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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Da Ricci/Forte a Giancarlo Cauteruccio, da Mary Garret ai Dissidio tutto il programma di More #2014

Scritto da on 1 novembre 2014 – 11:00nessun commento

Nel 2012 arrivarono a Cosenza con il loro Grimmless e spaccarono il pubblico in due, diviso tra l’ elogio e la stroncatura di uno spettacolo dai colori e dai temi strong. Il 7 novembre il duo Ricci/Forte, non più enfant prodige ma realtà teatrale apprezzata in Italia e all’estero, torna nella città bruzia al Teatro Morelli di Cosenza con il penultimo lavoro, Still Life , per inaugurare la terza edizione di Progetto More, ideato e realizzato da Scena Verticale, la compagnia calabrese che si è ritagliata uno spazio significativo nel panorama teatrale nazionale e internazionale.

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Performance e dialogo con il pubblico, insieme, per ricordare la scia di sangue che da sempre segue lo stigma dell’omosessualità. Un tema caro ai due registi che lo svolgono, ancora una volta, con immagini che colpiscono come un pugno allo stomaco, a iniziare da quella di apertura: una fila di lumini rossi e poi i nomi delle decine di giovani, colpiti a morte dalla paura del ‘diverso’. Immagini forti e radicali, esasperate ed esasperanti, contro l’intolleranza, contro l’odio e il tracollo dell’intelligenza. Consigliato a giovani e giovanissimi <<che si sentono messi all’angolo, costretti dall’ignoranza di questo Paese a farla finita>>, come afferma Stefano Ricci, che prosegue:

 

Lo spettacolo vuole celebrare il valore della fantasia, il valore dell’unicità. In un Paese come l’Italia in cui questo viene considerato un difetto, dove si cerca di incasellare, di fare seguire le orme di un gregge, lì c’è la volontà di celebrare questo superpotere magico, che è la possibilità di essere qualsiasi cosa si voglia.

 

Ricci/Forte aprono un cartellone totalmente orientato a esplorare temi al centro del dibattito pubblico nello sguardo di alcune tra le più importanti compagnie teatrali del Paese.

 

Promette un alto livello di intensità emotiva Fabrizio Ferracane, ottimo attore teatrale che il pubblico ha conosciuto grazie alla Tv (Il commissario orapronobis ferracaneMontalbano) e al cinema, come protagonista di Anime nere, che porta a Cosenza Orapronobis, prova d’attore potente e stremante sul piano fisico e emotivo. Scritto da Rino Marino, psichiatra e regista, con il quale Ferracane ha avviato da quattro anni un progetto sul mondo dell’emarginazione e del disagio psichico, che sta facendo da tempo il giro di teatri e festival nazionali e internazionali, Orapronobis è il lamento disperato e dolente di un uomo che vive ai margini, che diventa poco per volta invettiva contro la corruzione e le derive del potere (28 novembre).

 

La violenza contro le donne viene indagata da Saverio La Ruina in due spettacoli. In Dissonorata spettacolo che per il testo, che porta la sua firma, e l’interpretazione, ha ricevuto diversi riconoscimenti in Italia e all’estero, viene filtrata attraverso le diverse e sfaccettate voci di donna in un paesino del Meridione e raccontata nei suoi aspetti insieme tragici, grotteschi e surreali, a volte comici,. Una prova d’attore straordinaria, come ha scritto il critico Gianfranco Capitta, che a quasi un decennio dal suo esordio mantiene inalterata la freschezza e la forza che hanno contribuito a farne uno spettacolo ormai di culto (21 novembre). In Polvere, terzo atto della trilogia composta da Dissonorata e da La Borto, la violenza di genere viene esplorata seguendo lo sguardo dell’uomo. La piéce debutta a Milano, al Teatro Elfo Puccini il prossimo 29 gennaio e sarà proposto a Cosenza il 27 febbraio 2015.

 

Saverio La Ruina sarà di nuovo sul palco del Morelli insieme a Dario De Luca, con il quale ha fondato Scena Verticale, per riproporre La stanza della memoria, produzione del 1996 ma ancora attualissima, storia di una comunità contadina dell’Appennino calabro-lucano e del suo ingresso nel XX secolo dinanzi all’avvento dell’ industria, l’emigrazione, il passaggio di testimone generazionale, che chiude la stagione (24 aprile 2015).

 

Storie di ordinaria follia, di essere umani sconfitti dalla vita, ma non annientati, che aspettano l’occasione buona per riscattarsi, in una lotta senza quartiere e senza tempo per accaparrarsi briciole di potere e di amore. Thanks for Vaseline, firmato da Massimiliano Setti, Gabriele De Luca e Alessandro Tedeschi, una coproduzione Carrozzeria Orfeo e Teatro di Pontedera, indaga ipocrisie e fratture della nostra contemporaneità attraverso le vicissitudini amare di una famiglia apparentemente fuori dai ranghi … ma solo apparentemente. Ben scritto e interpretato, con ritmi serrati e dialoghi che sembrano <<pallottole che sibilano nell’aria>>, come ha scritto Roberto Rinaldi. Pubblico e critica hanno apprezzato definendolo spettacolo dell’anno. Lo attendiamo al Morelli il prossimo 5 dicembre.

 

Anagoor, Lingua Imperii 2Approdano per la prima volta su un palcoscenico calabrese gli attori di Anagoor, uno dei gruppi più rigorosi e originali del panorama nazionale, che si muove tra filologia, storia dell’arte, musica, danza. Con L.I./LINGUA IMPERII, spettacolo vincitore del premio Jurislav Korenić per la regia al Grand-Prix del 53mo Festival Mess di Sarajevo 2013, l’ensemble internazionale di Anagoor si inoltra nel bosco della lingua: lingua imperiale e del dominio, lingua della propaganda, lingua che i colonizzatori impongono ai dominati, lingua della schiavitù e dell’afasia, come scelta e come arma di resistenza (30 gennaio 2015).

 

…una storia del potere della lingua nel mondo occidentale, ripercorsa attraverso frammenti di autori apparentemente distanti (W.G. Sebald, Jonathan Littell, Eschilo, René Girard, Tzvetan Todorov, Bruno Bettlheim, August Sander, Victor Klemperer): si parte dalla follia nazionalsocialista per incontrare il mutismo di Ifigenia e ritrovare quel silenzio in altre prede, altre cacce, altri genocidi.

 

Il tema dello straniamento viene declinato dal Teatro dei Filodrammatici in Brutto, tratto dalla piéce di Marius Von Mayenburg, commedia degli equivoci che affronta, usando l’arma del grottesco, i temi dell’identità, del conformismo, dell’illusorietà dell’ambizione (16 gennaio).

 

Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa, animatori di Teatro Sotterraneo, nella loro nuova produzione, Be Normal, seguono le orme della be normal teatro sotterraneo 3d23287_XLquotidianità di un trentenne nell’Italia contemporanea e la traducono in uno spettacolo dissacrante e pungente, ma divertente (13 febbraio).

 

Si torna al classico con l’ultimo dei capolavori di Luigi Pirandello, I giganti della montagna, nella lettura di Fortebraccio Teatro, una delle più importanti realtà teatrali del Bel Paese. La storia è nota: una compagnia di attori giunge nelle sue peregrinazioni in un tempo e luogo indeterminati: al limite, fra la favola e la realtà, in una Villa detta la Scalogna, abitata da personaggi grotteschi guidati da una specie di Mago, Cotrone, che, come Prospero nella Tempesta shakesperiana, è in grado di creare illusioni e fantasie (10 aprile). Ma il confine non è sempre così definito.

 

Evento speciale, fuori abbonamento, per riproporre uno degli spettacoli che hanno segnato la storia del teatro off italiano, Eneide, di Krypton, prima esperienza di teatro multimediale e post moderno, che si avvaleva delle musiche dei Litfiba e dei video di Alfredo Pirri, che Giancarlo Cauteruccio ripropone a trent’anni di distanza con la complicità di Gianni Maroccolo (ex Csi e Pgr), Antonio Aiazzi e Francesco Magnelli (Litfiba) e di eneide cauteruccioGinevra Di Marco, per farne una rinnovata opera totale che parte dal mito per costruire una riflessione sull’oggi e sulla perdita di una dimensione sacrale e rituale componente fondamentalissima di ogni comunità, avvalendosi delle ultimissime tecnologie e dell’apporto del pubblico, che condividerà -anche economicamente- un progetto che vola alto sulle ali della massima libertà espressiva. Contro gli eventi massificati, l’enterteinment, l’assenza di riflessione e di memoria.

 

E se nell’Eneide dell’83 – spiega Cauteruccio- le musiche erano registrate e in scena trionfava la superficie, l’assenza di corpi e voci, oggi siamo sul palco, diventando così corpi viventi di dramma e musica. Fatto che, insieme alla scala 1:1 che la scena impone, scarta l’ipotesi di una deriva verso il cinema o la tv e conferma l’anima squisitamente, anticamente teatrale del progetto, un esempio per le nuove generazioni di come intaccare i linguaggi tradizionali

 

In cartellone ci sono anche il danzatore e coreografo Massimiliano De Luca che porta a Cosenza il suo nuovo spettacolo Con-fine, contaminazioni tra musica, danza, teatro in una performance in cui performers e spettatori indagano i reciproci confini, terre di mezzo dove tutto può accadere (14 novembre) e Dario De Luca, con la Omissis Mini Orchestra in Scanti di Natale, viaggio ironico e sconcertante nel repertorio mainstream natalizio con diverse sorprese nello spartito (26 dicembre).

 

La musica è da tempo, ormai si è capito, l’altro punto di riferimento del cartellone di More che fino al 6 maggio propone alcuni progetti, alcuni dei quali rigorosamente made in Calabria, che sondano nuovi territori narrativi e sonori. Così Ernesto Orrico con Fluxus supera i confini tra generi artistici diversi per guidare il pubblico nei suoi testi di ‘scrittura automatica’, con l’aiuto della musica elettronica, incrociando noise, dub, Massimo Volume e altro ancora. Decisamente fuori dalle consuete rotte è il percorso di Dedalus, un collettivo che ha deciso da tempo di usare lo slang dei calderai di Dipignano, l’ ha mescolata con echi mediterranei, musica antica, impronte jazz, ma anche con la poesia e con il contributo di linguisti e glottologi come John Bassett Trumper è riuscito a entrare in finale per ben due volte al Premio Tenco.

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Il palco del Morelli ospita il 21 gennaio ancora un progetto inedito, autori il chitarrista jazz Massimo Garritano e la sorella Mariafrancesca, ballerina solista alla Scala di Milano, omaggio al balletto, al folk e alla cultura americana, partendo magari dall’amore per Sam Peckinpah e i suoi film cult come Pat Garrett & Billy the KId.

 

A febbraio e marzo 2015 il Morelli apre una finestra su due proposte che sono partite da lontano per approdare in breve tempo alla ribalta internazionale. E’ stata paragonata nientemeno che a Suzanne Vega e definita la migliore songwriter negli Stati Uniti, Vanessa Peters, che con una manciata di album ha messo d’accorso pubblico e critica di mezzo mondo. alin coen

Si muove tra i confini tra folk, funk e pop per <<colpire al centro del cuore>> Alin Coen che con la sua band ha scalato le classifiche di Germania, Austria e Svizzera, ha vinto il Grammy tedesco, e sta spopolando più recentemente con l’ultimo lavoro, dedicato alla violenza di genere.

 

Si muovono a metà strada tra la performance teatrale e la dimensione live i Dissidio, crossover band lametina capitanata da Michelangelo Mercuri, ben lieta di escludere qualsiasi appartenenza a generi o clichè e di presentarsi con una cifra personalissima, anche cruda e dura, ma sempre in chiave rigorosamente sarcastica e grottesca.

 

La programmazione di More prevede anche numerosi Laboratori che potrete consultare su http://www.progettomore.it/formazione/laboratori

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