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Fuori Confine: Laura Stancanelli, Silvia Pujia, Maria Teresa Zingarello, Sebastiano Dammone Sessa in mostra al Marca

Scritto da on 18 settembre 2014 – 11:01nessun commento

Giovedì 18 settembre il MARCA di Catanzaro riprende la sua attività, dopo la pausa estiva, con il vernissage Fuori Confine, una mostra che intende puntare l’attenzione sulle più innovative esperienze artistiche del territorio. L’esposizione, a cura di Alberto Fiz e Serena Carbone, sarà visibile fino al 26 ottobre.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il MARCA, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e la Dena Foundation for Contemporary Art, unite per il terzo anno consecutivo per l’erogazione di una Borsa di studio che mette a disposizione di giovani artisti calabresi una residenza artistica all’Omi International Arts Center di New York, vinta quest’anno da Laura Stancanelli.

 

fuori confineUn’ opportunità sicuramente preziosa per la formazione e la crescita di artisti di talento, che hanno la possibilità di mettersi in luce in un contesto internazionale particolarmente stimolante e recettivo, come quello americano, realizzando un progetto site-specific, oltre che nella regione, dove il MARCA apre loro le proprie sale e gli affianca prestigiosi curatori per realizzare una esposizione scientificamente rigorosa.

 

Un’ottima opportunità anche per il Museo catanzarese e per l’amministrazione provinciale che hanno fatto della promozione dei giovani talenti sul territorio e della costruzione di solidi legami con istituzioni di riconosciuto livello internazionale, come la Dena Foundation, che si propone di promuovere i giovani artisti italiani (con un occhio particolare verso il Meridione), alcuni tra gli obiettivi perseguiti sin dall’inizio e pazientemente realizzati nel corso degli anni.

 

Fuori Confine ospita, accanto alle opere della vincitrice di questa terza edizione, Laura Stancanelli, anche gli altri due finalisti Silvia Pujia e Sebastiano Dammone Sessa, tutti originari o comunque residenti nella provincia di Catanzaro, una realtà in costante crescita e dalle enormi potenzialità, grazie alla presenza di spazi come il MARCA, l’Accademia di Belle Arti e il Parco Internazionale della Scultura.

 

Comune a tutti e tre gli artisti, pur nella loro specificità espressiva, è la ricerca degli spazi e della rappresentabilità dei confini umani, giacchè, afferma Alberto Fiz, direttore artistico del MARCA, “lo sguardo trasversale consente di deviare dal percorso ordinario per aprire nuove prospettive attraverso una visione allargata, fuori confine, che non ammette steccati ma prevede interferenze, corrispondenze, instabili equilibri.”

 

Laura Stancanelli propone un’installazione ambientale, Listening Room. Una sorta di “camera d’ascolto” all’interno del museo, un luogo intimo, chiuso, protetto, ma al contempo instabile e precario, in cui si intreccia il racconto di decine di storie, recupero di uno spazio collettivo della narrazione come risposta alla solitudine e all’isolamento dei nostri tempi. Catanese, Laurastudia alI’ Accademia di Belle Arti di Perugia e di Catanzaro e partecipa da subito a esposizioni e concorsi, come il Premio Internazionale Lìmen Arte, Kraino al Must di Lecce e L’altra faccia della Luna, al Parco delle Biodiversità di Catanzaro; Pinetum 01. Far Parte, a Villa Gaeta, a Moncioni di Montevarchi (AR).

 

Silvia Pujia presenta in duo con Maria Teresa Zingarello A-POLIDI. Acquae et igni interdicti, una laura puijaperformance pensata e realizzata per l’occasione a Catanzaro, nel Parco della Biodiversità Mediterranea, lo scorso 8 settembre e riproposta in due video proiettati al MARCA. Cosa significa essere apolidi, senza cittadinanza, senza un luogo a cui tornare o verso cui andare, senza diritti né tutele? Se un tempo l’apolidia era una sanzione applicata a seguito della commissione di atti illeciti (Acquae et igni interdicti, ripreso nel titolo della performance), oggi sancisce l’ingresso automatico nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. L’azione consiste in uno svestirsi simbolico dello status di “cittadinanza” all’interno del triangolo che delimita una zona franca in cui è possibile la dichiarazione di apolidia. Silvia Pujia, lametina, e la pugliese Maria Teresa Zingarello collaborano dal 2010. Entrambe laureate in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma, un Master come Curatore di Arte Contemporanea, nel 2011 hanno vinto una borsa di studio per frequentare il corso di Fotografia Urbana presso la Goldsmiths University (Londra) e nel 2012 una residenza artistica presso La Chambre Blanche a Quebec City (Canada).

 

Sebastiano Dammone Sessa espone, infine, Gironi, frutto della ricerca degli ultimi anni. Qui

la materia, alleggerita dalla staticità del reale, si sgancia definitivamente dalla parete e conquista l’ambiente, consegnando all’esperienza una costruzione spaziale a vocazione plastica. Gironi richiama la discesa agli inferi di dantesca memoria, in quanto nell’azione di limatura, regolarizzazione della forma, assottigliamento della materia, si riconosce il gesto dell’artista che solo con la manualità e l’esperienza riesce a manipolare l’elemento di partenza per trasformarlo definitivamente così compiendo un’operazione catartica.

sebastiano damone sessa5_589948737_nSebastiano Dammone Sessa diplomato all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro in Arti visive e discipline per lo spettacolo, ha partecipato nel 2011 alla Residenze d’artista Sulle orme di Marco Polo, cento pittori italiani dipingono Hangzhou, un progetto comunitario Italia – Cina. Si divide tra la docenza all’Accademia di Belle Arti di Macerata e l’attività artistica, per la quale è stato più volte premiato (Premio Basilio Cascella, Delizia Estense del Verginese (FE); Premio Internazionale Limen Arte, Palazzo E. Gagliardi (VV); Premio Mario Razzano, Museo ARCOS (BN); Premio Nazionale delle Arti 2007, Le Ciminiere, Catania).