Primo Piano »

Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

Leggi tutto »
Home » attualità, Musica, Teatro

Le donne nella Grande Guerra nel nuovo spettacolo di Francesca Prestia

Scritto da on 3 febbraio 2015 – 20:50nessun commento
Il Capitano era sereno. (Venne in cielo la luna).
Era alto e mai non si chinava.
(Andava su una nube).
Nessuno lo vide cadere,
Nessuno l’udì rantolare,
Riapparve adagiato in un solco,
Teneva la mani sul petto.
 Gli chiusi gli occhi.
(La luna é un velo.)
Parve di piume.

Termina così una delle liriche più belle e intense del Novecento, Il Capitano.  Giuseppe Ungaretti la scrive dopo la morte in combattimento, nel 1917, del capitano Nazareno Cremona, vibonese, che comandava la sua unità. C’è anche la voce di Marianna Scalamandrè, madre di Nazareno, ne E’ il cannone. Non è il temporale, lo spettacolo che Francesca Presita ha dedicato alla  Grande Guerra, in occasione del Centenario, vista dalle donne.

francesca prestia 3 0_790342815358334742_nDopo il debutto qualche giorno fa al Sistema Bibliotecario Vibonese, lo spettacolo fa tappa il prossimo 7  febbraio al Teatro Sociale Gustavo Modena, a Mori (Tn) per raccontare alcune pagine della nostra storia con  sguardo e voce di donna.  Attraverso pagine di diari, canti, lettere di mogli, madri, fidanzate. E delle centinaia di donne che in Italia come nel resto d’Europa presero parte in prima persona alla Grande Guerra negli ospedali come crocerossine, alle macchine come operaie, alla guida dei tram, nei campi.

Tra le tante spicca  la storia di Concetta Tropiano, di Jonadi (VV), che ha perso entrambi i figli, Nicola e Fortunato Gentile,  caduti entrambi in battaglia.

E poi  c’è Maria Galati, figlia di Vincenzo di Vallelonga, che  racconta la  storia di suo padre, giovane soldato della Brigata Catanzaro, morto per decimazione, una delle pagine più tristi e buie di quegli anni.

La cantastorie Francesca Prestia offre la sua voce a questo coro di donne, calabresi e non solo, rievocando volti,  immagini di guerra, luoghi,  per rileggere insieme quelle  pagine di storia intrise di dolore ma anche di innumerevoli episodi, piccoli e grandi, di eroismo.

Ad accompagnare Francesca sul palco ci saranno Salvatore Familiari alle chitarree, Vittorio Romeo alla fisarmonica, Manuela Romeo alle  percussioni e voce, Federica Santoro al violoncello e lira calabrese.