Primo Piano »

Pietro Grasso inaugura il Tropea Festival L&S. Il programma

9 ottobre 2017 – 13:19 |

“Caro Giovanni, scriverti non è facile, mettere ordine nei tanti pensieri e nelle innumerevoli cose che ho da dirti. C’è quel lieve imbarazzo tipico di quando due vecchi amici, abituati a condividere la quotidianità, fatta di cose grandi e piccole, …

Leggi tutto »
Home » Teatro

Naufragi e approdi, la nuova stagione di prosa del Teatro Siracusa di Reggio Calabria

Scritto da on 20 aprile 2013 – 19:46nessun commento

Parte sabato 20 aprile 2013, conIl mondo offeso, di Mana Chuma Teatro, liberamente tratto da Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini,  per proseguire sino al 28 maggio la nuova stagione di prosa del Teatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria, dedicata alla memoria di Renato Nicolini.

Il mondo offeso_2Un cartellone di sei spettacoli, selezionati tra le migliori proposte della drammaturgia contemporanea italiana. Storie, volti e modi d’intendere l’arte e calcare il palcoscenico legati da un filo conduttore, che dà il titolo alla rassegna, Naufragi e approdi. Smarrimenti e ricerche di senso al tempo della crisi.  Squilibri,smarrimenti, disorientamenti, tipici dei momenti di crisi, ma anche possibilità di rinascita e di trasformazione, condizione prima del teatro>>.

 

 

Sono questi i temi del primo spettacolo,  Il mondo offeso , definito dal critico John Francis Lane <<uno degli spettacoli più belli che senz’altro sia stato prodotto in Calabria in questi ultimi tempi>>.

 

Storia di un viaggio tra immagini e  musica nella terra natia << che dimostra come sia possibile incontrare ciò che del proprio passato c’è ancora, ma anche ciò che non c’è più, assenza questa non ancora nota, ma intuita nelle profondità dell’inconscio>> (Domenico Bussi, Sipario).

 

L’appuntamento successivo è per martedì 23 aprile, sempre alle 21.00, con un altro viaggio verso un luogo dell’anima fatto di poesia, comicità e tanta musica con Io provo a volare, omaggio a Domenico Modugno firmato dalla compagnia Berardi-Casolari con il contributo di Festival Internazionale Castel dei Mondi e del Teatro Stabile di Calabria.

 

Testo originale che racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia, pronti, sull’onda del mito, ad affrontare tutto pur di realizzare il sogno di diventare artista. Protagonista uno straordinario, <<evocativo, folgorante e dissipatorio>>  Gianfranco Berardi, nel triplice ruolo di attore, autore e regista (insieme a Gabriella Casolari).

 

Rievoca uno dei crimini più spaventosi contro l’umanità, sabato 4 maggio alle 21.00, Il silenzio dei vivi di Officina teatrale. Lo spettacolo, per la regia di Giovanni Carpanzano, nasce dal riadattamento dell’omonimo libro di Elisa Springer e di Il fumo di Birkenau di Liana Millu, storie di sei donne morte nel lager polacco. La scena è dominata da un coro di donne dove l’uomo è sempre carnefice, mai vittima.

 

Il 18 maggio alle 21.00 la serata è riservata a uno dei momenti centrali della rassegna, l’omaggio a Renato Nicolini, curato insieme a Università Mediterranea e Mediterranea Teatro Laboratorio.

 

In scena La storia della città, regia di Marilù Prati, scene di Aldo Zucco, uno spettacolo definito dallo stesso Nicolini “una sorta di Rivista, di Avanspettacolo architettonico” che ammicca ironicamente alle mitologie di ogni architetto utilizzando la metafora della fondazione della città, che offre un canovaccio inesauribile alle straordinarie doti artistiche di Renato.

 

<<Non è la prima volta che Renato fa il doppio gioco, appare paludato negli abiti regali di Alessandro, per meglio mettere il Potere alla berlina. Come Chaplin e Petrolini (…) E c’è una straordinaria leggerezza, un’insaziabile voglia di giocare e d’intrecciare in maniera apparentemente avventurosa e svagata le tessere più diverse e lontane. In un flusso (di coscienza) teatrale che ricorda la gaia scienza e le performances senza barriere tra arti visive e architettura del gruppo Fluxus…Non c’è capolinea in questa corsa contro il tempo, non c’è una forma definitiva per le città come per l’edificio del testo, se non la parola momentanea “Fine”>> (Nico Garrone, La Repubblica).

 

Il 26 maggio alle 18.00 , in prima nazionale,L’Isola di Calibano, una produzione Teatro delle Rane in collaborazione con Mana Chuma, spettacolo di teatro d’attore e figura con musica dal vivo tratto da “La Tempesta” di William Shakespeare.

 

Chiude la rassegna, il 28 maggio alle 21.00, il Centro R.A.T. con Moby Dick. Liberamente ispirato al romanzo di Hermann Melville, adattato e diretto da Antonello Antonante, con Maurizio Stammati, lo spettacolo rappresenta l’allegoria dell’uomo alla ricerca di se stesso secondo la direttrice indicata magistralmente in questo capolavoro della letteratura di tutti i tempi in una chiave di attualità disarmante, esaltata dalla suggestiva scenografia firmata da Dora Ricca e dalle luci di Geppino Canonaco.

 

La riduzione teatrale di Antonante, che segue fedelmente la traduzione italiana di Cesare Pavese, propone allo spettatore un oceano <<racchiuso in una piccola bacinella su cui galleggia un veliero simbolo dell’eterna lotta tra la vita e la morte, tra l’ingegno e la forza della natura. Ma quando ad esercitare una forza devastante sul destino umano non è una natura matrigna bensì la mano dell’uomo stesso, si diventa come Ismaele, solo spettatori sgomenti>> (Raffaella Salamina).

 

<<Sia che il naufragio sfoci nell’ossessione come per l’Achab narrato dal Centro Rat in Moby Dyck – afferma il direttore artistico del Teatro Siracusa Massimo Barillao nell’onirica realtà dell’Isola di Calibano, o diventi sospensione estrema della ragione e di ogni umana pietà come nella Shoa, al centro de Il silenzio dei vivi, questa condizione ci interroga e ci pone alla ricerca di altri luoghi dell’anima. E un luogo dell’anima fatto di poesia e comicità è il mondo di provincia al centro di Io provo a volare, l’omaggio di Gianfranco Berardi a Domenico Modugno. Un posto a parte merita l’omaggio a Renato Nicolini, con il quale avrei voluto ragionare ancora di queste cose e di queste visioni, e che, mi piace pensare da una così piccola traccia si sarebbe fatto provocare, rilanciando con molte altre e più dense letture e con il suo solito chiaro e lungimirante sguardo>>.

 

CineTeatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria
Corso Garibaldi 165
89100 Reggio Calabria
www.teatrosiracusa.it
info@teatrosiracusa.it
0965/811222