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Premio Sila ’49: gran finale con Perrissinotto, Giagni, Napoli, Fiori, Cappelli

Scritto da on 22 novembre 2013 – 17:40nessun commento

Nato dalle ceneri del glorioso Premio Sila che, all’indomani del secondo conflitto mondiale sospinse la Calabria verso un panorama letterario in fermento segnalando tendenze culturali ed un desiderio diffuso di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra puntando sulla cultura, il Premio Sila ’49 festeggia la sua seconda edizione i prossimi 6 e 7 dicembre a Cosenza.

Diretto da Gemma Cestari e Luca Ardenti e promosso dalla Fondazione Premio Sila, il contest punta su temi centrali nel dibattito contemporaneo, nella Letteratura come nella Economia e nella Società, che ne rappresentano le due sezioni portanti, per riaffermare, oggi come allora, il valore fondante della cultura per la crescita, individuale e collettiva, di tutti noi.

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L’edizione 2012 ha visto vincitori Valeria Parrella, una delle scrittrici da sempre attente verso i temi etici e sociali (da Lo spazio bianco ad Antigone, tutti i suoi libri lo testimoniano) e Roberta Carlini, giornalista ‘militante’ con all’attivo decine di inchieste a sfondo economico e sociale mentre un Premio Speciale è andato a Sandro Bonvissuto che nel suo romanzo d’esordio Dentro, racconta il carcere e la difficoltà di crescere.

 

Apre la programmazione 2013 venerdì 6 Bruno Tognolini, autore di libri e programmi Tv per bambini e ragazzi, che condurrà in mattinata un incontro con le scuole secondaria ed i docenti sulla magia (e la fatica) della scrittura e della lettura, e nel pomeriggio una masterclass, L’uccello con tre ali, viaggio nel mondo delle filastrocche.

 

Sabato 7 serata fatidica per la cinquina dei finalisti tra i quali la Giuria  presieduta da Raffaele Perrelli (latinista, preside della Facoltà di Lettere Università della Calabria) e composta da Renato Greco (magistrato, presidente del Tribunale di Cosenza), Marta Petrusewicz (storica, Università della Calabria), Anna Salvo (scrittrice, Università della Calabria), Piero Bevilacqua (storico, Università La Sapienza), Amedeo Di Maio (economista, Università L’Orientale di Napoli), Romano Luperini (critico letterario, Università di Siena) e Francesco Maria Greco (ambasciatore italiano presso la Santa Sede), dovrà scegliere il vincitore.

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A contendersi l’ambito riconoscimento, che negli anni passati ha premiato Leonardo Sciascia, Ignazio Silone, Franco Basaglia, Mario Tobino, Giorgio Bocca, per citarne solo qualcuno, saranno Alessandro Perissinotto con Le colpe dei padri (Piemme), Alessandra Fiori con Il cielo è dei potenti  (Edizioni E/O), Gaetano Cappelli  con Romanzo irresistibile della mia vita vera (Marsilio), Tommaso Giagni  con L’estraneo  (Einaudi),  Fabio Napoli  con Dimmi che c’entra l’uovo (Del Vecchio Editore).

 

Cinque storie diverse con un denominatore comune: narrare il nostro tempo, le nostre paure, la mancanza di certezze e radicamenti, la precarietà.

 

Così Guido Marchisio e Roberto Milano, i personaggi di Perissinotto e Napoli perdono ben presto le piccole sicurezze quotidiane per entrare in un tunnel infernale mentre Claudio Bucci, protagonista del libro di Fiori, racconta con cinico disincanto la storia di un uomo posseduto  dal demone del potere, che ne assorbe totalmente la vita, privandolo di emozioni e passioni. L’estraneo è il ritratto di un’intera generazione, fragile, incapace di costruirsi un orizzonte, senza punti di riferimento  che nel libro di Cappelli assume toni tragicomici ed onirici.

 

Vi suggeriamo di non perdere di vista neanche le opere candidate e non selezionate di Enzo Bettiza, Filipppo D’Angelo, Andrea Bajani ed i calabresi Emmanuele Bianco (E quel poco d’amore che c’è, Fandango) e Francesco Leto (Suicide Tuesday, Giulio Perrone Editore), quest’ultimo al suo esordio letterario, che ha convinto anche la giuria dello Strega, che lo ha incluso tra i 12 finalisti (a vincere è stato poi Walter Siti).