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Agorà, scuole in rete per portare archeologia e filosofia tra i banchi

Scritto da on 30 marzo 2016 – 08:16nessun commento

Lo scorso anno ha fatto parlare di sè anche i media nazionali. Oggi ritorna per costruire un nuovo modello che intende mettere a sistema e condividere i risultati di un progetto di innovazione e sperimentazione scolastica unico in Calabria, e forse nell’intero Meridione. Stiamo parlando di A scuola non si parla!, che porta per il secondo anno consecutivo la filosofia tra i banchi della Scuola Primaria all’Istituto Sabatini di Borgia all’interno di un progetto più ampio, presentato i prossimi 1 e 2 aprile nella Sala Conferenze del Parco Archeologico di Scolacium.

Il progetto riprende il discorso da dove era stato interrotto lo scorso anno e rilancia con la costituzione di una nuova rete di scuole, Agorà, di cui fanno parte il Liceo Classico Galluppi, il Liceo Fermi  di Catanzaro e gli Istituti Comprensivi di Davoli e Locri, chiamate a condividere e promuovere in maniera integrata le due grandi vocazioni che negli anni hanno fatto del Sabatini un modello e un punto di riferimento nel panorama nazionale: il laboratorio di archeologia e la filosofia con i bambini.

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Gianni Rodari

Per il primo, si è scelta una cornice straordinaria come il Parco Archeologico di Scolacium,  da tempo location di diverse attività didattiche, incontri con autori, letture, rappresentazioni, che ha dato vita anche ad una guida a fumetti fatta dai ragazzi per i ragazzi e le famiglie. Un lavoro che si arricchisce, ora, grazie al lavoro condotto dalla prof.ssa Luna Renda e alla collaborazione della Sovrintendenza e del MIBACT, di una  Guida ludica al museo, che offrirà di sicuro una prospettiva inedita nella conoscenza del Parco e dei suoi tesori.

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Gianni Rodari

Agorà riporta però anche al punto di partenza del progetto, l’inserimento della filosofia tra le materie del primo e del secondo ciclo, avviato alla Sabatini ed ‘esportato’ in altre scuole della regione. Insieme  al’associazione Amica Sofia dell’Università di Perugia e con l’OSCOM della Federico II di Napoli, questo modello viene ora proposto come collante operativo per una rete di scuole che nasce già con una chiara vocazione nazionale, con riferimenti già attivi in molte regioni di Italia. Ne parleranno nel corso dell’incontro  Carla Guetti, del nucleo operativo del MIUR, responsabile degli ordinamenti scolastici con riferimento alla filosofia, l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Federica Roccisano, e in rappresentanza degli atenei calabresi i professori Roberto Bondì (UNICAL) e Tullio Barni (Università Magna Graecia).

Nel pomeriggio di venerdì e nella mattinata di sabato, sono previsti alcuni laboratori di formazione per i docenti, che proporranno strategie didattiche innovative, a partire dalla filosofia dialogica, attraverso i linguaggi del teatro, la “grammatica della fantasia” di Gianni Rodari, la psicologia delle relazioni interpersonali.

Aprire le menti, incoraggiare la sfera creativa e l’approccio critico, anche nel trattare concetti complessi e profondi, contribuire a fare delle nuove generazioni i cittadini di domani. In questo ambito vuole muoversi l’insegnamento della filosofia  come pratica didattica fin dai primi anni di scuola, così come, più in generale, la sperimentazione di nuovi modelli di apprendimento che formino menti aperte, curiose, critiche e democratiche. La Buona Scuola è anche, se non soprattutto, questa.

(Disegni di Gianni Rodari)

 

 

Sbagliando s’impara, è un vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe essere che sbagliando s’inventa (G. Rodari, Grammatica della fantasia) .