Primo Piano »

Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

Leggi tutto »
Home » Teatro

Dove va il teatro in Italia. Se ne parla a Castrovillari a Primavera dei Teatri

Scritto da on 7 giugno 2017 – 12:24nessun commento

Una quinta color azzurro cielo, davanti c’è un a uomo rannicchiato su sé stesso, in posizione fetale, mentre sopra di lui si scorgono le gambe di qualcuno che si sta librando verso l’alto. Quasi a esprimere una tensione tra alto e basso, cielo e terra. E’ la locandina della 18ma edizione di Primavera dei Teatri, che si è appena concluso a Castrovillari (Cs) registrando ancora una volta un boom di presenze. Il festival apre una finestra sulle nuove voci della scena contemporanea proponendo al pubblico diverse prime e anteprime nazionali senza rinunciare a spazi di riflessione e confronto. Quest’anno viene lanciata ancora una volta una call agli operatori del settore, chiamati a rispondere a una domanda: Dove va il teatro italiano? E quello calabrese, dopo la pubblicazione della nuova legge regionale?

E’ nata così Sistemiamoci, una giornata dedicata ai sistemi teatrali regionali, alla quale sono intervenuti, insieme a Settimio Pisano di Scena Verticale, promotrice del Festival, che ha fatto gli onori di casa, tra gli altri Donatella Ferrante, Dirigente del Mibact, Ilaria Fabbri, Dirigente del Settore pdt2017 1Spettacolo della Regione Toscana, Patrizia Minardi, Dirigente dell’ Ufficio Sistemi Culturali e Turistici della Regione Basilicata e Coordinatore tecnico della VI Commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza Stato Regioni, Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia.

Nel corso della giornata si è parlato di teatro e di politiche culturali da Nord a Sud della Penisola. Con riguardo alla Toscana, Ilaria Fabbri ha ricordato i punti cardine di un quadro normativo consolidato nel tempo dal tandem con gli enti locali che compartecipano in modo diverso alle produzioni e dalla possibilità per gli operatori di godere di fonti finanziarie diverse, pubbliche e private. La dirigente toscana ha ricordato, facendo riferimento anche alla Calabria, la funzione essenziale di apporti economici continuativi che possano disegnare un orizzonte minimo cui la progettazione può –e deve- guardare per dare risposte concrete ed efficaci ai territori.

Nel suo lungo e articolato intervento Aldo Patruno ha ripercorso le politiche poste in atto dalla Regione Puglia in campo culturale nell’ultimo decennio. Un ambito che in Puglia ha registrato in questi pdt 2017 oscar de summa la cerimoniaanni una crescita vorticosa grazie alla messe di risorse arrivate, soprattutto comunitarie, e al mix progettuale che oggi poggia su una pianificazione strategica che ha l’ambizione di voler superare i confini temporali della programmazione UE per lanciarsi verso un orizzonte più ampio. Alle imprese e alle industrie culturali e creative la Regione lancia la sfida di varare progetti e idee che puntano alla identità, alla qualità e alla innovazione tecnologica, all’ impatto duraturo sul territorio.

Identità e territorio sono le parole che Patruno pronuncia più spesso, citando pratiche virtuose come il Crest che a Taranto ha portato il teatro nel quartiere popolare e operaio, Tamburi, a ridosso delle ciminiere dell’ILVA, o come il Circuito Teatrale regionale che sta attivando proficue sinergie tra pubblico e privato. Senza trascurare debolezze importanti, ovvero la formazione e l’aggiornamento professionale o la scarsa domanda in alcuni settori (uno per tutti, l’editoria), su cui far convergere meglio le risorse a disposizione.

Donatella Ferrante, per il Mibact, è partita da qui per evidenziare la necessità di confronti costanti tra pratiche nazionali e pratiche locali, individuando insieme le strategie più utili –dalle residenze diffuse alle azioni di consolidamento delle competenze degli operatori- per sostenere il settore, senza dimenticare di tenere sotto controllo le ricadute.

pdt 2017 marta dalla via pentothal 2Roberto Musmanno, Assessore alle Infrastrutture Regione Calabria, e Sonia Tallarico, Direttore generale Ass. Cultura Regione Calabria, hanno analizzato la nuova legge regionale, la 19/2017, nata dal confronto tra gli operatori e l’ente, che intende riorganizzare il settore e renderlo sostenibile favorendo la produzione e la circolazione degli spettacoli nell’incrocio con la promozione dei territori.

La legge, della quale si attende ora il Regolamento attuativo, è un risultato eccezionale, spiega Claudio Rombolà (Teatro del Grillo) in rappresentanza del Coordinamento dei Teatri di Calabria, frutto di un lungo lavoro di concertazione con gli operatori per dare vita a un sistema teatrale regionale articolato, maturo e professionale. Il teatro calabrese tuttavia continua ad essere la Cenerentola del settore, cui il Mibact destina una fetta ridicola del FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo, pari allo 0,56% (in soldoni, 50 cent. su 100). Per non parlare dei numeri bassissimi nelle produzioni, che peraltro hanno registrato ancora netto calo (-11% rispetto allo 0,5% nazionale) nel primo semestre 2016, secondo i dati Siae, cui fa da contraltare l’ aumento della domanda da parte del pubblico con un beneaugurante +2,36%, insieme alla crescita della copdt 2017 Marta dalla viampagnie di produzione e alla nuova stagione di concertazione con la Regione inaugurata dal recente intervento normativo.

“Sulla legge, grazie alla consultazione aperta dalla Regione, siamo riusciti a condividere alcuni passaggi importanti che cominciano a disegnare una strategia di sistema –prosegue Rombolà-. In particolare, vorrei sottolineare la modifica alla disciplina della distribuzione che non vede un ente sovraordinato (circuito) ma avvia il processo di costituzione di una rete di teatri, una differenza non formale ma sostanziale. Per la circolazione degli spettacoli abbiamo chiesto a Regione Calabria di inserire dei parametri molto ridotti -150 gg. lavorative- per offrire maggiori opportunità alle compagnie più piccole e favorirne la crescita. Tutto questo può funzionare ovviamente se si ragiona in un’ottica di sistema e non pensando di trasporre acriticamente le esperienze fatte altrove”.

(Primavera dei Teatri 2017. Ph. Angelo Maggio)