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Io non ho paura. Dal 21 giugno Trame Festival, storie e libri contro le mafie

21 giugno 2017 – 12:00 |

Paura. Del terrorismo, del clima ballerino, del lavoro sempre precario. Delle malattie, del dolore, di un futuro oscuro. Del signore in giacca e cravatta, griffato dalla testa ai piedi, che una mattina entra nel tuo negozio e, tra una facezia …

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Il Bosco dei Perché, uno spazio condiviso da mamme e piccini (e non solo). L’intervista

Scritto da on 18 aprile 2017 – 08:16nessun commento

C’è un’altra Calabria. Una Calabria al femminile, che punta sul talento e le competenze, che unisce tradizione e cambiamento, che valorizza la condivisione, che pensa che il benessere individuale non porti da nessuna parte se non cammina con lo stesso passo con il benessere e la felicità collettiva.

Una Calabria che parte dalle relazioni autentiche, che si prende cura della propria comunità, che pensa 16831042_785449701602912_6524048761979754586_nche è possibile creare una solida rete a sostegno di tutti, che lavoro e affetti possano essere conciliati, che la cultura possa costituire una cornice di senso e di sviluppo per il territorio. Che il fare insieme sia un modo per esprimere l’apertura all’altro, il senso dello stare insieme e di guardare al mondo con altri occhi. E’ la Calabria di cui ho parlato spesso e che ritrovo nei volti aperti e sorridenti di Valentina Zorzon e Stefania Rotella.

Arrivate a Lamezia Terme, una da Roma l’altra da Firenze, esperienze diverse alle spalle, si incontrano e iniziano a parlare dei figli, della voglia di condividere con gli altri competenze, curiosità, buone pratiche. Nasce così il Bosco dei Perché, destinato a genitori e bambini, ma anche uno spazio in cui le idee nascono e si sviluppano liberamente, senza confini d’età o categorie. Uno spazio in cui incontrarsi, chiacchierare, imparare ciò che si pensava di fare da sempre e che non si ha mai avuto il tempo di realizzare o a fare delle proprie passioni un lavoro, in cui assistere a reading e performance, vedere un buon film o ascoltare musica o semplicemente prendere un the. A condividere tempo e oggetti, nella logica più pura della sharing economy, che si tinge ormai decisamente di rosa. Insomma, il Bosco è un po’ caffè letterario un po’ laboratorio un po’ punto di incontro, più semplicemente, in cui si sperimentano fertili contaminazioni. Il tutto rigorosamente a portata di adulti e bambini, ai quali è riservata una piccola area all’interno del locale, dove tutti (piccini e non) possono giocare.

Loro, Valentina e Stefania, sono dei vulcani perennemente in eruzione. Nel corso della giornata si moltiplicano, assumendo le vesti via via di mamme, insegnanti,  operatrici della cultura, imprenditrici. Un po’ come gli animali de Il Bosco dei Perché, la fortunata trasmissione per bambini andata in onda negli anni ’80, che dallo schermo tv raccontavano ai bambini una favola al giorno. Davanti allo schermo c’erano anche Valentina e Stefania naturalmente che qualche hanno dopo hanno deciso di ispirarsi a quell’esperimento per dare un titolo al loro progetto.

Le incontro alla fine di uno dei tanti eventi che organizzano ogni settimana, una performance su Frida Kahlo. Si respira un’atmosfera rilassata e allegra, c’è tanta gente, si chiacchiera, si beve e si mangia –il menu della serata è rigorosamente messicano-, ascoltando brani della tradizione centro-americana e le risate dei bambini che giocano e scorrazzano tra i tavoli.

valentina zorzonCiao, Valentina e Stefania. Volete presentarvi ai nostri lettori?

Siamo entrambe lametine di adozione, arrivate per amore e rimaste per passione verso quello che abbiamo costruito. Abbiamo percorsi diversi sia per formazione (laurea in lettere l’una, in psicologia l’altra) che di vita. Diventate mamme, entrambe abbiamo dedicato ai nostri figli tutto ma ci siamo rese conto che mancavano spazi per condividere, per stare insieme ad altre mamme e i loro figli, evitando di isolarsi. Abbiamo riaperto questo spazio, il Bosco dei Perché, dopo una pausa dovuta ad alcuni lavori strutturali, perché ci sembrava bello aprirci ai nostri soci e alla città, offrendo uno spazio unico e accogliente, proponendo iniziative culturali da vivere e condividere.

Cos’è il Bosco dei Perchè?

Intanto è un’associazione culturale e un Caffè Letterario aperto ai soci che desiderano passare del tempo di qualità, imparare ma anche collaborare attivamente alle iniziative. Vuole essere un punto di riferimento, un luogo dove ritrovarsi e condividere le idee, appassionarsi a nuove attività e fare nuove conoscenze. Abbiamo strutturato corsi, incontri, eventi ma anche un mercatino dell’artigianato in cui i nostri soci hanno esposto le loro creazioni e attivato vari corsi per insegnare tecniche artigianali.

Abbiamo destinato uno spazio al gioco dei bambini, una stanza per i loro laboratori; siamo attrezzati con poltrona allattamento, fasciatoio, box e condividiamo giochi e libri per i bambini, che possono portare quello che non usano più e prendere in prestito quello che trovano.

Come è nato il progetto? Mi ha incuriosito il titolo, che mette insieme il bosco, un tòpos del mito, e il perché, la domanda per eccellenza, che rimanda alla curiosità e alla voglia di conoscere ciò che ci sta attorno. Una sfera fondamentale della infanzia che ci perseguita anche da adulti…

Il progetto nasce proprio dalla necessità di creare spazi per le mamme. Poi, come ogni contenitore di boscodeiperchè3idee, è diventato anche un luogo in cui si tengono degli eventi, anche grazie all’apporto di chi condivide il nostro progetto, e piano piano ha preso vita un bel calendario di iniziative che prosegue di mese in mese ricco di novità.

Il nome dell’associazione è un’idea del Presidente, Simone Bernardini, che ha immaginato di legare la nostra idea alla curiosità, che permette di arricchirci e crescere in ogni fase della vita. Il Bosco dei Perché era un cartone animato degli anni ’80 in cui un gufo leggeva in ogni puntata una storia rispondendo alle domande dei bambini.

La new economy e soprattutto l’economia della condivisione marcia a velocità sostenuta da Nord a Sud, in settori anche molto diversi. Cosa significa avviare una attività come la vostra in Calabria, in un’area peraltro abbastanza difficile come quella lametina?

Sicuramente non è semplice proporsi da “forestiere” in una città molto legata alle conoscenze personali. La diffusione delle proposte avviene per lo più con il passaparola e, piano piano, siamo riuscite a creare una nostra rete che si sta espandendo, arrivando a coinvolgere sempre più persone. L’ associazione è senza scopo di lucro e di conseguenza l’apporto di tutti i soci è fondamentale per coprire le spese e reinvestire nelle nuove iniziative. Questo concetto è per noi fondamentale e ci serve a far capire che chi entra nell’associazione non solo ne diventa parte quanto è chiamato a collaborare attivamente. Ovviamente c’è bisogno di coordinare le idee e le iniziative che vengono fuori e tenere le fila…

Abbiamo proposto alcune iniziative per condividere all’interno del nostro spazio libri, giochi, materiali per l’infanzia e tutto quello che mamme e bambini possono scambiare, prestare e appunto condividere. E così facendo, gli adulti danno l’esempio ai bambini… Fondamentale rimane comunque il concetto della condivisione del tempo, offrirlo per averne in cambio, tempo di qualità ovviamente, per conoscere e imparare attraverso i corsi, le letture, le attività. Abbiamo trovato molta sensibilità dalle imprese sul territorio che ci hanno sponsorizzato e dato il loro contributo alla perfetta riuscita dei nostri eventi.

Cosa sta bollendo ora in pentola?

Il calendario di aprile e maggio sarà ricco di appuntamenti interessanti. Continua, con soddisfazione, la rassegna TeaTrale Ladies Tea Time, nella quale cerchiamo di affrontare vari temi fondamentali, tutti legati all’esser donna, ideati e proposti da donne. Si parlerà di erotismo con un reading sul delta di venere di Anais Nin, tenuto dall’attrice Patrizia Michienzi e dell’essere madre con Alessia Severi che terrà un reading con accompagnamento musicale di Carmela Mastroianni in “Sensazioni di maternità”.

17098404_1501006633277812_7550685902211551107_nMolto interessante sarà anche l’appuntamento del 29 aprile, quando si parlerà di infanzia rubata (o la notte di Aleppo) con un reading molto particolare a cura del gruppo Canara Republic Music Company Ltd. Ci saranno inoltre vari laboratori che coinvolgeranno mamme e bambini come il Five o’clock tea for mums – English Lab for children, in cui le mamme potranno prendersi una pausa rilassante e bere un buon tea all’inglese mentre i bambini, in una stanza a loro dedicata, faranno un divertente laboratorio con canzoncine e giochi per approcciare alla lingua più parlata al mondo; e ancora laboratori interattivi manuali in cui costruiremo il libro del “Il piccolo principe”.

Antonio Saffioti incontrerà i bambini e presenterà loro il libro Chi ci capisce è bravo, mentre sabato 13 maggio ospiteremo Paola Bottero, autrice di Faceboom: quando la vita implode sui social, Sabbiarossa Edizioni, moderato da Ippolita Luzzo. E poi ancora il Reading Show – Circo Dovrosky di Marco Stefano Gallo, un romanzo diventato un reading-concerto.

Riattiveremo un nuovo corso per Baby Sitter visto il successo della precedente edizione e le richieste pervenuteci persino da strutture ricettive, agriturismi, b&b. A grande richiesta, a maggio, riproporremo il Calabria Master Wine (tre incontri con sommelier, protagonisti i vini calabresi) e infine avvieremo un ciclo di incontri sulla Fiabaterapia. Gli appuntamenti sono tanti, la fatica anche, ma siamo felici perché sono in tanti ormai a seguirci e a partecipare con entusiasmo.