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Guardare alla vita con gli occhi di un clown: laboratorio teatrale di Merry Conway a Cosenza

Scritto da on 8 aprile 2015 – 10:45nessun commento

“Il clown incarna la follia in un modo affascinante, offrendoci una possibilità di gioire nei momenti non-eroici. Il clown affronta i problemi della vita con una certa apertura e addirittura con grazia, inducendoci a mollare un po’ la nostra presa mortale nel controllare noi stessi”. A parlare è Merry Conway che dall’8 al 12 aprile terrà un Laboratorio sul clown e la “poetica del fallimentoal Teatro Morelli di Cosenza all’interno di Progetto More.

merry conwayMerry Conway, allieva di Jane Gibson, Trish Arnold, leggendaria ricercatrice e insegnante di movimento per attori, e del grande Jacques Lecoq, è una delle più note studiose dell’arte del clown e del linguaggio comico, a partire da Shakespeare in avanti, che insegna nelle università e nelle scuole di teatro di diversi paesi.

A Cosenza guiderà il lavoro di oltre venti attori provenienti da tutto il mondo in un laboratorio di alta formazione teatrale, che si inserisce all’interno del progetto Felicelanda, pensato dalle associazioni ConimieiOcchi, ACT- Agire Col Teatro, Hermit Crab, da Margarete Assmuth, Merry Conway, Maria Grazia Bisurgi, Chiara Brissa, Leonardo Gambardella, Costantino Montalto, Ester Tatangelo, Francesco Votano.

Il progetto vuole raccontare la Calabria dei giorni nostri, attraverso una messa in scena in chiave comico-clownesca. Perché il clown? Perchè permette agli attori di esporsi, di esprimere agli altri attraverso il gioco, il travestimento e il movimento la propria vulnerabilità, ma anche la propria forza, perché il Naso Rosso indossato dal clown permette di essere liberi di giocare con il proprio fallimento.

Swimming in the ridiculous, la consapevolezza del proprio fallimento è la condizione da cui partire per raccontare la Calabria contemporanea –sostengono gli organizzatori-. La scelta del genere non è casuale: la Calabria ai nostri occhi è un territorio folle e grottesco e questo suo aspetto ne è anche la sua forza. Lo sguardo è rivolto alla comprensione della realtà oltre il senso comune, in cui a parti intensamente drammatiche si accompagnano situazioni comiche, in un insieme stravagante e paradossale, dove la continua tolleranza alla “catastrofe” crea dinamiche di eterna attesa o di abbandono assoluto, tra santi e diavoli, cronaca e chimere
.

Durante il laboratorio verranno affrontati temi come la famiglia, laboratorio clownl’emigrazione, la religione, la superstizione, i desideri, l’attesa, il confronto fra generazioni, una terra, la Calabria, sempre in bilico tra un passato remoto e un presente che procede alla velocità della luce, spazzando via miti e riti, con la paura per il futuro e per la felicità, desiderata e insieme negata e travisata.

La rivoluzione consiste nel nominarla, nel mettere la felicità al centro di una riflessione comune tra artisti e spettatori. La riflessione dell’indagine teatrale cade su ciò che si desidera e ciò che si ha paura di desiderare: perché è il coraggio di desiderare, l’immaginazione, il primo passo verso la felicità.

Dopo una prima fase di lavoro a Scalea con un gruppo di ragazzi sul diritto alla felicità, in questi giorni gli attori lavoreranno al Morelli con Merry Conway per mettere a punto lo spettacolo, che andrà in scena la prossima estate.

 

Nel foyer del teatro Morelli e presso la libreria UBIK a Cosenza, via Galliano 4 sarà possibile visitare nei giorni del laboratorio anche la mostra fotografica di Angelo Maggio Il Clown.

 

Per ulteriori informazioni:

www.merryconway.com

www.conimieiocchi.com

https://www.facebook.com/pages/ConimieiOcchi/528925743876495?fref=ts