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Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

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E luce fu… L’arte di Raimondo Galeano ospite al Marca di Catanzaro

Scritto da on 26 aprile 2015 – 10:35nessun commento

Lasci l’allegra luminosità di un pomeriggio assolato di primavera e ti immergi nelle sale di un museo. Ti accoglie sorprendentemente il buio, dal quale emergono i volti di Obama, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela …

…e poi l’autoritratto di Van Gogh e la Ragazza col turbante di Vermeer , silhouette femminili, paesaggi stilizzati che ricordano l’arte giapponese, immersi in un cromatismo blu e verde che non ti aspettavi. Siamo al Marca di Catanzaro dove è stata inaugurata qualche giorno fa la mostra di Raimondo Galeano.

raimondo galeano267 anni ben portati, nato a Catanzaro ma vissuto tra Bologna e Roma, Galeano approda alla pittura dopo l’ incontro con tre artisti come Mario Schifani, Franco Angeli e Tano Festa, che lo introducono alla scuola romana. Ma è un altro incontro ad essergli fatale. Questa volta non si tratta di un artista ma di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, Isaac Newton, cui si devono non solo le leggi sul moto e la gravitazione, ma anche la scoperta di come i colori non siano una qualità dei corpi ma della luce e che la luce bianca del Sole possa essere scomposta nello spettro dei colori.

Una lezione che Galeano studia, metabolizza e applica alla sua pittura. Inizia a utilizzare speciali polveri insieme al colore e a materiali diversi, per realizzare opere dal duplice volto, diurno e notturno, visibile e invisibile, simili a una pellicola fotografica che dal negativo fa sorgere il soggetto dotato di un suo cromatismo deciso.

Viviamo nelle tenebre e solo il passaggio di un raggio di luce permette al mondo e ai suoi colori di materializzarsi e assumere consistenza, portando ciò che prima era nascosto, o sopito. Temi cari alla grecità (dalla caverna di Platone al mito di Orfeo), che rimandraimondo galeano3ano alla (im)possibilità di conoscere la vera essenza della realtà, che Galeano riprende e ripropone al pubblico.

L’opera diventa così una e molteplice insieme, continuamente cangiante a seconda della luminosità che la circonda, mai identica a sé stessa. A testimoniare il rapporto irrisolto tra realtà e finzione, tra arte e realtà, la capacitò della prima di trasfigurare la seconda e condurci fuori dalle tenebre dell’ignoranza.

Galeano pittore della luce,  erede di una tradizione artistica  che fonda da sempre la sua riflessione sulla luce, teorizzata nel ‘600 da Caravaggio, che confeziono uno speciale pigmento di luce, utilizzato per ottenere la stupefacente luminosità delle sue opere.

raimondo galeanoL’allestimento del Marca, che propone una selezione di trenta opere dell’artista, ha un carattere fortemente performativo, grazie al protagonismo della luce e del pubblico, che ha la possibilità di partecipare al processo creativo e di esprimersi in completa libertà, contribuendo con una fonte di luce a trasformare le opere in mostra.

La luce dà forma e colore a tutte le cose, io dò forma e colore alla luce. (R. Galeano)