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La signora canta il blues: Amy Coleman in Calabria

Scritto da on 21 gennaio 2016 – 08:13nessun commento

Torna in Calabria l’attrice e cantante blues  Amy Coleman in un doppio appuntamento che la vede  in scena a Reggio Calabria  al Teatro Cilea il 20 gennaio, e poi il successivo  23 gennaio  a Cosenza al Teatro dell’Acquario  per un concerto accompagnata da una band tutta calabrese. Una buona occasione per ascoltare dal vivo dell’ottimo rhythm and blues e la voce di un’artista dall’incredibile forza espressiva.

A fianco della grande interprete la band composta da Angelo Mirabelli al basso, Domenico Sangiovanni alla batteria, Giuseppe Romagno guitars, Paolo Chiaia piano e tastiere, e la incredibile sezione di fiati che vede schierati Giuseppe Oliveto e i Takabum.

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Per chi non la conoscesse, la Coleman, newyorchese di Manhattan, è nota per aver lavorato in importanti produzioni teatrali, da New York a Los Angeles, interpretando i ruoli, tanto per citarne qualcuno, di Janis Joplin in Beehive, di The Acid Queen in Tommy e Maria Maddalena in Jesus Christ Superstar. Ha lavorato con artisti del calibro di Peter Frampton, Richie Havens, Stephen Schwartz.  Testate come Village Voice o il New York Times la  definiscono  come una delle più interessanti esponenti del blues di tutti i tempi.

Nella sua carriera ha intrecciato la passione per il soul, il pop e il blues con l’impegno sociale, che l’ha portata ad essere in prima linea per sostenere raccolte fondi a favore di paesi in via di sviluppo. E con la Calabria, a cui è profondamente legata da tempo, intrecciando un rapporto solido che si rinvogorisce anno dopo anno attraverso progetti significativi.

 

A Reggio Amy sarà sul palco come interprete di Mio cognato Mastrovaknich, spettacolo teatrale di Ciro Lenti, ambientata nel campo d’internamento di Ferramonti, al fianco di Paolo Mauro e Marco Silani, con la regia di Adriana Toman, produzione realizzata in occasione delle Giornate della memoria, in ricordo dell’olocausto del mondo ebraico.

Un tema, quello della discriminazione, che sta particolarmente a cuore alla Coleman, che nel 2009 a New York ha fondato il Nuovo Yiddish Repertory Theater insieme a David Mandelbaum,  figlio di polacchi sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. Un progetto  che in questi anni ha prodotto innumerevoli messe in scena di testi, anche tradotti in yiddish, tratti dal teatro classico e contemporaneo, che hanno raccolto il consenso  della critica newyorkese, che ha applaudito soprattutto le versioni in yiddish di Aspettando Godot di Samuel Beckett e di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller.

Una natura proteiforme che ne fà un’artista a 360 gradi. Non resta che vederla all’opera.