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Tributo a Rino Gaetano a Roccella Jazz 2017

14 agosto 2017 – 13:08 |

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Mostre: Giovanni Longo, fragili epifanie dell’esistere

Scritto da on 8 luglio 2016 – 08:21nessun commento

Un gigantesco scheletto di legno si leva verso il soffitto a botte. Il fermo immagine dell’infanzia raccolto negli scatti di una Polaroid. Un freddo diagramma trasposto nei dorsi colorati delle montagne. Sono alcune delle opere di Giovanni Longo che potrete vedere nella mostra Fragile Landscape, al MARCA di Catanzaro.

 

Venti opere che danno conto del cammino del giovane artista della Locride che a dispetto longo 4dell’età (ha appena superato la curva dei trenta) dimostra mano e sguardo sicuro nel raccontare i nostri tempi, il flusso eterno dell’ esistenza che lascia dietro di sé oggetti che non servono più, scarti, impronte di ciò che è stato e non potrà più essere. Che riacquistano nuova vita attraverso l’atto creativo dell’artista, che li sottrae alla fragilità dell’esistere agendo sulla materia, liberata, trasformata e ricollocata in un nuovo contesto per offrirsi al confronto con il pubblico.

Legni e altri materiali trovati sulla spiaggia o sul greto di un fiume, grafici economici, mappe architettoniche in miniatura, il dialogo di una chat, persino le coordinate GPS del museo. Tutto trova una nuova armonica sistemazione all’interno della visione di Longo, dietro la quale si cela un progetto accurato, meditato nel corso del tempo, suscettibile a diversi piani di lettura.

Il legno recuperato si trasforma magicamente nello scheletro di un tirannosauro, nelle spire di un serpente, in un essere indefinito dagli arti lunghissimi che poggiano su due perfette sfere di vetro, “simbolici scheletri indeboliti dal tempo”, e forse proprio a cagione di ciò, autentici, veri nella loro fragilità, che non rinnega il proprio passato (Fragile Skeletons). Anche le parole vengono scomposte, riassemblate, riproposte in altri contesti con significati opposti e stranianti, da un software, che mette a confronto il test CAPTCHA, usato in informatica per distinguere l’azionelongo 5 dell’uomo da quella di un computer, con il primo codice di leggi del mondo occidentale, quello di Zeleuco di Locri (Zeleucos CAPTCHA). In Re-Reading invece il ricorso al tag diventa un espediente ironico e divertente per ripercorrere la propria infanzia.

I flussi migratori nel Mediterraneo e il numero di bambini morti in Africa negli ultimi decenni, raccolti in algidi diagrammi, trasmutano in un colorato skyline montuoso.

In questi “paesaggi economici” Longo … fornisce al contempo una lettura antropologica e politicamente corretta di certe situazioni globali – nascite, siccità, disoccupazione, eccetera -, evidenziandone al contempo l’assurda riduzione a schema astratto, lontano dalla tragedia di vivere che queste statistiche analizzano solo dal punto di vista della prevedibilità del trend – spiega il curatore, Marco Meneguzzo nella Prefazione contenuta nel Catalogo della mostra-. Quando Longo prende i diagrammi di certe situazioni difficili per l’intera umanità o per una parte di essa, e li trasforma in paesaggi gradevolmente colorati e digradanti nel loro piacevolelongo 6 andamento collinare, innesca un corto circuito potente che, come in un’illuminazione, mostra come la tragedia individuale si trasformi in numero, e come il mondo globalizzato riduca queste condizioni umane – dalla Mortalità infantile nell’Africa sub-sahariana alla Disoccupazione nell’area Euro-mediterranea, solo per citarne un paio – a un grafico su di un giornale economico. Ma Longo fa di più, perché esaltando questa astrazione e trasformandola in qualcosa non solo di lontano dalla realtà fatta di lacrime e sangue, ma di piacevole e tranquillo come un paesaggio schematico, induce una sorta di terapia omeopatica della visione: l’aggiunta della bellezza dei colori, la memoria del paesaggio usate per mascherare ulteriormente la tragedia evidenziata dai grafici di partenza, al contrario di quanto si potrebbe supporre, non la allontana ancor di più, ma la rende finalmente evidente, mostrando l’assurdità di questa totale mancanza di compassione .

longo 2Quello di Longo, che in questi anni è stato selezionato da diversi concorsi (Combat Prize, Laguna, Celeste) ed eventi (dal Kunstenfestival Watou in Belgio al progetto Wood Mood Valcucine a Londra, New York e Milano) internazionali, continua Marco Meneguzzo, è uno sguardo, e un pensiero,

a trecentosessanta gradi sulle possibilità d’azione offerte dalle varie gradazione del linguaggio dell’arte oggi. In una specie di bulimia di provare e di urgenza di fare, Longo sperimenta tutti i linguaggi possibili….

nel tentativo di proporre immagini capaci di dilatare le coscienze, di scavare in profondità tra principi presi a prestito, da restituire all’occorrenza.

… tubi di pyrex, stracci, immondizia…è quello che tutte le civiltà si lasciano dietro. Delle biblioteche dell’antichità nemmeno una è sopravvissuta. Solo tombe e mucchi di rifiuti. Storicamente parlando, siamo ciò che seppelliamo. (J. Miles, Scarti)

(Ph. A. Puleo)