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Al Teatro Politeama di Catanzaro protagonista è la danza

Scritto da on 15 ottobre 2010 – 03:18nessun commento


La danza nella stagione 2010-2011 del Teatro Politeama di Catanzaro: Il 26  e 27 ottobre, Roberto Bolle in Giselle.

Sono lontani i tempi in cui i danzatori si esibivano in  calzamaglia  e le danzatrici con scarpette di gesso rosa e tutù. Per rendercene conto basta dare un’occhiata al nuovo programma della stagione artistica 2010-2011 del Teatro Politeama di Catanzaro che, pur mantenendo una linea tradizionalista  con proposte relative alla prosa contenenti molti nomi noti al pubblico televisivo, inserisce alcuni spettacoli di danza che  si segnalano per qualità ed originalità. E’ certo che siamo ancora molto lontani dalla danza contemporanea che ricerca nuova espressività attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, intersecandosi con arti non convenzionalmente affini e spostandosi al di fuori dello spazio teatrale, ma è pur vero che non assisteremo a balletti pregni di estetismi e canoni accademici.

Giselle, con l’étoile Roberto Bolle (26 e 27 ottobre, h. 20.45),  che rappresenta il prototipo del balletto classico –romantico, pur mantenendo la trama e le musiche originali   viene presentato nella rilettura del coreografo svedese Mats Ek del 1982, che rivisita questa favola romantica in chiave psicoanalitica, riportando i personaggi ai giorni nostri, evidenziandone fragilità ed ombre. Il balletto, in questa versione di Ek, presenta ambientazioni insolite. Non più boschi tempestati dagli elfi, come vuole la tradizione, ma ospedali psichiatrici che si alternano a fondali naif ed impressionistici che raffigurano la pazzia.

Di tutt’altro stampo è invece Birdhouse factory (26 febbraio, h. 20.45 e 27 febbraio h. 18) incontro inedito tra l’arte circense e la danza, la cui regia si deve a Chris Lashua, abile acrobata proveniente dal Cirque du Soleil.

Lo spettacolo si muove tra  l’universo circense, con giocolieri, acrobati, contorsionisti, ed un’ insolita ambientazione urbana, uno scenario raffigurante un complesso industriale nel quale una grande bobina inghiotte i lavoratori per restituirne abili acrobati che regalano momenti di incanto e humor.

Ancora nel filone danza-circo si colloca lo spettacolo Donka-una lettera a Cechov (15-16 aprile, h. 20,45),  firmato da Daniele Finzi Pasca, uno degli autori di punta del Cirque Eloize e del Cirque du Soleil. Lo spettacolo, che ha aperto a Mosca il Festival Cechov per il 150.mo anniversario della nascita dello scrittore russo,  si ispira alla sua vita privata.  Donka in russo è il piccolo sonaglio che si appende alla canna da pesca per segnalare quando il pesce ha abboccato. L’evocazione della pesca, cara a Cechov, diventa lo spunto per il coreografo che attraverso oggetti di vita quotidiana  ricrea l’atmosfera dell’antica Russia all’interno della quale si muovono i personaggi cecoviani, resi attraverso le performance di clown, musicisti, acrobati e danzatori.

Non perdiamo  tempo, dunque. Ci attende una stagione a passo di danza che non possiamo lasciarci sfuggire, al costo di compiere qualche acrobazia.

Maria Teresa Guzzo