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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Io non ho paura. Dal 21 giugno Trame Festival, storie e libri contro le mafie

Scritto da on 21 giugno 2017 – 12:00nessun commento

Paura. Del terrorismo, del clima ballerino, del lavoro sempre precario. Delle malattie, del dolore, di un futuro oscuro. Del signore in giacca e cravatta, griffato dalla testa ai piedi, che una mattina entra nel tuo negozio e, tra una facezia e l’altra, ti dice che la città non è più come prima, che ci sono in giro tutti quei negri e gente che non ha niente da perdere e che hai bisogno di qualcuno che ti protegga… Paura. Quella che ci fa dire: Ma io che ci posso fare?. Quella che ci rende incapace di reagire, indifferenti a quel che ci accade intorno, come afferma Sandro De Riccardis, tra gli ospiti di Trame, Festival unico nel suo genere, che parla di legalità, diritto e libri contro i mille volti delle mafie, in una terra martoriata dalla criminalità, che quest’anno porta come sottotitolo Io non ho paura.

Ispirato a un fortunato romanzo di Nicolò Ammaniti, Trame. Io non ho paura ricorda che le mafie si the passegner 2nutrono e si rafforzano grazie alla paura e che l’unico modo di sconfiggerle è quello di superare il terrore, tessendo insieme la trama di un tessuto comune, prendendosi per mano, come ricorda il logo del festival, firmato da uno dei più importanti illustratori italiani, Guido Scarabottolo. Si parlerà di questo dal 21 al 25 giugno a Lamezia Terme (Cz) insieme a numerosi ospiti, come il Presidente della Camera Pietro Grasso, il giudice Piercamillo Davigo (Il sistema della corruzione), a Giuseppe Lavorato, già sindaco di Rosarno e figura di riferimento dell’antimafia nella Piana, a Nicola Gratteri che presenta il suo ultimo libro, scritto ancora una volta a quattro mani con Antonio Nicaso, Padrini e padroni.

Il ruolo della City londinese nel riciclaggio del denaro sporco sarà affrontato dallo storico John Dickie e dal colonnello Claudio Petrozziello insieme a Raffaella Calandra.

Con Legambiente si farà il punto sulla nuova legge sugli ecoreati e la criminalità ambientale mentre  Save The Children Italia discute di come i bambini e le nuove povertà siano per i clan un bacino sempre colmo cui attingere. Al tema degli ecoreati ha dedicato gran parte della sua attività in Procura il giudice Raffaele Guariniello, autore di alcune delle indagini più importanti e delicate degli ultimi decenni, che sarà ospite di Trame venerdì 22 per presentare il suo libro La giustizia non è un sogno. Perché ho creduto e credo nella dignità di tutti (Rizzoli).

Uno dei temi ricorrenti in questa settima edizione è sicuramente quello del rapporto a corrente alternatapassenger_3 tra Chiesa e mafie. Vincenzo Bertolone ricorda don Pino Puglisi, il prete scomodo di Brancaccio ucciso da Cosa Nostra nel 1993 per il suo impegno civile e sociale, Massimo Naro e Isaia Sales parleranno della Chiesa che resiste  e di quella sottomessa alla piovra mafiosa

L’altro tema portante di questa edizione è che la lotta alla mafia passi dalla sfida educativa, dalla capacità di invertire nella scuola la scala dei valori  di tanti bambini e ragazzi, abituati fin da piccoli a misurare il mondo con la forza e  la violenza, che solo un esercito di maestri può contrastare, come spiega  Giacomo Panizza, il prete bresciano che ha fatto della Calabria la sua terra adottiva, nel mirino delle cosche da anni, richiamando le parole di Gesualdo Bufalino (24 giugno).
Il regista Carlo Carlei ha scritto un thriller metropolitano che racconta vent’anni di storia italiana, da cui Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso hanno tratto una graphic novel, The Passenger (Tunuè) che sarà presentata sabato 24.
Quarant’anni fa nasceva a Cinisi, feudo di Tano Badalamenti, boss dei boss, una radio libera, Radio Aut, grazie a un gruppo di giovani tra cui spicca Peppino Impastato, famiglia mafiosa e una voce potente che si alza contro l’omertà e gli affari dei clan, ridotta al silenzio una notte di maggio. L’omicidio di Peppino scuote le coscienze in tutto il Paese, nascono, grazie alla fermezza della madre, Felicia, e di suo fratello Giovanni, decine di progetti come la Casa della Memoria, che continuano a ricordare a tutti che la mafia è viva e vegeta e che la sua sconfitta dipende da ciascuno di noi. Giovanni Impastato, autore di Oltre i cento passi (Piemme) è ospite domenica 25 di Trame, che nella stessa giornata presenta un focus sul rapporto tra investigatori e scrittura e invita a parlarne Roberto Riccardi e Piergiorgio giovanni falcone memoryDi Cara, colonnello dei carabinieri l’uno, poliziotto l’altro, entrambi pluripremiati scrittori di successo.
A chiudere Trame 2017 è In scena.L’inganno delle parole, uno spettacolo con Lina Sastri su un testo di Gaetano Savatteri e musiche di Francesco Scaramuzzino.
Trame non è tuttavia solo talk ma anche spettacoli serali, workshop (uno dei quali con Yvan Sagnet, il giovane camerunense che ha sollevato il velo sul caporalato pugliese), mostre (oltre a Guido Scarabottolo, l’Associazione Treccani Cultura propone Le parole e me e #trameeme, che vede protagonisti i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di Lamezia Terme). Previsto anche un flashmob, Zebra Crossing Words: attraversare le strade della città sulle parole della nostra dignità di uomini liberi, che ruota attorno alle parole e al loro riattraversare gli spazi che abitiamo per riacquistare di nuovo senso e significato.
La mafia siamo noi quando non ci chiediamo “Io che cosa posso fare?” nel luogo in cui siamo, nel tempo che viviamo, nel degrado delle nostre città, nel nostro quartiere, nel cortile del nostro condominio. Siamo noi quando con i nostri like su Facebook ci sentiamo dalla parte dei giusti, in una battaglia che non stiamo combattendo. Siamo noi davanti alla tv, spettatori inermi davanti a fiction cariche di retorica. Siamo noi, inconsapevoli strumenti di riciclaggio quando pranziamo nei ristoranti, balliamo nei locali, facciamo shopping nei negozi acquistati dai colletti bianchi dei clan. Siamo noi che non capiamo che il crimine non è una categoria astratta. È l’imprenditore che accetta il denaro sporco e lo rimette nell’economia sana. È il funzionario comunale che chiude un occhio e firma atti che non dovrebbe firmare. È lo studente che acquista pochi grammi di marijuana per una serata con gli amici. È la signora che chiama il potente del quartiere per riavere l’auto appena rubata. È il prete che non guarda fuori dalla chiesa. (Sandro De Riccardis, La mafia siamo noi, add editore).

 

Il programma completo è sul sito www.tramefestival.it
(Le immagini sono tratte da The Passenger di Carlo Carlei, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso)