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Anna Magnani rivive in Solo Anna, in scena a Catanzaro. Intervista a Lidia Vitale

Scritto da on 18 settembre 2013 – 17:36nessun commento

Esce silenziosamente dal buio, il corpo stretto in un vestitino nero anni ’60. Poi comincia a recitare, urla, piange, ride, e poco alla volta si trasforma, e diventa Nannarella. Lei è Lidia Vitale, l’ altra è Anna Magnani, protagonista dello spettacolo Solo Anna, che sabato 21 settembre 2013 verrà presentato nel Cortile di Palazzo de’ Nobili a Catanzaro.

Lo spettacolo è frutto dell’adesione di Lidia Vitale alla campagna del Comitato Salviamo il Teatro Masciari, che ha totalizzato in pochi mesi oltre 11.000 firme di cittadini, artisti (tra i quali Renzo Arbore, Gegè Telesforo, Roberto Gatto, Daniele Sepe, Otello Profazio, per non citarne che alcuni), insieme per chiedere ad alta voce la riapertura al pubblico dello storico teatro catanzarese, piccolo gioiello del Liberty e luogo simbolo della vita culturale della città.

 

anna-magnani

 

E un simbolo lo è sicuramente Anna Magnani. Per generazioni di attori, lei che è stata una delle più grandi interpreti di tutti i tempi, protagonista di film che hanno fatto la storia del cinema, da Roma città aperta a Bellissima, da Mamma Roma a L’amore a Nella città l’inferno a L’onorevole Angelina. Un simbolo anche per generazioni di donne, lei che volle avere a tutti i costi il figlio Luca (nato dalla relazione con Massimo Serato) anche se fuori dal matrimonio (così come sua madre); lei che difese a spada tratta le sue scelte private ed artistiche in un’epoca in cui erano in tante a subire (anche tragicamente) le scelte di registi e produttori.

 

50 minuti di spettacolo, su testo di Franco D’Alessandro e regia di Eva Minemar, in cui Lidia Vitale, romana come la Magnani, guida il pubblico nella vita della grande artista, una girandola in cui pubblico e privato spesso si confondono, ne svela la forza e l’energia incrollabile, i lati più intimi e dolorosi, i rapporti tumultuosi, nella quotidianità come sul set.

 

Un monologo, presentato un anno fa a Los Angeles all’Istituto Italiano di Cultura, che ha già vinto il Premio Anna Magnani 2013 e il Premio Enriquez 2013, in cui si ride, si piange, si ironizza e si resta stupiti per averla rivista per un attimo, lei,  la nostra Nannarè, tra le pieghe di un sorriso sghembo e una risata di Lidia.

 

lidiavitalesoloanna

<< Incontrare Anna è un’esperienza che ha sicuramente segnato la mia vita artistica e portato una grande crescita – ci dice Lidia-  Scoprire di avere tante cose in comune con lei (la natura è buffa) da una parte mi incitava a continuare il percorso di esplorazione, dall’altra mi poneva di fronte alla necessità di dovermi mettere completamente a nudo. Il più grande regalo che Anna mi ha fatto è stato dovermi relazionare con la sua  “grandiosità”. Una grandiosità di cui dispongono a mio avviso tutti gli esseri umani ma a cui si fa fatica ad attingere.

 

Per poter lasciar vivere liberamente Anna o accettavo di riconoscere anche la mia o non avrei mai potuto renderle giustizia. Fare questo salto nel vuoto mi ha reso consapevole di quanto, decidere di accedere alla propria “grandiosità”,  sia un estremo atto di umiltà e di generosità, verso se stessi e gli altri>>.

 

Lidia, come è nata l’idea di un monologo su Anna Magnani? Una scelta sicuramente coraggiosa. Penso che la sola idea di interpretare Nannarella farebbe tremare i polsi a chiunque, non solo perchè stiamo parlando di una delle più grandi attrici di tutti i tempi ma sopratutto per la complessa personalità e il  carattere non facile del personaggio….

 

Solo Anna nasce dall’incontro con Eva Minemar, la regista,  a Los Angeles dopo che Franco D’Alessandro, di New York,  le aveva consigliato di incontrarmi mentre ero lì in vacanza….ci sono rimasta un anno negli Stati Uniti grazie a quell’incontro. All’inizio Anna ha fatto parte di un contenitore di cultura italiana, La Lupa Fest. Poi, subito dopo quell’esperienza, con Eva abbiamo deciso di rilanciare con Solo Anna facendolo diventare uno spettacolo a se`.

All’inizio erano dei brani tratti dall’originale Roman Nights di Franco D’Alessandro. Con noi si è sviluppato in quello che vedete ora: un monologo in forma di dialogo.

La paura di affrontare Anna? Chi non ne avrebbe!

Posso chiederti come ti sei preparata? Sei stata elogiata da più parti per il tuo corpo a corpo con il personaggio e la cura estrema per i  dettagli…

Da sempre preparo i miei personaggi attingendo alla mia preparazione che viene per lo piu` dal metodo Strasberg. Il testo è  l’ultima cosa che imparo a memoria anche se è ciò da cui traggo le informazioni necessarie.
Per Anna, ho letto tutto quanto sia stato scritto su di lei, ho guardato tutte le interviste disponibili. Ho cercato di informarmi il più possibile anche sui personaggi che le hanno vissuto accanto o hanno in qualche modo fatto parte della sua vita.

Da subito sono stata a suo servizio. Quelle somiglianze che per natura abbiamo le ho accettate fino in fondo e ho fatto si che fossero veicolo per dar spazio a lei. Per il resto continuo a crescere in questo percorso e ogni volta Anna è capace di stupirmi nelle sue manifestazioni.

Vivi tra gli Stati Uniti e l’Italia. In che modo hai conosciuto le vicende del Teatro Masciari e cosa ti ha convinta ad offrire lo spettacolo del tutto gratuitamente per contribuire al suo salvataggio?

Ho conosciuto Carlotta Barillà (del Comitato Salviamo il Teatro Masciari, ndr)  a Roma, poi ci siamo incontrate durante il Magna Graecia Film Festival e mi ha raccontato delle vicende del Masciari. Mi è venuto spontaneo offrire ciò che avevo, a sostegno di una causa che riguarda tutti noi: il nostro patrimonio artistico e culturale.

 

Intanto nel quarantennale dalla morte della diva, fioccano i tributi con retrospettive e un documentario, Donne nel mito, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e sul canale 128 Sky.