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Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Oscenica. Il teatro d’autore sbarca a Catanzaro con Roberto Latini, Silvia Gallerano, Saverio La Ruina…

Scritto da on 4 dicembre 2017 – 08:40nessun commento

“Credo che uno spettacolo quando funziona debba aprire problemi, agire nella memoria dello spettatore. Deve spostare qualcosa. Vanno anche bene gli spettacoli d’intrattenimento…Però penso che ci sia un’anestesia generale, mentre i giovani hanno una voglia incredibile di riflettere, di vedere certe cose”. Così Jacopo Gassmann alla prima, pochi giorni fa, del suo nuovo progetto dedicato a Chris Thorpe, drammaturgo britannico tra i più acclamati del momento. Parole che potrebbero fare da epigrafe a Oscenica, la stagione di teatro contemporaneo realizzata da Divina Mania che debutta dal 9 dicembre al Teatro Comunale di Catanzaro.

A proporla sono due giovani attori, Mauro Lamanna e Gianmarco Saurino, volti noti in Tv con una discreta militanza sulle scene, che insieme a Pietro Monteverdi e Rosy Chiaravalle hanno scelto sette produzioni che negli ultimi anni hanno ottenuto gli applausi di pubblico e critica.

Una prima edizione che parte come meglio non si potrebbe il 9 dicembre con La Merda di Cristian lamerda teatroCeresoli con Silvia Gallerano. Per la prima volta a Catanzaro l’opera choc che ha fatto incetta di premi ovunque, in Italia e all’estero, a partire dall’ Edinburgh Fringe First Award 2012 per la scrittura e la migliore interpretazione. Spettacolo forte, scandaloso e provocatorio, dalla scrittura potente e visionaria, sorretta dall’interpretazione di una splendida Silvia Gallerano, che si muove nel pantano di una quotidianità che sopprime ogni pensiero, emozione, tensione creativa ‘fuori dal coro’, prodotto di un pensiero unico e omologante, erede della società dei consumi, di quel totalitarismo preconizzato da Pasolini, “più duro di quello fascista poiché capace di annientarci con dolcezza”, come scrivevamo qualche tempo fa (clicca qui per leggere tutto l’articolo).

Il 27 gennaio sul palcoscenico del Comunale la compagnia calabrese Scena Verticale con il pluripremiato La Borto, di e con Saverio La Ruina. Spettacolo vincitore del Premio HYSTRIO per la Drammaturgia e  Premio UBU come Miglior testo italiano, ricevuti  nel 2010, La Borto è la storia di una donna  del Sud in una società dominata dal desiderio maschile. Sposata a tredici anni, a neanche 30 ha sette figli e una vita da reclusa alla quale sceglie di sottrarsi compiendo una scelta, sofferta ma necessaria, insieme alle altre donne. Storia di libertà femminile raccontata superbamente da un grande Saverio La Ruina.

Il 9 febbraio  Gianmarco Saurino porta in scena Condannato a morte. L’inchiesta. Davide Sacco si ispira a Victor Hugo e rilegge L’ultimo giorno di un condannato a morte, pubblicato nel 1829,  alla luce della permanente attualità di un tema ancora scabroso in diversi Paesi.  Gianmarco Saurino si cimenta in un’interpretazione a più ruoli per rappresentare la rivolta dell’uomo contro i meccanismi perversi del potere e istanze fondamentali su quello che significa oggi ‘giustizia’.

Il 16 marzo arriva Lafabbrica con Da soli non si è cattivi. Tre atti unici per la regia di Fabiana laborto_phtommasoleperaIacozzilli. Dai racconti dell’autrice Tiziana Tomasulo tre storie che raccontano un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. Incapaci di amare, i personaggi di Da soli non si è cattivi si vergognano profondamente di ciò che sono. Non si sentono all’altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e condannati alla solitudine.

Il 7 aprile la compagnia MusellaMazzarelli presenta Figlidiunbruttodio, spettacolo vincitore del Premio In-box 2010. Scritto e interpretato da Paolo Mazzarelli e Lino Musella, vincitori del premio Hystrio 2016 Due storie che apparentemente sembrano non avere nulla in comune, una ambientata nel mondo televisivo, e l’altra, a far da contrappunto, ai margini di una città in cui vivono due poveri cristi senza futuro. Apparentemente. Perchè in realtà entrambi i protagonisti sono condannati alla solitudine, vittime di una realtà cinica e feroce. Figli, per l’appunto, di un brutto dio.

Il 4 maggio  Teatrodilina propone Le vacanze dei signori Lagonìa, scritto da Francesco Colella e Francesco Lagi. In scena una coppia di anziani signoricantico-latini-phAngeloMaggio-690x460, la signora Lagonìa e il consorte. Tra un brano di Gianni Morandi e una nuotata, tra liti e riconciliazioni, i due trascorrono al mare una giornata intera evocando  ​quarant’anni di matrimonio. Ma quello non sarà un giorno qualsiasi della loro vita. Francesco Colella, catanzarese, una formazione di rango con Luca Ronconi, poi, tra i tanti, con Armando Pugliese e Federico Tiezzi, vincitore del premio Ubu nel 2010, ha lavorato anche al cinema e in Tv con Laura Morante, Susanna Nicchiarelli, Fabio Mollo, e da ultimo con il premio Oscar Danny Boyle (Trainspotting, The Millionaire, Steve Jobs, 127 ore) in Trust, una serie Tv che racconta il rapimento, ancora intessuto di mistero, del miliardario Paul Getty.

Chiude la stagione il 26 maggio Fortebraccio Teatro con Cantico dei Cantici di e con Roberto Latini, uno degli attori più acclamati del teatro italiano. Ancora una straordinaria prova d’attore per Latini che questa volta si cimenta con uno dei testi più straordinari della letteratura di tutti i tempi.

Inizia quasi in sordina, sussurra i primi versi, bisbiglia qualcosa al telefono, chiaro riferimento a La voce umana di Cocteau, la musica (firmata da Gianluca Misiti) cambia registro e lui la segue, la recitazione diventa più intensa e convulsa, si libera dello spolverino e della parrucca e in scena resta solo lei, la Voce, che si ritira, si addensa, si srotola ansante per impennarsi subito dopo, verso vette inaccessibili, fino a che voce e corpo diventano una cosa sola, un tempo unico nei movimenti febbrili di un amplesso, fino all’estasi amorosa. (leggi la mia recensioen Il Cantico dei Cantici secondo Roberto Latini).

Osceno rimanda a una dimensione scandalosa, irriverente, che oltrepassa i consueti canoni. Ma oscenica  ricorda anche la dimensione totale del teatro, l’alfa e l’omega del racconto della realtà, nello sguardo acuto e disincantato di questi autori.

OSCENICA è una stagione di drammaturgia contemporanea che si pone l’obiettivo di portare nel territorio catanzarese, quasi del tutto assente dalle mappe del teatro contemporaneo, gli spettacoli e le compagnie protagoniste della scena nazionale e internazionale- ci dice Mauro Lamanna- . Catanzaro è una città che sta vivendo un momento di sostanziale trasformazione, di nuovo fermento culturale e artistico lontano dai palazzi dell’ufficialità, è un sottobosco pieno di straordinarie risorse che stanno, lentamente, venendo alla luce. I cittadini rispondono alle iniziative di qualità con grande interesse, dimostrando che non vale più il vecchio adagio che recita “Qui non si può fare”. Qui si può far tutto, invece! OSCENICA sarà la prima stagione di drammaturgia contemporanea nella storia del teatro catanzarese. Il sottobosco sta venendo alla luce.