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Il teatro calabrese va in scena a Cosenza per Progetto More

Scritto da on 21 ottobre 2016 – 08:35nessun commento

Chi l’ha detto che il teatro in Italia si fa da Napoli in su? Una leggenda metropolitana che rischia di escludere la miriade di piccole e grandi realtà teatrali disseminate nel Meridione, tra le quali le compagnie calabresi spiccano con segnali di vitalità inattesi, apprezzati dentro e fuori dai confini nazionali.

A fare il punto sullo stato delle cose ci ha pensato Scena Verticale, la compagnia con base a lab-sensi-emi-3Castrovillari, ideatrice di Primavera dei Teatri, uno dei più interessanti festival sui nuovi linguaggi drammaturgici in Italia, che in questi anni ha dato vita a produzione che hanno fatto il giro del mondo ( La Borto e Dissonorata di Saverio La Ruina, per tutte) che dal 21 al 23 ottobre propone al Castello Svevo di Cosenza Focus Calabria, che apre la rassegna Progetto More.

Tre giorni riservati a compagnie e artisti calabresi,  nell’intento “di stimolare e intercettare nuovi progetti produttivi, cercando di contribuire alla loro crescita e al loro sviluppo“, grazie all’apporto di un Osservatorio, composto da tre critici di fama come Graziano Graziani (Radio3 Rai, Rai 5, minima&moralia), Sergio Lo Gatto (TeatroECritica) e Nicola Viesti (Hystrio), che offrirà la possibilità di letture multiple, tra addetti ai lavori, critici e lo stesso pubblico.

L’obiettivo è infatti quello di avvicinare gli spettatori alle poetiche degli artisti coinvolti e di moltiplicare le occasioni di coinvolgimento dei nuovi pubblici.

Ad aprire la tre giorni è Emanuela Bianchi che presenta un Cantiere di teatro interattivo e sensoriale che lavorerà sul linguaggio dei sensi e sul teatro in spazi non convenzionali, sulle orme di Enrique Vargas e del Teatro de los sentidos di Barcellona. Una esperienza, avviata ad inizio d’anno al PTU dell’Unical di Rende, che si rivolge alla capacità di ciascuno di liberare il proprio immaginario, la  memoria, l’immagine immaginata.

In cartellone ci sono anche Manolo Muoio, che  porta in scena Rock Oedipus, prodotto da Teatro Rossosimona, in cui i suoni live della Stratocaster di Luca Pietramala guidano lab-sensi-emi-2357_1748879747_nManolo in un viaggio alla deriva fra teatro, rock e performance; Ernesto Orrico e Massimo Garritano che in La mia idea. Memoria di Joe Zangara, racc0ntano in parole e musica la storia del piccolo emigrante calabrese giustiziato negli States per aver attentato alla vita del presidente Roosevelt.

Saverio Tavano porta in scena Formiche, invito a riflettere sulle della solitudine dell’anima, in un mondo in cui predomina l’homo homini lupus; il Teatro della Maruca, presenta in prima nazionale Il servo di Amleto, un’indagine sul passaggio da un’epoca all’altra in cui il teatro di prosa si incontra con l’arcaico teatro di figura; Nino Racco va in scena con Opera aperta- in memoriam Rocco Gatto, il mugnaio della provincia reggina, vittima della ‘ndrangheta, cercando di oltrepassare il confine tra cantastorie e teatro d’autore.

Scena Nuda presenta invece Un vecchio gioco, gioco delirante sull’ordinarietà del male, in cui il  reale si alterna a incubi e visioni.

lab-sensi-emi-1-54_214051781_nIn programma anche due work in progress, il primo con Francesco Aiello che presenta la lettura scenica L’incidente – Io sono già stato morto, il secondo da Compagnia Ragli, in scena con lo studio Tette – Mastoplastica alimentare, uno sguardo su una dimensione estetica del cibo, sempre più in ascesa.

Chiude la rassegna More – Focus Calabria la Compagnia Arciere con la prima nazionale di Francesco e il Re, il testo di Vincenzo Ziccarelli, che mette in scena il rapporto tra re Luigi XI e Francesco di Paola, il santo taumaturgo dalle spiccate doti politiche e diplomatiche.

(Le foto sono tratte dal Cantiere sensoriale tenuto da Emi Bianchi al Ptu Unical).

Info

http://www.progettomore.it/site/