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Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

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Buon 2016 (d)alla Calabria resiliente

Scritto da on 30 dicembre 2015 – 11:00nessun commento

Un altro anno si è concluso con il suo fardello di guerre, violenze, esodi, disastri; ma anche con le storie di uomini e donne che in una terra di confine come la Calabria dimostrano che se hai la voglia di guardarti attorno, di osservare, di ascoltare, di allertare tutti i sensi, di aprirti al mondo, puoi riuscire a farcela e persino ad incidere sulla realtà. Abbiamo scelto di parlare ancora di un’altra Calabria, di quanti  non accettano che una regione che un dio benigno ha riempito di tesori di ogni genere, al di sopra e al di sotto del suolo, sia relegata perennemente in fondo a tutte le classifiche. Gente che ha deciso di rimanere o di tornare, che si è rimboccata le maniche e ha deciso di metterci la faccia.

Sono i volti, le voci, gli occhi, il motore di una Calabria poco conosciuta, pure agli stessi calabresi, di cui su LinkingCalabria.it parliamo  365 giorni  l’anno perchè crediamo che fare informazione significhi anche questo.

Per chiudere l’anno  vogliamo proporvi una manciata di storie, in rappresentanza di tutte le donne e gli uomini che hanno deciso di raccogliere con coraggio le sfide della crisi globale e di un contesto territoriale sociale, politico, culturale, economico vulnerabile e rischioso, e di puntare sulla cultura, il turismo, l’innovazione con professionalità, competenze, voglia di esserci e di fare,  sperimentando pratiche virtuose utili a tutta la comunità. Qualcuno la chiama resilienza, alla base c’è la determinazione a sottrarsi al mantra quotidiano del lamento ed a sviluppare gli anticorpi necessari a superare le avversità, che da queste parti non mancano mai.

Stefano Crupi alla Ubik #2Di resilienza ha bisogno di sicuro la nostra filiera editoriale, a partire dalle librerie che sembrano aver superato la tempesta, dopo anni di buio assoluto e di calo costante dei consumi. Un felice modello è la Ubik di Catanzaro che festeggia un 2015 quanto mai prolifico per incontri, iniziative, collaborazioni, progetti. Il pubblico ha apprezzato. Lo dimostrano i dati delle vendite ma soprattutto la presenza sul territorio di una comunità vitale e partecipe di lettori. Il bravo libraio del resto è quello che sa creare una comunità di lettori, scrive Nicola Lagioia (Premio Strega 2015), che un anno fa ha girato in lungo e in largo l’Italia, toccando anche la Calabria, alla scoperta di una realtà,  quella delle librerie, soprattutto indipendenti, estremamente sfaccettata, che ha dimostrato nel tempo di sapersi rinnovare e trovare nuove strade da percorrere.

Nunzio, Gianluca e Maria Saveria, i librai  che reggono ogni giorno, domeniche e giorni festivi compresi, le sorti della Ubik del capoluogo, questa capacità di rinnovamente, di apertura al mondo, di rischiare e mettersi in gioco ce l’hanno e l’hanno dimostrato più volte. Attraverso festival come Le piazze del libro, che a maggio ha accolto giornalisti, scrittori, intellettuali, filosofi, stimolando un dialogo serrato e dibattiti anche accesi con centinaia di persone che da mattina a notte inoltrata hanno inondato una piazza una volta tanto non virtuale ma reale, la Galleria Mancuso, restituendo dignità e valore a uno spazio abbandonato dai cittadini. O contribuendo alla riuscita di un piccolo ma ormai noto festival come Parole erranti, che si tiene in un piccolo borgo che si affaccia sulle rive dello Ionio, Cropani, e ne ha fatto una delle Città del Libro italiane. O ancora, attraverso gli incontri con gli autori, magari privilegiando a quelli acclamati, che in questi mesi si sono dati il cambio in libreria, gli esordienti, insieme alle case editrici indipendenti e agli/lle autori/trici calabresi. Come MattNicoletta Grasso 5_3533577885951741764_neo Mazza, del collettivo La Masnada, di Cropani, che il 29 dicembre presenta la sua terza raccolta di versi, Clitoride, seguito, a chiusura d’anno, il 30, dalla giovane scrittrice Elena Galli, autrice di Mostri e Maestri (Scuola Holden editori) in finale al Premio Bukowski.

Dai libri all’arte. Una giovane donna, Nicoletta Grasso,  decide di tornare in Calabria per dedicarsi a ciò che ama: l’arte. Trova dei locali nel centro di Lamezia Terme, li ristruttura e ne fa uno spazio per la ricerca creativa, tout court, destinato a intercettare le risorse del territorio e a mettere a disposizione esperienze consolidate e di qualità, insediate nel resto del Paese, e non solo. Nasce così CRAC Centro di Ricerche per l’Arte Contemporanea, allo stesso tempo residenza artistica, spazio espositivo, teatrale, musicale e performativo. E un festival, FRAC, che, alla sua prima edizione, ha portato ad Aieta un parterre colto e internazionale.

Una spiccata vocazione internazionale l’ha dimostrato sin dall’inizio anche  il Pentedattilo Film emanuele milasi 936_8146095767529021259_nFestival che solo quest’anno ha portato nell’Area Grecanica 100 cortometraggi provenienti da 30 Paesi diversi, oltre a laboratori, incontri, e la produzione di un corto, in uscita nel 2016. Un successo per il festival creato da Emanuele Milasi e Americo Melchionda, che il prossimo anno spegne dieci candeline, che può dire di avere centrato l’obiettivo di coinvolgere attivamente i giovani sul territorio.

In un orizzonte analogo si muove una associazione di giovani professionisti, uniti sotto la sigla Catanzaro dentro le mura, che, stanchi di sentire parlare di una città in agonia, hanno deciso di rilevare il Supercinema, una delle tre sale cittadine, tutte chiuse negli ultimi anni, l’hanno ristrutturato e riaperto. In cartellone, oltre alla programmazione ordinmini tour AbraCalabriaaria, una stagione d’essai che vuole recuperare la memoria del  Giuditta Levato, che trent’anni or sono portava nel capoluogo un cinema colto e di particolare interesse culturale e artistico, e uno spazio aperto a concerti, incontri, performance. Un modello testato in questi giorni per Afarlamarecominciatu, la manifestazione, che sta ottenendo una inattesa ma benvenuta risposta di pubblico, diretta da un altro catanzarese doc, Antonio Pascuzzo, musicista, produttore, direttore artistico di Atina Jazz,  fermamente intenzionato  a far rivivere un centro storico in stato preagonico.

1) guardarsi intorno; 2) individuare delle risorse/potenzialità inespresse e coerenti con la vocazione del territorio; 3) far prendere consapevolezza della loro esistenza a chi ci vive accanto; 4) stimolare la valorizzazione/potenzialità delle stesse attraverso la diffusione di buoni esempi; 5) creare delle connessioni; 6) farsi da parte. E’ il metodo  Ereticamente, nato qualche tempo fà da un massimiliano capalbo 9_2403657892050141063_nun’idea di Massimiliano Capalbo e Nuccio Cantelmi, che si è tradotto in un sito web, in incontri e raduni periodici per chiamare a raccolta i calabresi che vogliono ‘prendere in mano il proprio destino’  e diventare una comunità che contribuisca al benessere economico e sociale della regione. Una comunità che cresce ogni anno. Nell’ultimo Raduno si sono presentati in tanti, con progetti e proposte diverse, ma con la stessa idea di una Calabria che cambia.

Un’idea che frulla nella testa anche dei giovani chef calabresi, che portano in giro per il mondo il made in Calabria del food & wine, che unisce  tradizione e nuove frontiere internazionali del gusto. Un settore che parla attraverso i volti di chef affermati come Francesco Mazzei o di talenti in ascesa come Caterina Ceraudo e Luca Abbruzzino, incoronati dalle stelle chef cookingsoonMichelin, di Bruno Tassone, Antonio Biafora, Gennaro Di Pace, Emanuele Lecce, Nino Rossi, Emanuele Strigaro, Bruno De Francesco.  Molti di loro formano la pattuglia di Cooking Soon, un nuovo progetto per promuovere e mettere a sistema la nouvelle vague della cucina, che in questi mesi ha girato in lungo e largo la regione.

Anche loro hanno deciso di coltivare orizzonti, lavorativi e di vita, e sogni nella terra in cui sono nati. Il nostro augurio, per il 2016, e oltre, è che ci riescano. E con loro, i mille volti della Calabria resistente e soprattutto resiliente.