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Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

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Design, territorio e sostenibilità alla seconda edizione di Design Week

Scritto da on 13 settembre 2017 – 11:36nessun commento

Qualcuno forse ha pensato che fosse finito in qualche angolo del nostro universo multiverso e invece il design è più vivo e vegeto che mai. Impera sulle copertine e sulle prime pagine di quotidiani e riviste, e non solo quelle specializzate, da ultimo persino nei festival letterari se un festival prestigioso come quello di Mantova in questi giorni ha avvertito l’esigenza di inaugurare la manifestazione con un tributo al genio di Bruno Munari così come di ospitare una serie di eventi dedicati al rapporto tra uomo e oggetti, tra funzionalità ed estetica, con ospiti come Gaetano Pesce.

Un tema fino a qualche anno fa circoscritto ad un ambito ristrettissimo di addetti ai lavori che oggi suscita l’interesse di un pubblico vastissimo. A rivelarlo è il successo ottenuto lo scorso anno da 25Design Week, una settimana di eventi, mostre, workshop, laboratori dedicati al settore, la prima del genere in Calabria. Che replica dal 14 al 17 settembre con una seconda edizione che si terrà ancora nel Centro Storico di Catanzaro, per accendere i riflettori sul fare design, tra cultura del progetto, creatività, formazione e mondo produttivo.

Officine AD, animate da due giovani architetti, Giuseppe Anania e Domenico Garofalo, rinnova la sfida, lanciata lo scorso anno: puntare sulla progettazione e la realizzazione di prodotti con una precisa identità territoriale, facendo dialogare designer, artigiani, imprese, ovvero tradizioni radicate nella storia e nella cultura dei luoghi, tramandate da generazioni, e la capacità di progettazione, ricerca e innovazione insita nel design. Frullate il tutto e otterrete “MATERIA”, il filo conduttore della manifestazione, che non a caso è intitolata MATERIA Festival del design indipendente.

Design exhibition, aperitalk, workshop, design experience, call, eventi musicali scandaglieranno i temi del Design identitario e del food design, il design for kids, il social design e l’ eco-design facendo tappa al Complesso monumentale del San Giovanni, cuore del capoluogo regionale, edificato sul donjon della antica fortezza normanna, con le sue Gallerie sotterranee, all’ex Stac storico

M.Naccarato Albero di luce

Mario Naccarato Albero di luce

deposito dei tram dove si svolgeranno le attività formative, allo FRAMMENTI di VITA 2015 dimensioni cm.80xcm.80 circasplendido Palazzo Fazzari dove sarà allestita una vera e propria esperienza sensoriale sul design. Le tre location sono collegate dal cd. Km del Design che consentirà alla manifestazione di incontrare la città. Tra i tanti ospiti realtà imprenditoriali importanti come Lanificio Leo, l’artista Massimo Sirelli, che realizzerà un grande muro contro intolleranza ed esclusione, i designer Sergio Fabio Rotella, Antonio Aricò, Peppino Lopez, Marco De Masi, Officine Tamborrino, l’arch. Giorgio Caporaso.

Officine AD inaugura in questa edizione una collaborazione con ecoplanner, la crew di giovani creative che promuove il green life style, che nelle Gallerie del San Giovanni per Underground Design Experience presenta Tree of Light, personale dell’artista Mario Naccarato, ultima tappa in ordine di tempo di un progetto che indaga la Natura, la osserva, la studia, la manipola, la reinterpreta.

 

Le opere di Naccarato impattano subito al primo sguardo con la loro bellezza silente -spiega la curatrice della mostra, Rosa Ciacci, co-founder di ecoplanner-. Ferme nel tempo e nello spazio, tutte insieme, raccontano l’armonia composta dal loro concerto: una grande natura morta. Con Tree of light il visitatore entra in uno spazio dedicato, svelamento di nuove rappresentazioni: di foglie, di semi, di materia, di vita. Ma è anche un ritratto intimo, un immaginario personale. Albero di luce – l’opera che non a caso apre la mostra – che rimanda, per la sua carica energetica, anche a scenari contemporanei e vicini al fantasy, con la sua luminescenza porta immediatamente lo spettatore ad immaginare. Benché secca e priva di vita, rimane potente, come testimone e custode della foresta immaginaria alla quale conduce, affiancata da foglie dislocate, fatte seccare e prive di vita anch’esse, come anticipato. Un ingresso cristallizzato che porta oltre la Natura, per fermarsi a osservare ed anche a fantasticare su di Lei che, sempre presente, ci precede, ci accompagna e rimane, dopo di noi.

 

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