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Pietro Grasso inaugura il Tropea Festival L&S. Il programma

9 ottobre 2017 – 13:19 |

“Caro Giovanni, scriverti non è facile, mettere ordine nei tanti pensieri e nelle innumerevoli cose che ho da dirti. C’è quel lieve imbarazzo tipico di quando due vecchi amici, abituati a condividere la quotidianità, fatta di cose grandi e piccole, …

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Pietro Grasso inaugura il Tropea Festival L&S. Il programma

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“Caro Giovanni, scriverti non è facile, mettere ordine nei tanti pensieri e nelle innumerevoli cose che ho da dirti. C’è quel lieve imbarazzo tipico di quando due vecchi amici, abituati a condividere la quotidianità, fatta di cose grandi e piccole, si rincontrano dopo che per qualche anno si sono persi di vista: basta un saluto, uno sguardo, un abbraccio per ritrovare subito l’antica confidenza.” Inizia così la lettera che Pietro Grasso, oggi Presidente della Camera, per anni componente del pool antimafia di Palermo, ha scritto per Giovanni Falcone, 25 anni dopo la strage di Capaci. Un viaggio nella memoria, personale e collettiva, che apre Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia, il libro con il quale Grasso inaugura il Tropea Festival Leggere & Scrivere.

Arrivato alla sesta edizione, il Festival, che si tiene a Vibo Valentia, Palazzo Gagliardi, dal 9 al 14 ottobre, propone ancora una volta un cartellone fittissimo di proposte, che spaziano dalla letteratura alla mdonne musulmaneusica all’arte alla storia. Ma il filo rosso che lega tutte le proposte è sicuramente la complessità e la frammentarietà del nostro tempo. A parlarne saranno, tra gli altri, Luciana Capretti, giornalista Rai, che indaga ne La jihad  delle donne il mondo musulmano dal punto di vista, questa volta, femminile; Michele Ballerin e Davide Giacalone che discutono di Europa muovendo dai loro saggi; Adele V. Messina che in American Sociology and Holocaust Studies: The Alleged Silence and the Creation of the Sociological Delay riflette sui silenzi e i ritardi del contributo teorico della scuola sociologica americana negli studi sull’Olocausto. Su mafie e antimafie si soffermano Francesco Forgione (I tragediatori) e Cosimo Sframeli (A ‘Ndrangheta. Evoluzione e forme di contrasto) mentre Arcangelo Badolati estende la sua pluriennale analisi sulle ‘ndrine verso est, indagando l’ormai consolidata espansione delle cosche fuori dai confini nazionali ; Giuseppe Cricenti, Alfio Mastropaolo e Flavia Perina si confrontano con Maurizio Bonanno su un tema incandescente come lo ius soli; Lirio Abate riporta a galla invece la rapina al caveau della banca del Tribunale di Roma, per parlare di Mafia Capitale e dei suoi protagonisti.

Quattro intellettuali come Raffaele Nigro, Pino Aprile, Mimmo Gangemi e Maurizio De Giovanni narrano in Attenti al Sud un Sud fuori da mitologie e categorie abusate. Giuseppe vito teti Calabria 1976Ferraro riporta a galla il ruolo significativo della Calabria nella Grande Guerra mentre Domenico Nunnari (La Calabria spiegata agli italiani. Il male, la bellezza e l’orgoglio della nostra Grecia, Rubbettino) e Vito Teti (Quel che resta. L’Italia dei paesi tra abbandoni e ritorni, Donzelli)portano al festival le loro ultime fatiche

Alla cultura, ai suoi esiti e alle sue immense potenzialità sono dedicati diversi talk, che intendono restituire al pubblico esperienze straordinarie come Matera 2019 (insieme a Serafino Paternoster) o festival come  Pordenone Legge, Giffoni Film, Libro Possibile di Polignano a Mare, Vittorio Bodini  e lo stesso FLS, analizzati in I festival italiani tra cultura, economia e identità territoriale (10 ottobre).
Alla cultura italica e ai suoi paradossi sono  dedicati l’ultimo libro di Marina Valensise, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, firma storica de il Foglio, “La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese” (Marsilio) e l’intervento di Francesco Micheli, già direttore di MiTo, il festival internazionale che unisce due grandi città come Milano a Torino mentre Massimo Cohen Cagli, direttore della scuola del fundraising a Roma, rifletterà con Gilberto Floriani, direttore artistico di TFL&S, sulle opportunità del fundraising per le organizzazioni culturali.

Le Lectiones Magistralis sono affidate all’archistar Paolo Portoghesi; all’archeologo Giuliano Volpe, che si soffermerà sul patrimonio culturale del Bel Paese, tornato negli ultimi tempi in cima al dibattito nazionale; al critico Giulio Ferroni che per i 150 anni dalla nascita, ripercorre la vita e Arte-Cultura-Imc-e1490965791112l’opera di Luigi Pirandello; ad Alfio Mastropaolo che si interroga su democrazia e populismi; a Marco Romano, urbanista, che per la sua lectio parte dall’ anima delle città; a Gianni Vattimo; a Carlo Freccero che indaga le nuove strade della narrazione attraverso il web e i media.

Tra gli eventi d’eccezione, la presentazione dei libri su John Fante, firmato da uno dei maggiori conoscitori del grande scrittore americano, lo spagnolo Eduardo Margaretto (Rubbettino editore) e  sui personaggi del teatro shakespeariano visti dal grande critico inglese William Hazlitt, nella nuova edizione di Sellerio; l’incontro tra due grandi palermitani come Franco Maresco e Letizia Battaglia, che hanno offerto uno sguardo ‘altro’ al racconto dell’Italia attraverso la cinepresa e l’obiettivo fotografico; Sandra Savaglio, astrofisica calabrese emigrata negli States, dove ha lavorato per anni in prestigiose istituzioni come la John Hopkins University e il Max Planck Institute, racconta la sua storia di ‘cervello in fuga’, il rientro nella sua terra, l’insegnamento scientifico in Italia e le nuove generazioni ma anche le nuove scoperte dallo spazio.

Non tutti sanno che Corrado Alvaro, inviato da La Stampa e dal Corsera, firmò una serie di 2-Istanbulreportage dalle maggiori capitali internazionali. Arrivato a Istanbul, fà della nascita della Turchia moderna di Mustafa Kemal e dell clima irrequieto dei primi decenni del ‘900 il terreno d’esplorazione della sua penna raffinatissima. Partendo dallo scrittore di San Luca, alla Turchia di ieri e quella di oggi  si rivolgono Marta Ottaviani e Yavuz Baydar in una conversazione con Vito Teti.

Lo spazio riservato alla musica ospita Antonio Fanelli che propone Contro canto. Le culture della protesta dal canto sociale al rap (Donzelli), Morgan con la sua autobiografia, Alessio Lega con il suo disco Mare nero, uscito a inizio estate, mentre Roberto Cherillo e Alessandro Besselva Averame esplorano l’universo della musica popolare statunitense e del suo racconto del XX secolo, tra Dylan e i cantautori della west coast; Don Backy presenta Io che miro il tondo e Renato Tomasino illumina con il suo faro le grandi voci femminili della lirica dal barocco al XXI secolo, portando alla luce anche aspetti inediti delle divine del bel canto; Pino Pavone, coautore di brani indimenticabili di Piero Ciampi, a 37 anni di distanza dalla morte del cantautore livornese, ne offre un ritratto inedito nel libro che gli ha dedicato; alla scuola livornese si rivolge anche Gianfranco Reverberi, uomo di punta della canzone italiana che apre al pubblico la cassa del tesoro delle sue memorie. Imperdibili venerdì 13 la lezione che Stefano Zenni terrà  (ore 11.30) su stereotipi e luoghi comuni che circondano generi come il jazz, il soul, il rap e alle ore 21 l’incontro con Sergio Caputo (Un sabato italiano e altre storie)

 

La sezione cinema, affidata a Silvana Costa e Rosanna Gambardella propone una serie di documentari che esplorano l’attualità e  per la fotografia focus sul progetto Life del fotografo vibonese Raffaele Monteleone.

Per tutto il resto vi rimandiamo al programma completo che potrete scaricare sul sito http://www.tropeafestival.it/