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Con il teatro non si mangia, rassegna di cibo e teatro a Belmonte Calabro

Scritto da on 27 febbraio 2015 – 17:25nessun commento

Con la cultura si mangia? E’ la domanda degli ultimi anni, in cui la cultura, l’arte, il teatro, sembrano scomparsi dalle priorità dell’agenda politica, in un momento di difficile crisi economica e sociale che ha modificato la domanda culturale del Paese e imposto agli operatori della cultura una attenta riflessione. Una risposta arriva all’Ex Convento dei Cappuccini di Belmonte Calabro (Cs) con la rassegna Con il teatro non si mangia che domenica 1 marzo dalle 20.30 presenta HOCUS POCUS, di e con Cico Cuzzocrea, dedicata al primo interprete della cd. arte magica, il più grande mago-prestigiatore e illusionista del suo tempo: Giuseppe Pinetti in arte Gioseph Pinetti De Mercì.

Nello spettacolo, tra effetti magici, narrazione, racconto storico e leggenda, verranno ripercorsi gli esordi delCover Stampal’arte magica in Italia, dall’800 in avanti. Con uno stile affabulatorio molto personale lontano da cliché “accademici” Cico conduce in maniera sorniona il pubblico attraverso quelle che sono state le tappe fondamentali della vita del grande illusionista, interpretando di volta in volta i ruoli del ciarlatano, del narratore e infine di se stesso.

 

HOCUS POCUS è il quarto appuntamento de Con il teatro non si mangia che gli organizzatori definiscono una “rassegna intermittente di cibo e teatro… Intermittente, però, perciò precaria, come il teatro che si porta dietro. Questa precarietà è minata, volutamente, dal confronto/scontro con il cibo”. E se “il teatro, la pratica teatrale è sempre compromessa da questa sua naturale difficoltà a procurarsi il cibo, verrà sfidata, formalmente, da un piatto di pasta” in un “impietoso confronto tra il teatro ed il cibo”, con un piatto offerto ad ogni spettacolo agli artisti e agli spettatori. Insomma nutrire il corpo ma soprattutto nutrire la mente e l’intelligenza. Non è poco in una regione segnata dalla ‘desertificazione culturale,’ dove la voce della cultura si alza grazie al coraggio e alla testardaggine di quanti ancora credono in una Calabria altra da quella deturpata dalla cattiva politica, dalle mafie, dalle clientele e dal malaffare.

 

Dopo il Teatro della Maruca di Crotone con il racconto Bollari. Memorie dallo Jonio, il TeatroP di crotone 15Lamezia Terme con La maledizione del sud tratto dalla leggenda di Colapesce, Zampalesta u cane tempesta spettacolo di burattini tradizionali calabresi e Cico Cuzzocrea, la programmazione continua il 22 marzo con una produzione originale, IN BOCCA AL LUPO, una rilettura della fiaba di Cappuccetto Rosso che parla di una Cappuccetto Rosso ormai adulta, di barche che attraversano il Mar Mediterraneo, di bambini, lavoro che si muove tra il teatro d’attore e quello di figura.  Infine, il 19 aprile sarà la volta della burattinaia salentina Flavia D’Aiello con i suoi RACCONTI DI TERRA E DI MARE uno spettacolo di narrazione con figure.

 

Anche in questi spettacoli si parlerà di cibo. Cibo che sa preservare, nutrire e fare crescere le storie.