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Mimmo Rotella e le lacerazioni del reale a Milano

Scritto da on 11 giugno 2014 – 15:48nessun commento

Milano si prepara ancora una volta a rendere omaggio a Mimmo Rotella, uno dei protagonisti riconosciuti dell’arte del ‘900, con una mostra che si apre oggi sino al 31 agosto a Palazzo Reale, promossa dall’amministrazione meneghina, dalla Fondazione e dal Mimmo Rotella Institute, che si avvale della prestigiosa curatela di Germano Celant. L’ esposizione, intitolata Mimmo Rotella. Décollages e retro d’affiches, propone un articolato viaggio nella produzione di décollages e affiches che hanno reso famoso l’artista catanzarese in tutto il mondo.

 

03_Rotella160 opere provenienti da diverse collezioni pubbliche e private, dal MACRO al Mart alla GAM, alla Tate londinese al Centre Pompidou di Parigi, per esplorare oltre un decennio di grande fervore artistico, in cui Rotella trova la sua fonte primaria di ispirazione nei manifesti pubblicitari, specchio privilegiato di una società appena uscita dal disastroso conflitto mondiale per gettarsi nelle braccia di un capitalismo sempre più aggressivo, che muta il volto delle città e la loro estetica.

 

Negli anni ’50 Rotella, in piena crisi artistica, convinto che non vi è nulla dell’arte che non sia stato già detto, ritorna a Roma dagli Stati Uniti e scopre i manifesti pubblicitari. Di notte li stacca, li porta nel suo studio, li strappa, ci lavora sopra, tirandone fuori visioni astratte e poi, poco per volta, anche immagini. Stregato dalla possibilità di rileggere quanto è stato già riprodotto, utilizzato, consumato, di evocarne il significato e di attribuirne di nuovi. Poi arrivano le prime mostre, i rapporti con il mondo dell’arte internazionale, dal Nouveau Rèalisme alla Pop art, gli innumerevoli riconoscimenti.

Gli strappi erano astratti, la parola vi entrava automaticamente. In un certo periodo…ho incollato i manifesti proprio per far scomparire l’immagine e soffermarmi sulla materia. … Poi… volli rompere con l’informale, per documentare con le immagini umane un nuovo figurativismo.

 

A differenza di artisti come Burri o Fontana, che si lanciano sulle tele con il suo stesso furore iconoclasta, Rotella è consapevole di avere tagliato il cordone ombelicale con generi e canoni consueti e di aver creato uno spazio nuovo e inesplorato. Infrangere le regole date, narrare il proprio tempo, mettere in crisi gli approdi per farne altrettanti punti di partenza: queste sono le sue parole d’ordine.

mimmo rotella 2 mimmo rotella

 

 

 

 

 

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Curioso, perennemente in viaggio nei territori della creatività e della sperimentazione come in quelli geografici, si interessa di tutto, dal video alla poesia, colti come occasioni preziose per rinnovarsi e ripartire alla ricerca di nuovi stimoli e visioni. Senza dimenticare la sua città, Catanzaro, dove ha voluto istituire la sede della sua Fondazione, strumento ideato per far conoscere l’arte contemporanea soprattutto ai più giovani.

 

Rotella è un artista che ha incarnato alla perfezione il suo tempo, con gli slanci e le inquietudini che l’anno contrassegnato, mai stanco di andare oltre la superficie delle cose e di invitare il pubblico a spostare lo sguardo dietro e sotto la tela.

Strappare i manifesti è l’unica rivalsa, l’unica protesta contro una società che ha perduto il gusto dei mutamenti e delle trasformazioni strabilianti. Io incollo i manifesti e poi li strappo: nascono forme nuove, imprevedibili. Ho abbandonato la pittura da cavalletto per questa protesta.

 

 

Il Catalogo della mostra è di SKira.