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Io non ho paura. Dal 21 giugno Trame Festival, storie e libri contro le mafie

21 giugno 2017 – 12:00 |

Paura. Del terrorismo, del clima ballerino, del lavoro sempre precario. Delle malattie, del dolore, di un futuro oscuro. Del signore in giacca e cravatta, griffato dalla testa ai piedi, che una mattina entra nel tuo negozio e, tra una facezia …

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#Vernissage: Gianluigi Colin al MARCA

Scritto da on 14 settembre 2016 – 08:25nessun commento

Dal 16 settembre al 30 ottobre 2016 il MARCA di Catanzaro ospita nelle sue sale No News Good News, la nuova personale di Gianluigi Colin, uno dei più famosi art director italiani, per ripercorrere la sua ricerca all’interno del mondo dei media (collabora da anni con il Corriere della Sera ed è l’ideatore del format de La Lettura, l’inserto settimanale dedicato alla cultura che segue la strada del dialogo tra informazione e arte contemporanea).

gianluigi-colin-3La mostra, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, presenta un centinaio di opere dagli anni Ottanta a oggi ed è realizzata in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, la Fondazione Rocco Guglielmo e
la M77 Gallery di Milano.

… il mio lavoro artistico tocca anche il mondo dell’informazione, ma parla soprattutto della sedimentazione del vedere, del tempo, della memoria e ha la funzione di aiutare a riflettere sul nostro presente. Lavoro con lo stesso spirito di un archeologo che preleva e conserva segni, parole e immagini che altrimenti sparirebbero nell’oblio (Gianluigi Colin, Intervista).

Fotografie di cronaca,  pagine dei giornali,  frammenti dell’informazione,  scarti tipografici sono ricomposti, assemblati, manipolati, stropicciati, in una sorta di archeologia del presente di cui Colin è il Gran Cerimoniere. Particelle di un presente destinate a essere travolte dalla velocità del quotidiano vengono restituite alla vita e rimesse in circolo dal gesto artistico, riconsegnate al flusso delle informazioni per invitare il pubblico a fermarsi a riflettere sull’illusione di un sapere sconfinato, di essere informati su tutto, liberi di discernere, selezionale, giudicare.

…noi pensiamo di sapere tutto, di essere informati su ogni cosa e crediamo di poter comunicare con chiunque attraverso le nuove tecnologie. In verità non sappiamo niente, perché il mondo costruito attraverso questi media è un mondo artefatto, strumentale, di finzione. E in più è un mondo in cui abbiamo l’illusione di essere al centro di un universo di relazioni per scoprire che invece siamo sempre più soli, incapaci di guardare negli occhi una persona di parlargli sottovoce, di ascoltare il tono della sua voce e il battito del suo cuore (Gianluigi Colin, Intervista).

No News, Good News sottolinea fin dal titolo l’assedio che permea la società marca_colin_loc-tcontemporanea, portatore di una vera e propria assuefazione dello sguardo. Spetta all’artista il compito di svelare la macchina della narrazione, ciò che l’immagine nasconde, l’assuefazione e la distrazione dello sguardo, che vaga sulla superficie delle cose, senza riuscire a coglierne il senso.

Dietro c’è il costante dialogo tra immagini e parole, vero centro di gravità del lavoro di Colin, che rimanda agli studi di Derrida o di Roland Barthes, in un gioco continuo di rimandi e citazioni che compongono un rinnovato catalogo del post-moderno.
Se nel passato la tradizione orale o le grandi narrazioni classiche rappresentavano un racconto corale che diventava forma delle nostre paure, gioie e dolori, oggi i miti si sedimentano nella nostra mente attraverso le copertine dei settimanali, li facciamo nostri guardando la televisione, andando al cinema. E il mondo dei media rappresenta una specie di nuovo Olimpo dove tutte queste divinità, molto terrene eppure così irraggiungibili, mandano messaggi ai “poveri mortali”, condizionandoli, modificando le loro azioni, in qualche modo plasmando le loro coscienze.