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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Dal 22 marzo a Cosenza la letteratura per ragazzi protagonista di B-Book Festival

Scritto da on 27 febbraio 2017 – 11:11nessun commento

C’era una volta… C’era una volta la fiaba, tessuto compatto in cui a tutte le latitudini il mito si congiunge con la saggezza popolare, principi universali si propagano dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri insinuandosi nell’epica, nel romanzo cavalleresco, nel gotico, nel fantastico e poi nel fantasy, nella fantascienza, nell’horror, assumendo di volta in volta linguaggi e forme diverse. Il grifone si trasforma in ippogrifo, le antiche divinità femminili si perpetuano nelle donne guerriere, nella Camilla virgiliana, in Brunilde e Bradamante, in Giovanna d’Arco e nella Daenerys Targaryen di Trono di Spade.

 

Dal Pentamerone di Basile, alle fiabe di Gozzi e Capuana, alle ricerche sul campo di Pitrè e Di Francia fino a Calvino, passando per i fratelli Grimm, Andersen e Perrault, Collodi, Rodari e Munari, c’è un filo unico che lega un universo che è molto più di un genere, la cd. letteratura per l’infanzia, perché rimanda alla capacità salvifica dell’annodare e riannodare storie, ai riti di passaggio che appartengono a tutte le civiltà, a Oriente come ad Occidente, alla possibilità di connetterci con gli archetipi universali e con le energie della Terra.

testata-6x3-seconda-edizione72Oggi affrontiamo un passaggio ulteriore. Nel Terzo Millennio non usa più tramandare le storie da padre in figlio, da nonno a nipote, ma leggerle su bei libri curati spesso in modo impeccabile, con il sostegno di pedagoghi e psicologi, con illustrazioni firmate da grandi artisti. Così come il racconto orale che sfida i nostri sensi anche la lettura fa bene, aiuta il bambino a strutturare il pensiero e ad esprimersi, a coltivare il pensiero laterale e la creatività, l’autonomia e l’empatia verso gli altri.

La letteratura per l’infanzia oggi rappresenta una fetta importante del mercato editoriale. Molto ha fatto la scuola negli anni, sostenuta da una serie di iniziative –da Nati per leggere allo stesso Maggio dei Libri- che hanno contaminato l’intero territorio nazionale, molto hanno fatto i presidi della lettura sul territorio -biblioteche, librerie, centri culturali- che dedicano spazi sempre più ampi alla fascia 0-17. Per non parlare del ruolo svolto da  fiere come la storica Bologna Children’s Book Fair, un baluardo del settore a livello internazionale, che da 54 anni si tiene sotto le due torri  disseminando in tutto il Bel Paese i suoi semi.

Nasce a Cosenza  il B-Book Festival, il festival di letteratura per i bambini che si terrà per il terzo anno consecutivo alla Città dei Ragazzi dal 22 al 24 marzo 2017.

B-Book, gioco di parole che rimanda a To be book (essere libro), è un progetto promosso dalla Cooperativa delle donne con la Cooperativa sociale Don Bosco e Teca srl, il sostegno di Save the Children, e la direzione artistica dello scrittore Michele D’Ignazio e dell’illustratrice Jole Savino, nell’intento di far dialogare i bambini con gli autori tra mostre, sport e giochi, ma anche di creare spazi formativi con esperti di fama per insegnanti e operatori e non solo.

Per capirne di più  abbiamo fatto qualche domanda uno dei direttori artistici, Michele D’Ignazio, cosentino, apprezzato autore per l’infanzia (Storia di una matita, Pacunaimba, tutti editi da Rizzoli) oltre che attento osservatore della sua terra,  con le parole del blogger e le immagini del documentarista.

bbook bambini

 

Allora Michele, siamo arrivati alla terza edizione di B-Book…

Eh si. Si è portati a pensare che, anno dopo anno, la strada si inizia a spianare, possa diventare discesa, invece c’è sempre da pedalare e, anche questa volta, non è stato facile mettere insieme tanti autori e artisti, a comporre un ricco programma. Ma sapere che ancora una volta la città dei ragazzi si riempirà di colori e di bambini, nelle tre giornate del festival, rende felice e spinge ad andare avanti me e il meraviglioso staff di b-book.

 

Puoi darci qualche anticipazione?

Certo. Partirei da un artista cosentino che ormai tutti in città conoscono e apprezzano, Gianluca Salamone autore del Mandala, simbolo da sempre di B-Book, che rimanda alla mescolanza, all’ incontro di tante anime e idee. Spesso mi chiedono se il festival ha una tematica su cui ruota. In realtà, e forse in questo subisco l’influenza brasiliana che mi ha ispirato moltissimo negli ultimi tempi, il festival è, per prima cosa, una festa, un incontro, l’arte do incontro, come amava definire il Samba Vinicius de Moraes.bbook mandala

E il grande, colorato, simmetrico Mandala che Gianluca Salamone crea ogni anno insieme ai bambini che partecipano al festival ne è il simbolo.

Certo, c’è la lettura. Prima del festival, segnaliamo e consigliamo i libri da leggere.

C’è la riflessione, di cui si nutrono gli incontri insieme ai laboratori e agli spettacoli. Ma B-Book in fondo è una festa allegra, un modo per vivere i libri e la lettura come un piacere.

Come sosteneva Daniel Pennac nel suo famoso libro “Come un romanzo”, scrivendo i 10 diritti del lettore, il piacere viene prima degli intenti didattici, dei risvolti sociali e di tutto il resto. Leggere è un diritto. Leggere è un piacere.

 

Il parterre degli ospiti in questa edizione è molto nutrito, tra scrittori, insegnanti, pedagogisti, musicisti, divulgatori scientifici, sceneggiatori…

Io inizierei però da una libraia. Se non ci fossero i tanti e le tante brave libraie di questo paese saremmo nei guai. Grazia Gotti, fondatrice della libreria Giannino Stoppani di Bologna e dell’Accademia Drosselmeier, che forma giovani librai che vogliono intraprendere l’avventura di aprire una libreria indipendente.

Sono in tanti in Italia, negli ultimi anni, ad aver ricominciato dai bambini, per riscrivere in parte la storia di un mondo che appare stanco e spaesato.

bbook laboratoriSi sottolinea spesso il fatto che chiudono tante librerie. È vero. Ed è un peccato, anche perché molte librerie anno storie decennali alle spalle, da ricordare e da rispettare. Ma è anche vero che aprono tante nuove librerie specializzate in editoria per bambini e letteratura per ragazzi (negli ultimi anni se ne contano 62 in più) in ogni angolo della penisola: una piccola (grande) rivoluzione culturale di cui si parla poco.

Un cambiamento dal basso, senza troppo clamore, ma che in futuro (si spera) ci farà poggiare su basi più solide.

Grazia Gotti ne è stata una delle iniziatrici e al festival presenterà “21 donne all’assemblea”, sulla storia delle 21 donne che composero l’assemblea costituente, oltre ai libri che raccontano la sua esperienza di libraia e maestra, come A scuola con i libri, edito da Rizzoli.

Tra gli autori segnalo un volto non nuovo al grande pubblico, Luca Randazzo, maestro e scrittore, vincitore del Premio Bancarellino nel 2013, che presenta il suo ultimo libro, Il diario di Sunita. Sunita è una ragazza rom di 13 anni. Il suo diario inizia così: “Questo diario è una cretinata. È un’idea della maestra per farmi scrivere. Ma io non ci scrivo niente”

Poi, in realtà, Sunita questo diario lo riempirà di parole e, attraverso i suoi pensieri, si intuisce come è difficile integrarsi per davvero (“integrazione” è una parola usata spesso con leggerezza), come è difficile camminare su un filo e stare in equilibrio tra due culture che, in alcuni casi, ti dicono di seguire strade molto diverse. O diametralmente opposte. Sunita è combattuta e, attraverso le pagine del suo diario, cerca di trovare un’identità piena ed equilibrata.

A Cosenza avremo anche una delle mie autrici preferite, Anna Vivarelli, Premio Andersen nel 2010. E poi ospiteremo Guido Quarzo, con “Maciste in giardino”, candidato al Premio Strega sezione ragazzi, Antonio Ferrara, Elisa Mazzoli, Gabriele Clima, Eliana Iorfida, Patrizia Fulciniti, Assunta Morrone, Annalisa Ponti, Silvia Bonanni, Pietropaolo Morrone.

 

b-book-2016_4In parallelo agli incontri con gli autori ospiterete dei seminari formativi ai quali possono partecipare docenti, operatori, genitori …

Infatti. Avremo tra gli altri due graditi ritorni, Beniamino Sidoti, che condurrà un seminario sul gioco, e Andrea Vico che parlerà della Libertà di migrare, prendendo spunto da un libro di Telmo Pievani, uscito di recente per Einaudi. Sarà una chiacchierata interattiva in forma di quiz per le medie e superiori, che aiuta i ragazzi a capire meglio l’evoluzione dell’uomo e il concetto che non esistono le razze e che siamo tutti africani, emigrati a più ondate negli ultimi 200 mila anni, che si sono sparsi in tutto il mondo e hanno dato vita ai popoli che abitano la Terra. Molto diversi da fuori, tutti uguali da dentro, nel DNA. Un tema molto importante e di stretta attualità.

 

Il pezzo forte questa volta lo riservate alla fine…

Si, il festival si chiude con Andrea Satta, frontmen dei Tetes de Bois, ma prima ancora pediatra che, nel suo ambulatorio alla periferia di Roma, ha raccolto tante storie e fiabe e ne ha tirato fuori un libro, “Mamma quante storie” edito da Treccani, i cui proventi andranno alla biblioteca di Lampedusa, da poco nata grazie ad un progetto di Ibby (International Bords of book for young people – comitato internazionale a favore dei libri per ragazzi). Andrea sarà la ciliegina sulla torta di un programma ricchissimo, per tutti i gusti e le età. Vi aspettiamo!

 

Tutte le informazioni su libri, autori, laboratori e su come e quando partecipare  sul sito https://bbookfestival.com/