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A novembre si inaugura la stagione teatrale dell’ Apollo di Crotone

Scritto da on 10 novembre 2010 – 03:18nessun commento

Il prossimo 16 novembre si alza il sipario del Teatro Apollo di Crotone.

Riapre il Teatro Apollo di Crotone con un cartellone ricco di riadattamenti dai classici del teatro.

Fa’ da “apripista” un’operetta,  La Vedova Allegra, portata in scena (martedì 16 e mercoledì 17 novembre) dalla Compagnia Corrado Abbati, la più affermata compagnia d’operette in campo nazionale.

Martedì 30 novembre e mercoledì 1 dicembre è la volta di  Immanuel Kant, del drammaturgo austriaco Thomas Bernhard, messo in scena per la prima volta in Italia con la regia di Alessandro Gasmann.

Nella programmazione anche due registi del cinema italiano come Sergio Rubini, ritornato al suo primo amore, il teatro, con un recital dal titolo  A cuore aperto (giovedì 10 e venerdì 11 febbraio), ispirato alle più belle poesie del novecento, da Neruda a Sanguineti, e Marco Bellocchio, che  ripropone in versione teatrale uno dei suoi film più noti ed acclamati da pubblico e critica, I pugni in tasca (mercoledì 2 e giovedì 3 marzo) .

In cartellone anche attori “storici” come Paolo Poli, nell’opera Il mare (mercoledì 16 e giovedì 17 febbraio), ispirato all’opera di Anna Maria Ortese, in una versione esilarante e surreale, e come Tato Russo, che si cimenta in un classico del calibro di Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello per farne una commedia (sabato 26 e domenica 27 febbraio).

Non poteva nemmeno mancare un testo di William Shakespeare, Un sogno nella notte dell’estate (giovedì 3 e venerdì 4 febbraio)  rappresentato dagli attori del Teatro Stabile dell’Umbria con la regia di Massimiliano Civica, vincitore del premio Hystrio nel 2007 e del premio Ubu nel 2009, che in questo lavoro propone un allestimento con la macchina teatrale a vista e con una scenografia costituita dai soli oggetti di scena. Lo spettacolo appare interessante soprattutto per la ricerca del regista che vuole rompere con un tipo di recitazione “tonale accademica” e mira ad un teatro popolare d’arte molto minimale che evoca le originali messe in scena dell’epoca elisabettiana.

Suscita molta curiosità  Finale di Partita (martedì 5 e mercoledì 6 aprile), nel quale Massimo Castri si cimenta per la prima volta con il celebre testo di Samuel Beckett. Un testo sulfureo, ostico e duro,  molto difficile da portare sulla scena, come tale poco frequentato nelle programmazioni teatrali, anche se in alcune occasioni con esiti di  successo, come dimostra l’allestimento di Giancarlo Cauteruccio che l’ha tradotto nel dialetto calabrese.  Castri coglie la sfida scegliendo una lettura che punta  i fari sui protagonisti, specchio di un’ umanità senza luce nè speranze, osservata con sguardo spesso lieve e beffardo, lettura  esaltata dalla scenografia di Maurizio Balò, rigorosamente geometrica, che  trasforma  il pavimento in una enorme scacchiera sulla quale i due personaggi giocano la loro ultima partita.

Maria Teresa Guzzo.