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Miti di ieri e di oggi a teatro a Reggio Calabria

Scritto da on 29 ottobre 2015 – 08:32nessun commento

Prende il via a Reggio Calabria con un Laboratorio di drammaturgia, ‘μύθος’, tenuto da Renata Coluccini  alla Pinacoteca Civica,  in un percorso di lettura e discussione di alcuni miti, il Festival Teatrale Miti Contemporanei, che si terrà dal 4 all’8 novembre prossimi.

Giunto alla quarta edizione, Miti Contemporanei è un progetto  itinerante Claudel 600realizzato dalla Compagnia Scena Nuda, diretta da Teresa Timpano, con il contributo della Provincia di Reggio Calabria, in collaborazione con il MIBAC e le istituzioni locali, tra Palmi, Reggio, Bova, Locri, Scilla. Nell’intento degli ideatori, il Festival intende aprire una riflessione sul Mito, irrinunciabile chiave di lettura della nostra identità, individuale e collettiva, ieri come oggi.

A essere esplorati saranno i miti di ieri, da Pasifae, madrea del Minotauro, a Medea, a Ulisse, e miti d’oggi come la scultrice Camille Claudel.

Il mito di Pasifae verrà ripercorso da Filippo Gessi e Teresa Timpano nello spettacolo Pasifae, madre di un Minotauro, con il contributo del Trio d’Archi dell’Orchestra Cilea, mentre Claudia Provvedini (Giornalista e critico teatrale Corriere della sera) e Dario Tomasello (Professore di letteratura italiana contemporanea Università degli studi di Messina, Facoltà Scienze cognitive, della formazione) si soffermeranno su Shakespeare e il mito. E infatti il bardo non solo ha suscitato nei secoli più di una domanda alimentando undanzaa mitologia moderna (Laurie Maguire, Emma Smith, 30 grandi miti su Shakespeare),  quanto trovò ripetutamente ispirazione nel mito, ad iniziare da quello di Piramo e Tisbe, sui quali furono modellati tanto Giulietta e Romeo quanto Sogno di una notte di mezza estate.

Federica D’Angelo interpreta il ruolo di Camille Claudel, in L’Âge mûr nié – Lettere di Camille Claudel, da uno studio sul mito di Medusa, di Paolo Bignamini, dedicata alla grande artista francese. modella, musa e amante di Auguste Rodin, con il quale intrecciò una rovente storia di amore e follia, che la porterà in manicomio. Una storia tragica e tormentata che ha affascinato anche il cinema, che ne ripercorso due volte la biografia, firmate rispettivamente da Bruno Nuytten e Bruno Dumont.

Non potevano mancare nella rassegna la Medea di Corrado Alvaro; il mito odissea 600per eccellenza, Icaro, in Icaro, l’ultimo volo, uno spettacolo di Salvatore Arena con la regia di Filippo Gessi; l’Odissea di Matteo Tarasco, autore nel 2001 di una vera e propria maratona teatrale in undicimila versi incentrata sulla figura di Ulisse, al quale ritorna oggi per indagarne la figura da un’altra prospettiva, quella delle sue donne, viaggio nel duplice volto, estatico e tragico insieme dell’amore,  “tentativo di raccontare l’odierno spaesamento quotidiano di una generazione incompresa”.

Chiude la rassegna, l’8 novembre, Monica Guerritore in uno spettacolo da lei scritto e diretto, Dall’Inferno all’Infinito, percorso a tappe nella letteratura, monica guerritore 3982_7283517336006022134_nnella psicanalisi, nella musica, all’interno di miti inossidabili da cui emerge, forte e chiara, la voce di quanti non hanno avuto timore di scendere nei propri abissi personali alla ricerca di sè stessi, accettando lo scacco della realtà. Guerritore parte dalla Commedia dantesca per passare a Flaubert, Leopardi, Proust, Pavese Pasolini e una folta galleria di personaggi che incarnano la necessità di volare alto, sopra gli steccati e i muri che innalziamo per preservare il nostro quotidiano, oltre la nostra piccola porzione di realtà, verso infiniti, sconosciuti, ma forse più appaganti, mondi.

Nella mia intenzione, il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione “conosciuta” per restituirgli un “senso” originario e potente, sicura che la forza delle parole di Dante, togliendole dal canto e dalla storia, ci avrebbe restituito un senso originario, ci avrebbe condotto all’interno delle zone più dense, oscure e magnifiche dell’animo umano. Sicura che, seguendo un percorso di incontro con le sue figure di riferimento (Virgilio, il suo super-Io, Beatrice/Francesca e gli aspetti del Femminile, il Caos dell’Inferno, Ugolino, il Padre) si sarebbe potuta avvicinare intimamente l’ispirazione originale di Dante nell’affrontare la Divina Commedia. Senza paura dei tagli e senza paura di proseguire quel racconto con parole, e testi altissimi di altri autori, più vicini a noi, come Morante, Pasolini, Valduga. A noi solo il merito di “esserci” e ”dire” e “ascoltare”. A voce alta… col cuore e con la testa… e alla fine “e naufragar m’è dolce in questo mare/ e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Forse… (M. Guerritore).

Info su http://www.festivalmiticontemporanei.it/