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Si inaugura questa sera la 31 edizione di Roccella Jazz con Di Meola, Rea, Boltro, Bosso e Cna Quartet

Scritto da on 12 agosto 2011 – 08:38nessun commento

Taglio del nastro in Piazza Castello a Reggio Calabria venerdì 12 agosto alle ore 21.30 per l’edizione 2011 di Roccella Jazz Festival –Rumori Mediterranei  con ospiti di respiro internazionale, il duo composto dal pianista  Danilo Rea e dal trombettista Flavio Boltro, che si cimentano in un omaggio al melodramma italiano e, a seguire, una delle superstar della chitarra, Al Di Meola, che si esibisce con il suo nuovo gruppo,  World Sinfonia.

In contemporanea il festival verrà inaugurato a Siderno, alle ore 21.30, con un omaggio al tastierista e compositore calabrese Piero Cusato e con il concerto di Ivo Papasov e della sua wedding band, ed a Roccella Jonica, dove sarà possibile assistere al tête-à-tête tra due grandi interpreti del jazz di casa nostra, Fabrizio Bosso (tromba) e Rosario Bonaccorso (contrabasso), introdotti dal critico musicale Gianmichele Taormina (ore 18.30)

In serata apertura anche per Jamming Around, un ciclo di appuntamenti con giovani artisti calabresi, in onore alla memoria di Sergio Pinchera,  che propone al pubblico  due interessanti progetti. Il primo   (ore 21.30, P.za Dogana, Roccella Jonica) del Cna Quartet dedicato alla musica di Steve Lacy, il secondo ad una grande figura di interprete qual è stata Rosa Balestrieri, con Manuela Cricelli, Peppe Platani e Vittorio Accorinti (ore 22.30, Convento dei Minimi, Roccella Jonica)

Per l’occasione abbiamo incontrato Domenico Ammendola, giovanissimo e talentuoso clarinettista, che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti nei maggiori festival jazz italiani, co-fondatore del CNAQuartet,  insieme ad Enrico Cassia alla chitarra, Alessandro Nobile al contrabbasso e Antonio Quinci alla batteria.

<<Lo scopo di questo progetto –ci dice Domenico-  è quello di presentare al pubblico l’aspetto meno esplorato della figura di Steve Lacy, quello compositivo. La mia passione per questo grande musicista nasce circa due anni fa da un lavoro di ricerca sull’uso del clarinetto nell’ambito jazzistico.

E’ stato grazie al mio maestro, Paolo Sorge, che mi sono avvicinato a Lacy ed ho scoperto che nel corso della sua carriera affrontò più volte i problemi, tecnici e non, posti  dall’ uso di uno strumento poco suonato in quel periodo come il sassofono soprano, trovando delle risposte che mi hanno incoraggiato ad esplorare maggiormente le capacità del clarinetto, fino a creare un mio personale metodo di studio che applico tutt’ora.

La cosa che maggiormente mi ha colpito di Lacy è stato il coraggio delle scelte artistiche, proiettate sempre verso nuove forme di sperimentazione, a partire dalle prime collaborazioni con Cecil Taylor fino ai concerti “a solo” e in collaborazione con scultori, poeti o danzatori come Shiro Daimon, con il quale si esibì anni fa anche a Roccella.

Stiamo parlando di un musicista di avanguardia fuori dalle dinamiche neoclassicistiche e proteso verso una continua sperimentazione. Questo aspetto traspare in maniera netta nelle sue composizioni che appartengono più che agli standards jazz all’ambito della musica contemporanea tipicamente europea, che si intreccia con la tradizione jazzistica statunitense in un genere che potrebbe essere definito come una sorta di post-free.

Nel corso del concerto verranno eseguiti alcune composizioni che hanno reso celebre Lacy, esplorandone i caratteri ricorrenti, i temi a due voci e le “stanze improvvisative”, dei momenti di improvvisazione su linee guida assegnate che si alternano all’esecuzione dei temi.  L’aspetto più evidente del nostro progetto è la varietà di suoni stili e intenzioni attraverso uno stile che in alcuni momenti può essere definito “cameristico” ma che subisce, nel corso dell’esecuzione, cambi di direzione che portano al free più estremo o alla più esacerbata rarefazione, che esalta la pulizia di ogni singolo suono>>.