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Parte dall’Unical il Calderon di Pasolini e Saponaro

Scritto da on 11 dicembre 2015 – 08:02nessun commento

Scritto nel 1966 e rappresentato da Luca Ronconi dodici anni dopo, Calderon rappresenta il corpo a corpo di Pier Paolo Pasolini con un classico come La vita è sogno, firmato da Calderon de la Barca, e con temi a lui cari, come l’impossibilità dell’uomo di realizzarsi nella sua pienezza e autonomia, incatenato da norme sociali che ne condizionano il pensiero e l’azione. A Pasolini e a Calderon si è ispirato Francesco Saponaro per il suo nuovo spettacolo che sarà allestito dal 10 dicembre all’Università della Calabria, in vista del debutto al PTU il prossimo 4 febbraio 2016, per andare poi in scena al Piccolo Teatro di Milano.

Una formula originale che di avvale del contributo di 20 studenti dell’Unical che dal 10 al 16 dicembre 2015 (prima parte) e dal 18 gennaio al 4 febbraio 2016 (seconda parte) daranno vita a un Laboratorio in forma di Residenza/Workshop,  che permetterà loro di assistere e di partecipare alle prove aperte e alla costruzione e allestimento dello spettacolo. In scena due ottimi interpreti come Andrea Renzi e Anna Buonaiuto.

calderon pasolini ronconiPasolini propone una ‘sua‘ lettura del Sogno lasciando muovere i personaggi creati da Calderon nel XVII sec. sullo sfondo della Spagna franchista del 1967, mettendo in scena ancora una volta il volto oscuro e feroce del potere, in un gioco di specchi tra realtà e allucinazione, amplificato dall’uso in scena de Las Meninas, il capolavoro di Velázquez, dipinto prepotente e ambiguo, in cui vige la moltiplicazione degli sguardi, delle rappresentazioni tra visibile e invisibile, tra campo e controcampo che rimanda anche al cinema e al rapporto originario di Pasolini con le arti figurative.

Opera politica (i temi sono la mutazione antropologica creata dal capitalismo e il naufragio del sogno comunista) che gioca su diversi piani, artistici, intanto, ma anche culturali e antropologici, come spiega lo stesso regista.

In questo particolare momento storico ritornare su un autore come Pasolini significa riaffermare il senso di una necessità artistica e politica, di un confronto permanente con la voce del più lucido e scomodo poeta del nostro tempo Lavorare a un progetto di residenza creativa a partire dallo studio e dalla messa in scena di questo dramma di Pasolini, significa, in ogni caso, fare i conti con le strutture tematiche e con quei riferimenti espressivi che, da un lato sottendono a tutta la poetica dell’autore e, dall’altro, mettono in gioco le suggestioni che risiedono soprattutto nelle interferenze culturali e antropologiche tra Italia e Spagna.

Considerato uno dei giovani registi più talentuosi e promettenti della scena italiana, Saponaro calderon-2-600x445ha iniziato la sua carriera come  assistente di Toni Servillo, Marco Baliani, Francesco Silvestri e Renato Carpentieri, collaborando con Teatri Uniti, la storica e prestigiosa compagnia partenopea fondata da Mario Martone, Toni Servillo e Antonio Neiwiller. Il suo lavoro si è segnalato da subito per il rigore e per la capacità di far interagire con la scena e la drammaturgia, in spazi non teatrali e in ambienti inconsueti e singolari, linguaggi diversi, dal video, al cinema, all’installazione visuale, fino alla musica lirica. Ha messo in scena  Beckett, Čechov , Vaclav Havel, Pau Mirò, Kafka, Eduardo De Filippo, Enzo Moscato,  Eschilo, Euripide.

Come film-maker firma nel 2001 Come un eroe del Novecento, dallo spettacolo Tartufo di Molière diretto da Toni Servillo con il commento di Cesare Garboli, cui seguono Sciabernò (2002), Chiòve (2008 ) film dall’omonimo testo teatrale, realizzato e trasmesso – in diretta – da un appartamento/set dei Quartieri Spagnoli e nel 2014 il docufilm Eduardo: la vita che continua.

(Le foto sono tratte dall’allestimento di Luca Ronconi)