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Pirandello in scena al Teatro Politeama di Lamezia Terme

Scritto da on 27 gennaio 2012 – 08:26nessun commento

 

Prosegue la stagione del Teatro Politeama di Lamezia Terme con due omaggi a Luigi Pirandello.

Sabato 28 e domenica 29 gennaio 2012, va in scena, in esclusiva regionale, La Morsa, con Sandro Lombardi, Sabrina Scuccimarra e Arturo Cirillo che ne firma anche la regia, mentre Venerdi 10 e Sabato 11 febbraio sarà la volta di un classico pirandelliano come Uno, Nessuno e centomila nella lettura di Giancarlo Cauteruccio e della Compagnia Krypton.

Epilogo in un atto, tratta dalla novella La Paura (1897), La morsa riprende i temi del grande drammaturgo siciliano: il corpo a corpo tra Lui, Lei e L’Altro; il  dramma della gelosia; l’adulterio e il tradimento che irrompono nel tran tran familiare per sovvertirne tutte le (false) regole, portando alla luce inquietudini e frustrazioni mai sopite.

<< Al centro di questa casa‐teca vi è lei Giulia, una donna che nel pericolo e nell’urgenza trova la propria interiorità- scrive il regista Arturo Cirillo– prendendo atto della sua solitudine e della sua insoddisfazione. Ella scopre la meschina disattenzione degli uomini che la circondano, l’amante ed il marito Andrea che, nel sospetto di un possibile tradimento della moglie rivela però una inaspettata fragilità che lo renderà ancora più sadico e disperato, scegliendo un finale in cui tutto è  messo a tacere (come spesso accade in Pirandello), anche la propria ragione di vivere.

In questo gioco a due si insinua il mediocre Antonio, uomo codardo che forse alla fine della vicenda narrata,quando ormai è troppo tardi, intuirà la bellezza di un sentimento e di una condivisione>>.

Sarà Giancarlo Cauteruccio il 12 febbraio a raccogliere il testimone per cimentarsi con l’ Opera pirandelliana per eccellenza, Uno, Nessuno e centomila, in cui si condensa il pensiero dell’agrigentino: la forza sovversiva della follia e dell’umorismo, l’illusorietà dell’identità, l’incomunicabilità, la sordità umana verso il flusso dell’esistenza e la chiusura in vuoti involucri formali nei quali l’uomo si auto-condanna alla infelicità permanente.

Un capolavoro portato sulla scena da grandi registi, man anche una materia incandescente  che Giancarlo  Cauteruccio affronta per la prima volta scegliendo il taglio della contaminazione, proiettando sul palcoscenico toni ed echi beckettiani.

<< Il soggettivismo di Luigi Pirandello, che un secolo fa apriva al linguaggio creativo l’analisi delle nevrosi che caratterizzano il Novecento, mi conduce in un territorio teatrale che non mi appartiene, ma che mi fornisce l’occasione per un nuovo percorso di indagine, alle prese con le inevitabili questioni di un’identità compromessa.

Luigi Pirandello

“Uno, nessuno e centomila” non è però una drammaturgia teatrale, e questo mi conforta. È un romanzo umoristico, come lo stesso autore definiva l’opera, l’ultimo della sua produzione letteraria, in cui si ha la sintesi dei temi legati al relativismo soggettivo che ha permeato tutta la sua letteratura.

Per compiere questo esperimento di avvicinamento a Pirandello mi avvalgo dell’adattamento di Giuseppe Manfridi con l’intento comunque di interferire con esso, facendolo attraversare da alcune pagine del romanzo, e con la necessità di filtrarlo attraverso un’idea scenica che restituisca i segni del mio modo di disegnare il teatro. Un accostamento difficile, certo, un azzardo forse. Allora perché? Quali le ragioni di questa scelta? La prima è sicuramente il desiderio della sfida che contraddistingue il mio lavoro, che mi attrae anche quando non c’è alcuna certezza di farcela; poi il desiderio di mettere in gioco il mio immaginario astratto insieme alla passione attorale di mio fratello Fulvio, generando ancora una volta un conflitto espressivo, vitale nel comune viaggio che abbiamo intrapreso da anni.
E ancora la curiosità verso l’opera pirandelliana, finalmente non più vincolata, che così può essere frequentata liberamente anche da un artista come me che ha prediletto finora altre scritture.

Ma in fondo la ragione più profonda risiede nel legame con un testo che Maurizio Grande anni fa scrisse per me, immaginando un incontro sulla scena tra Luigi Pirandello e Samuel Beckett (al tempo ancora in vita), un testo che sicuramente affronterò in futuro e che ancora oggi mi guida. Dopo il primo studio presentato a marzo 2009, sono di fronte ad un ulteriore esperimento di messa in scena di “Uno, nessuno e centomila”, e forti segni beckettiani mi sostengono, in particolare la Winnie di “Giorni felici”, assieme a Estragone o Vladimiro, per dar vita a un Vitangelo Moscarda alla ricerca di sé stesso, di una, nessuna e centomila identità, condizioni, assenze, fallimenti… >> (Giancarlo Cauteruccio).

INFO:

Comune di Lamezia Terme

Ufficio Attività Culturali e di Spettacolo 0968.207339 / 207278

Biglietteria Teatro Politeama 366.1726414

www.teatroalamezia.it