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Carmine Torchia cantore dei nostri tempi a Lamezia Terme

Scritto da on 6 febbraio 2015 – 08:34nessun commento

Giorno dopo giorno assumiamo l’aria delle foglie sopra ai rami, e si può cadere per posarsi sulle mani di chi sta passando senza avere neanche idea di trovarsi là per una ragione: far brillare la realtà, coglierci nel vento, dar conforto e calma, allontanare lo spavento. Si può uscirne vivi dallo smarrimento.
Ed arriva il giorno che mutiamo in foglie libere, forti del ricordo che tutto è passato ormai: il nero dell’oscurità, le sue profondità; poi tornare ad esser musica.                  Giorno dopo giorno somigliamo sempre più alle foglie sui viali: niente più vertigini né battiti di ali degli uccelli di passaggio a gran velocità; ci si sveglia altrove, in quel caldo buono che c’è quando fuori piove, colti dentro al vento da chi ci ha guariti e ci ha sottratti allo spavento. Si può uscirne vivi dallo smarrimento. Ed arriva il giorno che mutiamo in foglie libere…

carmine torchiaGiorno dopo giorno è forse il brano che ritrae meglio di altri l’essenza di questo poeta-chansonnier, cantore di un microcosmo malinconico e intenso, di poeti dimenticati, di ladri e astronomi, di un’umanità dolente e dignitosa, in attesa che arrivi il suo momento, che risorgano verità e dignità. Il brano chiude Bene, l’ultimo album in ordine di tempo di Carmine Torchia, che verrà presentato il prossimo 6 febbraio a Palazzo Nicotera, a Lamezia Terme.

Ha pubblicato il suo primo disco, Mi pagano per guardare il cielo, nel 2008. Poi ha iniziato a girare per l’Italia, cantando e suonando per strada e nei locali in un viaggio chiamato, non a caso, Piazze d’Italia. Un tour durato quattro mesi, 9000 km percorsi, 130 ore di viaggio, un’ esperienza che diventa anche un libro (pubblicato da Prospettiva editrice), un cortometraggio e uno spettacolo teatrale.

Carmine Torchia, calabrese di Sersale, casa a Milano (la “città di passaggio che mi ha dato la possibilità di lavorare alle nuove idee che avevo in testa”), un’ <<anima errante da assecondare>>, in moto perpetuo tra le tavole di un teatro e quelle di un palco, per esibirsi con la sua chitarra o per accompagnare qualche collega – Stefano Rosso, Peppe Voltarelli, Niccolò Fabi, Eugenio Bennato, Moltheni, Tonino Carotone, il Parto delle nuvole pesanti, Andrea Chimenti-, tra il foglio bianco su cui scrive canzoni e poesie e la sala di registrazione.

Nel 2010 pubblica Alterazioni – processi sintatticamente simili, un lavoro sul concetto di opera aperta che registra assieme agli artisti Walter Carnì e Gianfranco Scafidi. L’anno successivo compone musiche e canzoni per due spettacoli, Canta lu gallu e Sfera, progetto di musica|teatro intorno a Lorenzo Calogero. Con Ermelinda Bonifacio porta in giro Tavole imbandite, uno spettacolo sulle arti culinarie attraverso canti e racconti d’autore dalle forti reminiscenze popolari.

Poi arrivano il Premio SIAE alla miglior musica e il Premio AFI al miglior progetto discografico per Quest’amore e la voglia di ritornare a sè, l’urgenza di esprimersi con le proprie parole, la propria musica. E ad incidere quei dieci brani scritti nelle pausa tra uno spettacolo e un live e che ti porti dietro <<come una zavorra>> insieme alle valigie. Nasce così Bene, un cd e naturalmente uno spettacolo portato in giro da Nord a Sud.

Si parla di canzoni, naturalmente, di amori improbabili, di sogni, di amici inseparabili e compagni di baldorie, di incontri importanti. Storie legate da monologhi, sketch, botta e risposta con il pubblico. Insomma, siamo dalle parti del Teatro-Canzone. Sullo sfondo, una città del nord, apparentemente fredda, diversa da altre realtà a latitudini inferiori, ma che, alla fine, sa mostrarsi vulnerabile e forse persino familiare.

…ma dov’è finito il mondo, me lo chiedo mentre affondo, forse sono andati tutti al mare. Dove si è nascosto il mondo, era nelle piazze, un giorno è sceso con la rabbia a protestare. Si sarà smarrito, in fondo è un incubo così profondo che non sai da dove cominciare. Indico il mio mappamondo, chiedo se si è visto intorno, ma dov’è finito. Cosa si dovrebbe escogitare per ripristinar la verità? Cosa ancora deve capitare per vivere in dignità?” (Dov’è finito il mondo)

 

Link all’evento https://www.facebook.com/events/702532529862767/