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18 settembre 2017 – 10:26 |

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More, quando il teatro si apre al territorio. L’intervista a Dario De Luca

Scritto da on 20 febbraio 2015 – 09:01nessun commento

More, More Fridays, Morelli, residenza, Scena Verticale, Cosenza, Calabria.Qual è la parola condivisa da tutte queste altre? Risposta facile, anche per i non esperti di enigmistica. La parola è: teatro.

 

more#2_nQuella parola magica che, attraverso ogni sorta di congiuntura sociale e politica, si unisce ai più disparati linguaggi artistici e fa di Cosenza un grande laboratorio di reazioni creative e del Progetto MORE, quasi giunto alla fine di un ciclo triennale, un’esperienza residenziale fra le più alte e feconde del teatro calabrese negli ultimi anni. La dimostrazione? La qualità e il numero degli operatori impegnati, la progettualità espressa, il tasso di interesse e di partecipazione del pubblico (di vecchio e nuovo conio), i riscontri da parte della critica.

Il Progetto MORE e l’esperienza della residenza teatrale. Segni di vitalità comparsi sin dall’inizio, da quando, nella primavera del 2012, ha preso il via il Progetto MORE, ritagliato su quel certain regard che ha imposto Scena Verticale all’attenzione internazionale, e poi, dopo, dal marzo 2013, quando è nata l’attuale residenza teatrale.

«L’idea era di portare il nostro bagaglio di operatori che riflettono intorno al teatro contemporaneo», spiega Dario De Luca, instancabile animatore con Saverio La Ruina e Settimio Pisano di Scena Verticale, la compagnia teatrale di stanza a Castrovillari (Cs) apprezzata anche fuori dai confini nazionali, «con l’obiettivo di fare del Morelli un avamposto dei nuovi linguaggi scenici, un luogo riconoscibile della contemporaneità

Ciò anche tenendo conto del ruolo di una città come Cosenza, «un pezzo della Calabria più fertile e ricettiva», che però da tempo «manifestava una certa stanchezza, mostrava una deviazione dello sguardo, una perdita seppur relativa di attenzione

«Abbiamo pensato al venerdì (da cui il carismatico titolo “More Fridays” che segnala e distingue gli appuntamenti in calendario) come giorno per il teatro contemporaneo», ragiona De Luca «e la nostra intuizione ha preso così tanto piede da essersi tramutata in una felice abitudine, una specie di frequentazione molto gradita sia a noi che al pubblico e ai critici. Ora esiste questo spazio particolare per ospitare compagnie che, malgrado la curiosità e la vivacità intellettuale assolutamente di casa qui, non erano mai sbarcate a Cosenza

A dar forza al Progetto MORE e animo ai suoi autori c’era, in ogni caso, il punto fermo rappresentato dall’esperienza di Primavera dei Teatri, la sua lezione di stile, la coerenza nel privilegiare ricerca e originalitàDARIO DE LUCA. Così, dopo una prima annata di assaggio ma già con una sua decisa impronta, MORE ha inserito le marce alte definendo sempre più il carattere di residenza, spazio performativo, di produzione e formazione profondamente legato al territorio, capace di entrare in reti più ampie, nazionali e internazionali, su modelli da tempo consolidati in altre regioni (Piemonte, Lombardia, Toscana, Puglia).

Oggi, perciò, il progetto «offre a questa città e al suo territorio delle visioni del tutto inedite sfruttando appieno pure le qualità del Morelli, uno spazio bello e affascinante, una casa teatrale di quasi 700 posti, dove è evidentemente possibile spingere nel contempo su una serie di concetti essenziali: la pedagogia teatrale, sfociata nella istituzione di una vera e propria scuola, con tanto di corsi per ogni età, che oggi costituisce una sorta di zoccolo duro per il Morelli, a cominciare dalla continua immissione di un pubblico nuovo, entusiasta, evoluto; il rapporto più stretto e coinvolgente con l’Università della Calabria e i suoi studenti, benché non manchino elementi di difficoltà, legati soprattutto ai collegamenti fra i luoghi; la varietà dell’offerta: qui non si fa o si vede “solo” teatro, ma si praticano anche musica e danza e sono stati avviati corsi di scrittura e di teoria teatrale per meglio far capire i meccanismi alla base della impresa editoriale da cui poi sono nate interessanti forme di collaborazione con il Teatro Rendano, l’Associazione Il filo di Sophia, il Corriere della Calabria e il Quotidiano della Calabria, con parecchi nostri studenti chiamati a scrivere di teatro

L’esperienza delle residenze teatrali volge ora la termine, e sul doman non v’è certezza. Certezze che tuttavia non mancano a Dario De Luca: «Le residenze sono un fatto importante, un fenomeno che continua a produrre molto là dove c’è stata e c’è una profonda conoscenza dei territori da parte delle compagnie incaricate, responsabili di specifici progetti. Certo, non sono mancati gli elementi negativi, coincisi però con inesperienze da cui ci si può sempre emendare e fragilità che si possono riparare

Polvere La Ruina Foto Angelo Maggio 1281La stagione di MORE. Intanto la stagione al Morelli prosegue con spettacoli di incontestabile valore. Dall’attesissimo Polvere di e con Saverio La Ruina (e Jo Lattari, ormai giustamente assurta agli onori delle cronache culturali per la maturità delle sue prove d’interprete), in programma il 27 febbraio, ad una accoppiata di titoli, la Eneide di Krypton. Un nuovo canto (13 marzo) e I giganti della montagna (10 aprile), semplicemente straordinaria, sia per il valore in sé di testi e messe in scena che per la loro riconducibilità a due autentiche icone del teatro contemporaneo, Giancarlo Cauteruccio e Roberto Latini.

Sono titoli che, al pari degli altri eventi in cartellone, inorgogliscono De Luca e tutta Scena Verticale. «L’ Eneide di Krypton è un ritorno ad alta intensità tecnologica (e con la voce off di Ginevra Di Marco) su un testo che rimane, a trent’anni dal debutto, una delle pietre miliari del nuovo teatro. Uno spettacolo a dir poco mitico che ha inserito Cosenza ed il Morelli tra le poche, selezionate tappe della sua tournée. Ed un lavoro che deve il suo carico di fascinazione anzitutto al fatto di raccontare le radici della nostra civiltà e di farlo, con una forza poetica nient’affatto scalfita dal tempo, rivolgendosi a generazioni che ne hanno in qualche modo perso le tracce. Quello di Krypton e di Cauteruccio è un lavoro senza tempo, che non invecchia mai e mai potrebbe essere fuori sincrono con il mondo, che anzi dallo scorrere del tempo trae nuova linfa e nuova attualità.»

E poi c’è il confronto tra Luigi Pirandello e Roberto Latini (Fortebraccio Teatro), scontro fra titani. «Scontro e incontro, fra un testo complesso e straordinario e un attore-regista-artefice che non è da meno. Il risultato è una pièce molto eneide cauterucciobella, molto poetica, molto ‘alta’. Un diario ad un tempo personale e universale, una straordinaria riflessione sul senso del teatro e dell’arte, su cosa è vero e cosa è falso che Latini porta in scena da solo (dopo una prima fase in cui in scena c’era pure Federica Fracassi), per una scelta maturata col tempo e dopo varie vicissitudini, dettata dal suo bisogno di accogliere la sfida con se stesso e con Pirandello

Proposte per la cultura in Calabria. Intanto, mentre la residenza teatrale al Morelli sia avvia a conclusione, in una regione che si dibatte da sempre tra problemi e affanni di ogni tipo, l’incertezza del futuro regna sovrana, in attesa della nomina del nuovo assessore regionale alla cultura.

E’ realistico formulare un’idea valida su come uscire dall’attuale, drammatico stallo? «Qualsiasi idea o proposta non può prescindere da una scelta strategica che è anche una necessità ineludibile: bisogna investire realmente, seriamente e lealmente nella cultura. Nella cultura altrettanto seria e rigorosa che può cambiare la realtà di ogni singolo territorio e dell’intera Calabria. Io concordo pienamente con Nicola Gratteri quando dice che dobbiamo tutti provare a sviluppare un circolo virtuoso capace di sconvolgere lo stato delle cose cambiando mentalità e abitudini. Tanto per quel che concerne la cultura in senso lato che per ogni specifica forma d’espressione artistica.

Per il teatro, ad esempio, riproporrei il progetto sulle residenze, sin qui lodevolmente sostenuto dal Comune di Cosenza e dalla Regione Calabria, per garantire una buona programmazione e la crescita dei territori; quindi proverei a capire se in questo frangente si riesce a creare in Calabria un vero circuito regionale, nella prospettiva di istituire un teatro di rilevanza nazionale e nell’ottica fondamentale – così facendo – di far rientrare la nostra regione in un discorso culturale più complessivo, in un percorso di interesse europeo. Una questione che investe non solo la politica e le istituzioni ma anche le produzioni, il lavoro delle compagnie, il percorso e le scelte di tutti i teatranti. Tutti dobbiamo sentirci chiamati in causa. Perché sia chiaro: se resta immobile, chiusa nel proprio orticello, la Calabria rischia di arretrare ancor di più, di vedersi relegata in ultima fila, fanalino di coda in Europa.»

Antonello Fazio