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Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

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Da Roberto Latini a Babilonia Teatri, Oscar De Summa, Marta dalla Via, il meglio del teatro italiano arriva a Primavera dei Teatri a Castrovillari

Scritto da on 29 maggio 2017 – 08:31nessun commento

Ecco l’angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L’illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell’azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento.

Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua fortebraccio_teatro_il_cantico_dei_cantici_3_fabio_lovino_stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un’adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi…. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne”. Così scriveva Antonin Artaud ottant’anni fa nella sua opera capitale, Il teatro e il suo doppio, in cui sintetizza l’estetica di un linguaggio teatro rinnovato che si affida prima che al logos, alla parola pensata, alla capacità dello spettatore di sentire nella sua interiorità, nella carne e nei sensi. Spostare la percezione delle cose, la nostra sensibilità, su altri piani, giocando con il paradosso: una sfida per le avanguardie artistiche del secolo scorso la cui scia continua ad essere percorsa dal teatro contemporaneo.

Una sfida che continua a raccogliere anche Primavera dei Teatri, la rassegna che da 18 anni invade Castrovillari, nel Pollino, che, forte della qualità delle sue proposte, si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto nel panorama italiano, e non solo che torna con un ricco programma dal 30 maggio al 4 giugno.

Saverio La Ruina e Dario De Luca insieme a Settimio Pisano, BABILONIA-TEATRI-PEDIGREE-600x350anime della compagnia Scena Verticale, ancora una volta hanno deciso di intercettare i segnali più vitali sparsi nella penisola presentando un cartellone con diverse prime e anteprime nazionali. Atteso debutto per Roberto Latini (che per l’occasione terrà anche un laboratorio) che nell’ultima produzione di Fortebraccio Teatro si cimenta con Il Cantico dei Cantici, testo cardine della Bibbia, ma anche tra i testi più affascinanti e coinvolgenti della letteratura mondiale, inno alla bellezza che traspare già nella definizione ebraica di Canto del sublime.

Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme. “vi prego, non svegliate il mio amore che dorme” (R. Latini)

Grande attesa anche per due dei più interessanti sodalizi teatrali italiani: Babilonia Teatri che in Pedigree (già sold out) racconta la storia di un giovane uomo e della sua famiglia allargata con due madri, un padre donatore e cinque fratelli sparsi per il mondo e con esso cosa significhi essere genitori, biologici o di fatto poco importa, e Marta Dalla Via che con Personale Politico Pentothal – Opera rap per Andrea Pazienza tributa il suo personale omaggio ad Andrea Pazienza e all’universo visionario di Pentothal, singolare concentrato di vicende personali e collettive.

Torna a Pdt anche Oscar De Summa, una delle voci più acclamate delle ultime generazioni, con la sua la cerimonia de summaultima produzione, La Cerimonia, che tocca il tema incandescente del rapporto padri-figli. L’assenza dell’uno si riflette sull’altro negando “al figlio la sacrosanta ribellione generatrice dell’identità”, come scrive il regista. Nessun desiderio, nessuna passione generatride di desideri e così Edi, la protagonista, finisce per “galleggia dolcemente sulla superficie della vita”, ritirandosi nel suo guscio confortevole che segna i confini -non di un’apatia generazionale- ma di una vera e propria assenza. Un Edipo smontato e rimontato al ritmo della musica dei Massive Attack e Skunk Anansie.

Il nuovo teatro italiano si confronta con l’attualità senza dimenticare i classici. E’ il caso di Frankenstein, scritto da Mary Shelley esattamente due secoli fa nella prima stesura, la cui genesi, la trama e gli snodi drammatici vengono ripercorsi da I Sacchi di Sabbia in Franco Stone. La storia è nota: Mary, suo marito, il poeta Percy B. Shelley, la sorellastra Claire e Lord Byron trascorrono insieme l’estate del 1816 a Ginevra. Una sera, Byron lancia a tutti una sfida: scrivere un racconto di fantasmi. La Shelley non riesce al momento a concepire nulla ma più tardi, in una sorta di sogno a occhi aperti, vede uno scienziato che, come un moderno Prometeo (titolo originale dell’opera), assembla pezzi di cadaveri per creare una spaventosa creatura. Lo spettacolo va oltre e ipotizza che l’idea in realtà a Mary sia venuta in Italia…

Anche la Compagnia Òyes si volge indietro e torna ancora una volta a Čechov con Io non sono un oyes-1024x768gabbiano, (qui in prima nazionale) e a un giovane “Kostjia che cerca disperatamente l’amore di chi non lo ama ed è disposto a distruggere chiunque provi a salvarlo dal baratro a cui ambisce. Attorno (a lui) regna l’insoddisfazione e se “la vera felicità è desiderare quello che si ha” qui sono tutti infelici. Qualcuno prova a togliersi la morte di dosso ma un attimo dopo si stanca o si ritrova coperto di letame”. La compagnia Stabilemobile Compagnia Antonio Latella riparte dalla tragedia greca con un inedito Aiace la cui storia viene riscritta da tre attori, un ivoriano, una francese e uno italiano rivivono la riscrittura dell’eroe immortalato da Sofocle. Ma qui l’ingiustizia degli dei, la follia dell’eroe e l’ingegno dell’uomo si mescolano in uno spazio tragico e senza tempo. Il Macbeth shakespeariano recitato in sardo e, nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini porta la firma di Alessandro Serra, regista e fondatore della compagnia Teatro Persona che in Macbettu sottolinea sorprendenti analogie tra il capolavoro del Bardo e le tradizione e le maschere della Sardegna.

In cartellone ci sono anche i padroni di casa, Scena Verticale, che presentano l’ultimo lavoro di Saverio La Ruina, Masculu e fìammina, narrazione a una voce sola di un doloroso omissis che percorre il rapporto tra un figlio e una madre che non c’è più, la confessione disarmante di una omosessualità a lunga taciuta, occultata, relegata in un luogo in cui amore e sofferenza si intrecciano inesorabilmente.

A PdT è presente pure la Calabria con Teatro RossoSimona che debutta in prima nazionale con lo spettacolo L’incidente. Io sono già stato morto di Francesco Aiello, storia tragicomica di un ipocondriaco, Francesco, vittima di un incidente imbarazzante, che lo segnerà per tutta la vita, persino nelle scelte più innocenti e scontate, come riempire un contenitore di urina.

Prosegue l’attenzione del festival per le attività di formazione e aggiornamento per gli addetti ai lavori, grazie al laboratorio per attori curato da Roberto Latini, mentre Teatro e Critica tiene un workshop di critica teatrale rivolto a spettatori e spettatrici, amanti del teatro, artisti e giovani firme della stampa locale con l’obiettivo di SARDEGNA-TEATRO-MACBETTUcreare una vera e propria redazione che racconterà quotidianamente il Festival dall’interno. Non poteva mancare il più che consolidato appuntamento con Primavera Kids, il progetto dedicato ai bambini con laboratori di narrazione a cura della Libroteca La Freccia Azzurra.

Completano il cartellone due incontri, il primo con Andrea Porcheddu che presenta il suo libro Che c’è da guardare? La critica di fronte al teatro sociale d’arte, il secondo, “Sistemiamoci!”, dibattito sui sistemi teatrali regionali, con gli operatori del settore calabresi. E per finire in bellezza, ogni sera, a conclusione della giornata, appuntamento al Giudecca Caffè.

Tutte le info su www.primaveradeiteatri.it