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Blu Klein: Yves Klein in mostra al MACA di Acri

Scritto da on 23 giugno 2015 – 18:15nessun commento

 Il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro, se stesso. Parola di Yves Klein, l’artista francese precursore della Body Art, morto poco più che trentenne, nel 1962, dopo aver lasciato oltre un migliaio di opere che sintetizzano la sua visione dell’arte, azione performativa e rituale che si solleva dalla terra per raggiungere l’infinito. A lui il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) dedica dal 27 giugno al 25 ottobre 2015 una grande mostra di respiro internazionale, Nel Blu dipinto di Blu… da Yves Klein, la magia di un colore nell’Arte Contemporanea.

 

venus bluePartendo da una riproduzione della Venus Blue, firmata da Klein nel 1960, la mostra svela l’enorme influenza che il maestro francese ha avuto sui suoi contemporanei e sugli artisti dei giorni nostri, attraverso un filo conduttore: l’uso del blu.

Cinquanta le opere di alcuni dei nomi più significativi della scena artistica dalla seconda metà del Novecento, da Daniel Spoerri, a Raymond Hains, César, Mimmo Rotella, che con Klein furono partecipi del movimento del Nuoveau Réalisme, sotto la guida del grande critico e teorico Pierre Restany, Pierre Alechinsky, Victor Vasarely, padre dell’arte Optical Art internazionale, Hans Hartung, maestro dell’astrazione informale e allievo di Kandinskij, Lucio Fontana, genio innovatore al pari di Klein e suo grande amico, Nanda Vigo, Francesco Guerrieri e Lia Drei del Gruppo P.

smalti e collage su carta povera, cm 100 x 100

Mario Schifano, Mare, 1978

Ma ci saranno anche il calabrese Cesare Berlingeri e poi Jacques Toussaint, Mimmo Paladino, artista di punta della Transavanguardia, Tano Festa e Mario Schifano, i più importanti rappresentanti della Pop Art italiana, Jan Fabre, uno dei nomi di spicco del panorama artistico internazionale, Luigi Russolo, uno dei grandi futuristi e Sandro Sergi, che offrono una visione del blu ante-Klein; fino alle interpretazioni più contemporanee dell’utilizzo del blu monocromo, come nel caso del Cracking Art Group e del giovane Giuseppe Lo Schiavo.

Molte le opere prestigiose provenienti da importanti collezioni private italiane ed europee, oltre che da alcune collezioni pubbliche, che indagano lo spazio riservato al blu dall’arte e non solo. Così il vernissage sarà punteggiato da Nel blu dipinto di blu (D. Modugno) Il cielo è sempre più blu (R. Gaetano), Il bel Danubio blu di J. Strauss, eseguiti dai solisti della Magna Graecia Flute Choir, diretta dal M° Sebastiano Valentino

Ma il vero fulcro della mostra è lui, Yves Klein: Yves e la ricerca ossessiva per il blu perfetto, saturo e

luminoso, che non verrà mai messo sul mercato; Yves e le sue modelle dipinte di blu stese sulla tela per imprimervi la loro “traccia di vita”; Yves e le sue inconfondibili performance dal vivo, nelle quali regalava al pubblico momenti perfetti e non riproducibili; Yves e il suo Salto nel Vuoto, a braccia aperte,yves klein come un perfetto tuffatore che si affida all’Assenza, in cui non c’è più segno né forma, né parola, nè spartito musicale ma l’essenza di tutte le cose.

Il Vuoto non è dunque il Nulla, per il Klein ispirato dallo Zen, ma la condizione senza la quale non è possibile raggiungere un’esistenza piena di senso, degna di questo nome. Nell’opera d’arte segno e forma, contenuto e contenente, estetica e soggetto, diventano dunque un tutt’uno, senza distinzioni. Un concetto che attirerà uno stuolo di critiche ma anche gli apprezzamenti di quanti compresero il ‘fenomeno’ arrivato dalla Ville Lunìmiére, come Dino Buzzati che ne scrisse una straordinaria recensione sul Corsera, intitolata, naturalmente, Blu Blu Blu.