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18 settembre 2017 – 10:26 |

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I magici anni ’70 al Parco della Biodiversità di Catanzaro

Scritto da on 4 settembre 2012 – 08:47nessun commento

Il Parco della Biodiversità di Catanzaro ospita dal  6  al  9 settembre  quattro protagonisti della musica rock degli anni ’70 per la sesta edizione di Settembre al Parco, la rassegna organizzata dalla Amministrazione Provinciale di Catanzaro che ha proposto il meglio della musica soul, progressive, r&b degli ultimi 50 anni.

Quattro serate eccezionali inaugurate il 6 settembre da Joan Armatrading, la cantante e compositrice britannica autrice di successi indimenticati come Love and Affection, Me Myself I, Drop the Pilot, Willow, The weakness in me, con i quali ha scalato le hit internazionali per mesi, grazie al sofisticato intreccio di stilemi rock, soul, jazz, reggae.

Voce calda e profonda che si intreccia armonicamente con il suono della sua chitarra, la Armatrading è riuscita a imporre da quarant’anni a questa parte la propria musica tra alti e bassi ma sempre mantenendo un altissimo livello, grazie anche al contributo di musicisti leggendari come Tony Levin, Manu Katche, Darryl Jones.

 

 

Venerdì 7 settembre sale sul palco dell’Anfiteatro del Parco un’altra leggenda della musica di tutti i tempi, Ian Hunter. Frontmen dello storico gruppo dei Mott the Hoople , Hunter è autore di brani immortali, cone Sweet Jane, Cleveland Rocks, All the way from Memphis, The Journey,All the Joung Dudes, ripresi e rilanciati in tutto il mondo da artisti di fama stellare. Come stellari furono i produttori dei Mott ossia David Bowie ed il chitarrista Mick Ronson, che accompagnò la band per oltre 20 anni.  Gruppo di punta del rock anni ’70 insieme alle Pietre rotolanti ed ai Led Zeppelin, i Mott insieme a Ian Hunter godono da sempre dell’affetto e della simpatia di un pubblico vastissimo, che li segue fedelmente in ogni angolo del mondo.

 

Ma non finisce qui, perché il week end diventa rovente con la musica dei Jefferson Starship (8 settembre) e di Shel Shapiro (9 settembre).

 

Grace Slick e Paul Kantner, anima e cuore dei Jefferson Starship,  sono entrati a pieno titolo da tempo nell’empireo della musica rock.

Formazione dai molteplici volti (Jefferson Airplane, Jefferson Starship, Starship) e dalla camaleontica attitudine a mutare stile e formazione, i Jefferson hanno segnato un’epoca portando i colori e i suoni della West Coast americana in tutto il mondo con dischi storici come Take off, Surrealistic Pillow, Live at the Fillmore East, Crown of Creation, Volunteers.

 

La voce personalissima e potente della Slick intrecciata alla ritmica lisergica e martellante della chitarra di Kantner e di Jorma Kaukonen ed al groove di Jack Casady e Marty Balin creano un sound originale e inimitabile capace di inanellare  autentiche perle come White rabbit, Somebody To Love, Today, Thing, Triad, per non citare che alcuni tra gli innumerevoli brani che ne hanno fatto delle leggende. La band schiera oggi, dopo diversi rimaneggiamenti dell’organico, Paul Kantner e David Freiberg, Cathy Richardson, che ha sostituito la Slick alla voce, e tre ottimi sessionmen come Slick Aguilar, Chris Smith e Donny Baldwin.

Ultimo ma non ultimo, chiude queste fantastiche quattro serata Shel Shapiro, che approda a Catanzaro con il tour Back to the Roots. Hambourg 63, un ritorno alle origini,  alle atmosfere ed al sound  che si respiravano nei locali della città tedesca nei favolosi anni ’60 ed alla musica italiana, di cui Shel fu uno dei protagonisti come  leader dei Rockes e come artefice di testi cardine della canzone d’autore italiana. Questo inglese di origine russa che non ha mai dimenticato la terra d’origine, mantenendo intatta l’inflessione british nonostante sia ormai italiano d’adozione, capace di frequentare con lo stesso sguardo ironico e carismatico i set cinematografici e televisivi, i palcoscenici teatrali ma anche l’agone politico ed il mondo dell’editoria,  ripercorre 40 anni della nostra storia, vista dalla visuale privilegiata di chi ne è stato protagonista indiscusso.