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Al Teatro Politeama di Lamezia Terme prende il via la stagione di prosa 2010-2011

Scritto da on 17 novembre 2010 – 03:18nessun commento

Al via il 27 novembre la stagione del Teatro Comunale Politeama di Lamezia Terme.

Inizia in novembre la nuova stagione di prosa dal titolo “Il Teatro ha molte facce” presso il Teatro Politeama di Lamezia Terme. Dieci sono le facce di questa rassegna, corrispondenti ad altrettanti spettacoli teatrali che vedremo in scena  fino a metà marzo 2011 con un alternarsi di volti provenienti sia dal mondo del cinema che della televisione.

Tra i lavori più interessanti per originalità e spessore segnaliamo Cirk-il teatro del circo della compagnia Pantakin Circo Teatro, che va in scena sabato 11 e domenica 12 dicembre nonchè lunedì 13 e martedì 14 per le scuole, completato da un laboratorio che gli attori della compagnia guideranno nelle giornate di domenica 12 e lunedì 13. Lo spettacolo si ispira al Nouveau Cirque ed è centrato sulla figura del clown come anello di congiunzione tra l’arte circense e la poetica teatrale. La storia è ambientata in un piccolo circo che cerca di stupire il suo pubblico con numeri strabilianti, trasportando lo spettatore in un mondo immaginario. Gli attori in scena sono cinque, cinque personaggi diversi che si esprimono utilizzando di volta in volta la pertica cinese, la giocoleria, l’acrobatica e la clownerie,  non dimenticando tuttavia di fare i conti con le piccole e grandi difficoltà del vivere quotidiano.

Martedì 8 e mercoledì 9 febbraio va in scena Un sogno nella notte dell’estate, tratto dal capolavoro di William Shakespeare, rappresentato dagli attori del Teatro Stabile dell’Umbria. Lo spettacolo  vanta la regia di Massimiliano Civica,  vincitore del premio Hystrio nel 2007 e del premio Ubu nel 2009, che in questo lavoro propone un allestimento in cui la macchina teatrale è a vista e con una scenografia costituita dai soli oggetti di scena. Un sogno nella notte dell’estate,nella nuova traduzione realizzata dallo stesso Civica, costituisce l’ultima tappa della ricerca teatrale del regista reatino, tesa a rompere con la recitazione “tonale accademica” per rivolgersi ad un teatro popolare molto minimale che si ricongiunge idealmente alla originale messa in scena elisabettiana, valorizzando il lato onirico ed invisibile dell’opera shakespeariana .

Due spettacoli, due facce contrapposte -la  spettacolarità  da un lato, il minimalismo dall’altro-  di una stagione teatrale ricca e sfaccettata, inaugurata dal nuovo spettacolo di Giancarlo Sepe, Eduardo, più unico che raro (comprende Filosoficamente -1928, Il Dono di Natale – 1932, La voce del padrone – 1932, Pericolosamente – 1938),  quattro atti unici di Eduardo De Filippo che vedono  in scena Rocco Papaleo e l’ottimo Giovanni Esposito (27-29 novembre). In cartellone anche diversi classici come Riccardo III, di W. Shakespeare, ideato e diretto da  Jurij Ferrini (5-6 dicembre), Die Panne ovvero La notte più bella della mia vita, di Frederich Durrematt, nell’adattamento di Edoardo Erba e la regia di Armando Pugliese (8-9 gennaio), L’oro di Napoli, tratto dai racconti di Giuseppe Marotta.

Il 28 febbraio  va in scena I pugni in tasca,riduzione teatrale dal celebre film culto di Marco Bellocchio, definito da Pasolini “un cinema di prosa che ogni tanto sfocia nella poesia”, con Ambra Angiolini nel ruolo che fu di Paola Pitagora, Piergiorgio Bellocchio in quello di Lou Castel, nella lettura di Stefania De Santis. 

Maria Teresa Guzzo