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L’attore, tra scena e schermo, in un incontro internazionale all’Unical

Scritto da on 22 maggio 2017 – 18:13nessun commento

Come cambia il ruolo dell’attore attraverso i diversi medium del cinema, del teatro, della Tv, tra tradizione e modernità, tra romanzo, commedia e melodramma? Chi è l’attore, di volta in volta prototipo, maschera, performer? Filtrato dalle pagine di Pirandello e Brecht, e sullo schermo da Bergman,  Renoir, dal neorealismo. La commedia dell’arte italiana che si incarna nei volti, nei corpi, nelle voci di Viviani e Petrolini, di Eduardo, di Dario Fo. E oggi nel teatro civile di Marco Paolini e in Toni Servillo. A parlarne il Centro Arti Musica e Spettacolo e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, dal 29 al 31 maggio, in Pensare l’attore. Tra la scena e lo schermo.

Paladino-teatroUna iniziativa a 360° che propone una riflessione teorica con un convegno internazionale, insieme ad incontri, spettacoli e film dedicati al tema. Il ruolo dell’attore viene dissezionato percorrendo quattro sezioni, le teorie filosofiche e antropologiche,  le diverse tradizioni, pratiche e metodi attoriali – da Stanislavskij a Grotowski fino all’Actor’s Studio di Lee Strasberg- , i linguaggi, che intersecano arte, cinema, teatro, televisione, per approdare al volto attuale dell’attore, in bilico tra esperienze fuori dai consueti consessi (vedi le esperienze di gruppi di diversamente abili e detenuti) e quelle dell’ attore non professionista, che si impone prepotentemente con il suo corpo (da Rosi a Frammartino), gli stili attoriali, con il contributo di studiosi di fama internazionale, registi come Gabriele Vacis e Roberto Andò,  attori come Toni Servillo.

In programma anche Marco Paolini che presenta la sua performance intitolata Cosenza: Tecno-filo’. Tecnology apaladino-pirandellond me, “Focus Libri”  previsti nel foyer del TAU, alla presenza degli autori, e la mostra I drammaturghi dell’artista, pittore e scultore Mimmo Paladino, a cura di Enzo di Martino e Daniele Vianello: undici ritratti di drammaturghi e attori, da Eschilo ad Eduardo, che resterà aperta dal 29 maggio al 6 giugno.

A latere la rassegna cinematografica con una vera chicca, la versione lunga di Nostra signora dei turchi di Carmelo Bene, con Carmelo Bene, Lydia Mancinelli, Ornella Ferrari oltre a Sils Maria di Olivier Assayas, con Juliette Binoche, Kristen Stewart e Chloë Grace Moretz e Le confessioni di Roberto Andò alla presenza del regista e del protagonista Toni Servillo.

Nel corso della modernità si è venuta sviluppando una teoria e una filosofia dell’attore (a partire da Lessing, Goethe, Diderot) che si è spinta fino a una sua verifica attraverso il lavoro artistico, la pratica di palcoscenico, la rappresentazione immaginaria, soprattutto romantica, della figura dell’attore, fin nel romanzo o nella pittura (dai Mémoires goldoniani al Meister, da Watteau a paladino eschiloFüsli). L’esito novecentesco di questo percorso è stato un risalire alle radici antropologiche dell’attore come intercessore sciamanico, alla sua natura rituale di tramite con zone inesplorate e liminali tra il visibile e l’invisibile (Barba, Grotowski, Kantor) e insieme a una interrogazione radicale del suo ruolo al di là dell’interpretazione e della drammaturgia. La performatività dell’attore ha attraversato, dalle avanguardie in poi, ambiti eterocliti come la danza, le arti visive, l’esplorazione del suono e della voce, la dinamica del gesto. Il problema del corpo attorico e insieme della sua fantasmaticità hanno trovato con l’avvento del cinema occasione per riflettersi come in uno specchio deformante. Nella “rivoluzione teatrale” del secolo XX e poi in quella cinematografica e tecnologica del digitale e del virtuale, il “corpo senza organi” preconizzato da Artaud ha proiettato verso il futuro l’arcaica funzione magica dell’attore come tramite con altri mondi, mentre il ritorno sulla scena di antiche tradizioni, a partire da quelle orientali, o di archetipi inscindibili dall’attore, come la maschera, ha permesso di elaborare e intrecciare pratiche di training a orizzonti di pensiero.

Info: http://www.conferenceattore.unical.it

(Nelle immagini il teatro secondo Mimmo Paladino)