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Il diario di provincia di Oscar De Summa al Teatro Comunale di Badolato

Scritto da on 10 marzo 2016 – 08:08nessun commento

Oscar De Summa è uno di quegli attori, rari, che una volta visti in scena vorresti abbracciare per poi affiancarli sul palco e dire al pubblico: signori, ecco cosa è il teatro”. Osannato dalla critica, amato dal pubblico che riempie i teatri ad ogni suo spettacolo, Oscar De Summa, 45 anni, pugliese, è uno degli attori e autori più talentuosi del teatro contemporaneo. Giovedì 10 marzo sarà ospite del Teatro Comunale di Badolato in occasione della V Giornata Naziolale dell’Attore dedicata al ricordo di Pino Michienzi con Diario di provincia

oscar-de-summa-672x372 Opera finalista del Premio Rete Critica 2015, vincitore del Premio Festival Cassino Off 2015, finalista Premio Ubu 2015, sezione Migliore novità italiana o ricerca drammaturgica, Diario di provincia
si svolge a
Erchie : provincia di Brindisi, città medievale, Comune d’Europa, un posto come un altro della provincia italiana.

Un luogo arso dal sole e dalla noia, che come  nebbia avvolge tutto e tutti. Ha  bisogno di vivere emozioni forti, il giovane protagonista che rinuncerà al posto fisso da barbiere per tentare una nuova via: quella di censore della spazzatura. Ma questa esperienza non darà il risultato sperato e dopo una serie di incontri sbagliati, di tentativi falliti, di incidenti esilaranti, quando ormai la noia di sempre sembrerà averla vinta, arriva la svolta …Dopo, anche le mura domestiche non saranno più accoglienti e  tolleranti come prima. E la commedia  si tramuta d’un tratto in tragedia.

Si ride per un’ora e un quarto dei personaggi che popolano questa storia: figure mitiche che, attraverso la narrazione, riconosciamo come appartenenti anche alla nostra adolescenza e quindi universali, perché “tuttu lu munno è paisi”. In scena solo il corpo dell’attore e la sua forza espressiva in uno spazio che via via diventa casa, officina, strada, piazza, come scrive il regista nelle sue note.

Una prova d’attore da non perdere di uno dei volti più interessanti della nostra drammaturgia.

De Summa interpreta il teatro di narrazione in una sua maniera singolare, un teatro ove la parola si mescola e si meticcia con la mimica farsesca di un volto spesso trasfigurato e la mobilità del corpo che si fa supporto e traduttore di senso. Un po’ teatro di narrazione e, credo, un po’ anche teatro di figura. Un ragazzo della dimenticata provincia pugliese, amata e odiata ma mai veramente estirpata dal ricordo, alle prese con il nulla di una routine che annienta le persone trasformandole, comicamente e tragicamente, in pupazzi dai tick sempre ripetuti, un ragazzo che sogna di cambiare per essere diverso, per essere unico, per ridiventare dunque persona. Muovendosi in quel limbo, opprimente e insieme protettivo come certe famiglie del sud, ci accompagna fino al limite della tragedia ed in essa ci ribalta e ci immerge. (M.D. Pesce, Dramma.it)