Primo Piano »

Arrivederci a presto!

3 aprile 2018 – 09:39 |

Cari amici e amiche, il nostro sito sospende le pubblicazioni.
 
Share

Leggi tutto »
Home » Primo Piano

Francesco Guerrieri: viaggio nel mistero dell’infinito

Scritto da on 10 dicembre 2015 – 08:25nessun commento

Ogni quadro  contiene misteriosamente tutta una vita con le sue sofferenze , i suoi dubbi, le sue ore d’entusiasmo e di luce, scrive Kandinskij in Lo spirituale nell’arte, che ne raccoglie il testamento artistico. Un insegnamento che Francesco Guerrieri, calabrese di Borgia, tra i protagonisti dell’arte contemporanea, ha tenuto sempre in debita considerazione. A lui il Centro per l’Arte Contemporanea Open Space in Via Romagna, Catanzaro, dedica una mostra, Strutture infinite di luce, aperta dal 17 dicembre al 22 gennaio 2016.

Animatore di una stagione importante della nostra cultura, con i suoi contributi all’arte gestaltica e allo strutturalismo, fondatore con Lia Drei e Giovanni Pizzo del Gruppo 63,  divenuto poi  Sperimentale p., Guerrieri inizia il suo percorso artistico voltando le spalle  all’informale, che aveva esaurito la sua spinta innovativa, privilegiando la ricerca sulla materia. La tela diventa dunque lo spazio dove trovano posto, e senso, diversi objet trouvé di lia_e_francesco_di_nuovo_insiemedouchampiana memoria, legati tra loro da fili di nylon.

Siamo negli anni ’60 anni di grandi fermenti, sociali e politici oltre che culturali. Di cui l’arte si alimenta e arricchisce. Guerrieri e la sua compagna d’arte e di vita, Lia Drei, sperimentano, ognuno per proprio conto, materiali, colori, luci, azioni performative. L’artista calabrese sceglie di lavorare sul bianco e sul rapporto tra l’opera e l’ambiente in cui viene collocata, che entra all’interno dei margini. Nasce il ciclo di Immarginazione, che sarà accolta favorevolmente dalla migliore critica, e poi quello di  Interno d’artista, che fa  dell’opera, ridotta al telaio-cornice, un originale spazio espositivo in cui trovano collocazione opere del presente e del passato, lo sguardo rivolto all’indiestro, verso le correnti artistiche del ‘600-800, che oltrepassa il tempo per riappropriarsi di quel linguaggio.  E per tentare di spiegare il senso dell’arte.

La chiama Metapittura, termine che rimanda alla metalinguistica, per indicare la possibilità di tracciare una strada che va oltre i canoni convenzionali, per esplorare nessi, influenze,  interferenze; tensione

alla rappresentazione sincronica e spiazzante di ogni possibile esperienza pittorica, sia iconica che aniconica, in una dimensione metafìsica, dove possono convivere potenzialmente all’infinito spazi con orizzonti diversi e dove ogni tempo può divenire presente.

Una ricerca incessante, che non si ferma neanche con il tempo. A 80 anni, nel 2011, Guerrieri F.Guerrieri_Quadrittico di mezza estate-1973riprende i fili del  discorso avviato negli anni ’60 e lavora sul senso della pittura come ricerca poetica, come possibilità in nuce di comunicare ciò che altrimenti

con il linguaggio ordinario non è possibile comunicare.

Le ultime opere sono dedicate all’ infinito, quasi una sfida al tempo per rilanciare, mettendo sul tavolo una sorprendente nuova stagione creativa, che lo abbandonerà alla sua morte, avvenuta qualche mese fà. Il suo “straordinario viaggio all’interno della pittura” è stato riconosciuto dai principali musei e fiere di arte contemporanea, in Italia e all’estero, nelle importanti personali che gli sono dedicate, da critici come Argan, Bonito Oliva, Apollonio, Marziano, Sicoli.

L’Open Space di Catanzaro gli rende omaggio coinvolgendo artisti che con il Maestro hanno avuto legami di amicizia, sodalizio e scambio culturale ed artistico, ai quali  è stato chiesto di condensare   in un’opera, nella pienezza del proprio alfabeto espressivo, un ulteriore contributo di lettura e conoscenza di uno straordinario percorso umano e artistico.

Ora dall’alto del monte con veduta panoramica sui miei ottantadue anni di vita mi domando se questa brama di infinito non dipenda dalla consapevolezza che nessuna filosofia o religione ci può spiegare perché questo Universo è in continua infinita trasformazione e perché tutti gli esseri viventi di questo mondo, vegetali o animali, siamo mortali. Ricordo sempre quando, ottanta anni or sono, su una spiaggia bianca del mar Jonio all’alba aprii gli occhi e mi persi estasiato nell’azzurro infinito di cielo e mare. Non avrei potuto certo immaginare che quell’orizzonte luminoso non sarebbe stato eterno. Trascorsa l’infanzia, scoprii presto che solo le nostre opere, le nostre creazioni, potevano durare nel tempo e in particolare le opere d’arte. A quattordici anni iniziai a scrivere poesie, a disegnare e successivamente a dipingere. Una diecina di anni dopo fare Arte divenne la mia ragione di vita. Ora, dopo più di mezzo secolo di molteplici peregrinazioni artistiche, il mio viaggio nello spazio e nel tempo è più libero e prosegue all’infinito per molteplici vie verso la luce. (F. Guerrieri, Viaggio nel mistero dell’infinito).