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Diabolik, 54 anni e non sentirli

Scritto da on 28 giugno 2016 – 08:23nessun commento

Chi non ha mai letto almeno una volta le gesta di questo criminale inguainato in una lucida calzamaglia nera da cui emergono solo gli occhi metallici, che non esita un attimo ad uccidere quanto a riconoscere negli altri l’onore, il coraggio, l’amicizia e nel disprezzare mafiosi e narcos. Astuto, audace, geniale, affascinante, è il Re del Terrore. Diabolik, nato 50 anni fa dalla fertile fantasia delle sorelle Giussani, capolavoro della crime story a fumetti, sbarca al Museo del Fumetto di Cosenza dal 30 giugno fino al 22 luglio insieme al suo illustratore, Giuseppe Palumbo.

Dall’archeologia alle tavole dei fumetti, Palumbo è abituato a far emergere dal passato 1-palumbopiccole e grandi storie. Ha iniziato vent’anni fa con le avventure del Ramarro, poi con Martin Mystére, infine si cimenta nella ricostruzione del numero 1 di  Diabolik, Il Re del Terrore, e da allora viene assoldato nel gruppo di lavoro della Astorina, la casa editrice che lo edita.

Diabolik nasce dalla vena creativa di Angela e Luciana Giussani, due signore della Milano-bene, intraprendenti e determinate, ribelli quanto basta per opporre all’immagine falsa ed edulcorata della italiana-tipo tutto casa e famiglia (e consumi) diffusa sui media, quella di una donna indipendente, capace di pensare con la propria testa e di portare avanti, e con successo, anche un progetto editoriale impegnativo e rischioso, puntando sul format degli albi tascabili, da leggere ovunque, a casa o sulla metropolitana, entrando in un campo, quello del fumetto nero, tradizionale appannaggio maschile.

Ne viene fuori la storia di un bambino miracolosamente scampato a un naufragio, raccolto e allevato su un’isola deserta da una banda di criminali, da cui apprende tutti i segreti del mestiere, comprese preziosi nozioni di chimica, grazie alle quali può creare perfette maschere di plastica, che gli permettono di assumere le sembianze di chiunque. Tra un crimine e l’altro, sempre ad alto tasso di avventura e genialità, incontra la donna della sua vita, Eva Kant, affascinante vedova accusata di avere ucciso il ricchissimo coniuge, che lo accompagna in tutte le sue azioni e nella lotta contro l’irriducibile ispettore Ginko.

Antieroe per eccellenza, ladro e assassino, ricchissimo, quanto con una etica d’acciaio, fedele a Eva come a valori come onore e amicizia e a perorare istanze sociali (in un’episodio si pronunciò anche a favore del divorzio, quando si trattò di votare al referendum).

A 50 anni di distanza dalla sua uscita, Diabolik è diventato un brand e un oggetto di cultodiabolik cinema 5-46f6-b201-fb696adc1903 per legioni di estimatori e collezionisti in tutto il mondo, tradotto in diverse lingue, compreso il cingalese, ispiratore di film (il più noto porta la firma di Mario Bava e la colonna sonora di Ennio Morricone), serie letterarie e radiotelevisive (l’ultima, lo scorso anno, su Sky), giochi e videogiochi.

Alla serata di inaugurazione partecipa anche Giuseppe Palumbo che incontra il pubblico, accompagnato dalla musica in diretta di Jonica Radio. Per tutti i collezionisti invece sarà possibile accedere all’area stand, spazio dedicato alle fumetterie, mentre per gli appassionati di giochi di ruolo saranno gli esperti di Masters of Comics a tenere banco.

Sempre all’interno delle sale del Museo del Fumetto sarà possibile anche visitare la mostra di Max Capogna ricca delle bellissime tavole originali di Alula Bebop.