vessillo, serigrafate su lastre di vetro. Aeree e possenti insieme, le donne di Aria, come ha intitolato l’opera, richiamano i caratteri costitutivi della città, che Borondo vede come una donna, ovvero il vento, e poi la seta, cui rimanda la tecnica utilizzata, la serigrafia, che ha nella sua radice l’etimo seri (seta), che ha reso nel tempo Catanzaro famosa in tutta Europa.

Come ogni anno, Eduardo Suraci & C. hanno affiancato alla realizzazione delle opere d’arte di una serie di eventi collaterali, tutti a ingresso gratuito. Nel centro storico di Catanzaro, da Pianicello a S.Maria del Mezzogiorno a Via XX Settembre a Piazza Duomo, si esibiranno musicisti, performers e visual artist, sotto la direzione artistica di Fabio Nirta per la selezione musicale e del collettivo Spora per gli eventi performativi, con l’obiettivo di far dialogare pubblico e artisti quanto di suggerire un itinerario pedonale ai cittadini tra le vestigia di un passato oggetto, spesso e volentieri, di sguardi distratti dall’abitacolo della propria auto.

Giovedì 20 luglio si parte con i Ninos du Brasil, progetto musicalAltrove4_©AngeloJaroszukBogasz_Borondo_def17-630x420e di Nico Vascellari, considerato internazionalmente uno degli artisti visivi più importanti della sua generazione, che miscela lo spirito delle parate carnevalesche di Bahia, la fisicità dei concerti hardcore, la coralità delle tifoserie della curva e la techno delle origini. Con loro anche Matteo Vallicelli, compositore e batterista italiano di grande talento, che ricordiamo con i The Soft Moon, Wildmen, Smart Cops, che presenterà il suo primo album solista, uscito per l’etichetta americana Captured Tracks, e un live a sei mani, a cavallo tra ambient e sperimentazione, insieme ai sound artist Meta e il compositore Attilio Novellino. I dj-set saranno a cura di Roberto Vagliolise e Coqò djette.

Venerdì 21 sarà invece la volta di Dardust, ensemble ideato dal pianista, compositore e producer Dario Faini, il primo progetto italiano di musica strumentale capace di unire il mondo pianistico minimalista all’attuale immaginario elettronico di matrice nord europea. Con lui anche Maiole, giovane producer classe ’95, di stanza a Bologna, il cui suono viaggia su frequenze che guardano da un lato alla musica classica e al jazz, e dall’altra al french touch e al synth-pop contemporaneo, e l’elettronica Altrove4_©AngeloJaroszukBogasz_Borondo_def6-630x420contaminata di soul di Reino. Dj-set animati da Cesare Aiello e NdujaBitz.

Sabato 22 si aprirà con lo spettacolo di arte performativa firmata dal collettivo Spora, protagonista negli scorsi mesi dell’applauditissimo debutto al Teatro Politeama di Catanzaro di “Studio Zero”. Per la musica, protagonisti gli strumenti analogici di GIVDA, capaci di disegnare rotte avant-futuriste a suon di techno e krautrock, e la ricerca sonora dei Bamboo, collettivo romano che crea musica con strumenti “alternativi”. I dj-set, in apertura e chiusura, vedrano rispettivamente protagonisti Wicked A e Fabio Nirta.

(Nelle foto G. Borondo, Aria. Ph. Angelo JaroszukBogasz)

Info

www.altrovefestival.it

info@altrovefestival.it / +39 334 6246540