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Il mio Emanuel. Firmato Emidio Clementi

Scritto da on 13 febbraio 2015 – 10:14nessun commento

Approda in Calabria nel week end, nella città dello Stretto (Globo Teatro Festival, 13 febbraio) e a Lamezia Terme (Off Officine Sonore, P.za S. Giovanni, 25, 14 febbraio)Notturno Americano, il bel reading spettacolo che Emidio Clementi (frontman dei Massimo Volume), con Corrado Nuccini e Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò) e la complicità delle tavole di Gianluca Costantini, dedica al poeta Emanuel Carnevali.

Bolognese, vissuto a lungo tra New York e Chicago, Carnevali racconta l’America del primo emanuel carnevali‘900 e le sue avanguardie artistiche. Osannato   da poeti come Sherwood Anderson, Ezra Pound e William Carlos Williams, Carnevali è un personaggio incredibile, irriducibile a qualsiasi categoria, “un vagabondo” che semina parole “da un buco della tasca”. La sua è una lirica secca, lapidaria, candida e disperata insieme, spesso brutale, parole cariche di immagini e di incubi, con una cifra stilistica e creativa unica.

 

Strano destino, quello di Carnevali, che trova in America il terreno d’elezione della propria arte. Scrivendo in un inglese  da autodidatta, ma liberato da paludamenti e rigidità e restituito a nuova vita. La nuova lingua di un nuovo mondo, che sostituisce quella materna, persa e non più ritrovata. Neanche quando deciderà di rientrare, malato, in Italia. Continuando a pensare e scrivere in inglese.

Essenze di ogni bellezza popolare,
violini dalle corde vibranti
lunghe, soffici, delicate armonie –
anche se sfiorati dalle ruvide dita del mondo
anche se sfiorati dalle fredde dita del dolore –
pensate al giorno in cui, dormendo nelle vostre tombe,
sarete svegliati dal tuono delle vostre voci
e dal vento forte e gelido della vostra musica:
poiché nel suolo fertile degli anni
le vostre voci fioriranno mutando in tuono,
la vostra musica muterà in vento che monda e gener

(Ai poeti)

 

Una sfida e un’ ossessione per Clementi, che qualche anno fa dedicò a Carnevali L’ultimo emidio clementiDio (Fazi editore), ispirato al libro di Carnevali Il primo Dio (pubblicato da Adelphi nel 1978), romanzo autobiografico in cui le vicende di Mimì-Emidio si specchiano e intrecciano con quelle del poeta bolognese.

Lo spettacolo riesce a cogliere magnificamente e a trasmettere al pubblico l’immaginario, le visioni e le angosce di un soggetto nomade, nella vita come della parola, anarchico e ribelle, più vicino a noi  di quanto non si pensi. Nel cuore l’amore per una terra che raccoglie i ribelli, gli infelici, i miserabili; la terra delle imprese puerili e magnificheAmerica tremendamente laboriosa,  costruttrice di città meccaniche. È la terra dal grido sgraziato di un’acerba gioventù.

Il giorno mi pesa addosso come una tonnellata di fumo.
Le cose già fatte sono
cadaveri che riempiono di fetore
le stanze grigie dei miei ricordi.

Il futuro è una fila di
bambini nati morti.

La pozza dell’oblio è fangosa.
Solo ricordi in lenta marcia
avanzano lungo la strada dell’oggi. Cielo grigio
per ridestarmi in un momento.

Ma un sonno tetro è il programma per oggi:
sonno che sale dal cuore
come un gas nero.

Io so che per avere dormito a lungo
i morti hanno ripreso forza.
In giorni come questi
spalancano a calci le loro tombe
e ne balzano fuori con eleganza.

Sussurrano orribili segreti
l’uno all’altro e a me.
Portano i loro sudari e
li scuotono animosamente.

O Divinità del terrore e della malinconia
vienimi in aiuto!
Ho ancora baci sfioriti per te,
baci che non voglio buttare via perché sono molto povero,
distaccami dai miei ricordi.

Essi mi inquietano tanto che il sonno sussulta e fugge,
sussulta e fugge.

(In grigio)