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Andy Warhol negli scatti di Aurelio Amendola in mostra a Catanzaro

Scritto da on 11 settembre 2015 – 17:47nessun commento

Con la sua macchina fotografica ha raccontato grandi capolavori dell’arte classica, rileggendoli attraverso l’uso sapiente del chiaroscuro. Colori lisergici esplodono nei ritratti di artisti contemporanei, da Andy Warhol e Roy Lichtenstein conosciuti e ritratti a New York, tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, sino a Pomodoro, Burri, Kounellis, in un gioco continuo di rimandi tra opere pittoriche e sculture e la nuova arte per eccellenza, la fotografia. Della quale Aurelio Amendola è uno dei testimoni più acclamati, di qua e di là dall’Oceano,

19_amendola_intgrazie ai suoi ritratti del Rinascimento italiano, Michelangelo e Donatello in primis, e di alcune delle personalità di spicco dell’arte contemporanea. Come Andy Warhol, al quale Amendola dedica una galleria di immagini, che dal 12 settembre fino al 12 ottobre verranno esposte al MARCA di Catanzaro.

22 ritratti fotografici, molti dei quali inediti, scattati dal fotografo toscano in due sue visite a New York nel 1977 e nel 1986, pochi mesi prima che il padre della Pop Art morisse. Due periodi storici cui corrispondono anche altrettante serie di ritratti decisamente differenti: i primi scatti, quelli del 1977, offrono un profilo formale, in stile ottocentesco, del grande artista americano, mentre le foto del 1986 ritraggono un Warhol già malato, il volto scavato, scolpito dalla sofferenza, chiuso all’interno della Factory, che Amendola riesce a restituire nei suoi scatti essenziali  e severi, immersi in un grigio plumbeo.

La prima volta di Amendola è a 13 anni, con una Comet con cui fotografa di tutto. La svolta arriva quando gli viene proposto di fotografare il pulpito della Chiesa di S. Andrea a Pistoria, firmato da Giovanni Pisano. Arrivano gli encomi, le commesse, le pubblicazioni, l’incontro con Burri e poi, via via, michelangelo-aurelio-amendola-davidcon gli esponenti di punta dell’arte contemporanea, italiana e non. E poichè la contemporaneità non è che un concetto convenzionale, comincia a ritrarre l’ artista più grande di tutti i tempi, e anche il più contemporaneo, pur essendo vissuto oltre cinque secoli fa, per la sua concezione dell’arte e del processo creativo, Michelangelo Buonarroti. Nascono così le serie dedicate al geniale aretino, che catturano in pochi scatti essenziali e l’uso sapiente della luce la potenza narrativa e drammatica delle  sculture michelangiolesche, che acquistano negli scatti di Amendola nuova vita.

L’allestimento del MARCA,  organizzato dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dalla Amministrazione Provinciale di Catanzaro con il supporto dell’associazione culturale Spirale d’Idee di Milano, è AMENDOLAaccompagnata da un catalogo edito da Silvana curato da Piero Mascitti con una presentazione di Rocco Guglielmo e testi di Alan Jones, Lorenzo Canova, Fabrizio D’Amico, Walter Guadagni, Marco Meneguzzo arricchita da una lunga intervista ad Aurelio Amendola di Gianluigi Colin.

Dopo il museo di Catanzaro l’esposizione farà tappa a Torino, Londra e in prestigiose istituzioni
pubbliche e private in Italia e in America.

 

 

Per informazioni
www.museomarca.info

http://www.aurelioamendola.it/