Primo Piano »

Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

Leggi tutto »
Home » attualità, Teatro

Una questione di vita e di morte, veglia laica per Eluana, all’Acquario di Cosenza

Scritto da on 5 febbraio 2015 – 09:54nessun commento

La festa era ormai agli sgoccioli. Era ora di andare. La mattina dopo aveva appuntamento con il suo professore in Facoltà, a Milano, e voleva essere lucida. Salutò tutti e si avviò alla macchina. Ci vollero cinque minuti buoni per scaldare il motore, cadeva una pioggerellina fitta che si stava trasformando in una sottile patina di ghiaccio. Il 18 gennaio cosa pretendi? Pazienza. Meno 150 all’estate. Magari inizio a prenotare quel viaggio…

 

eluana englaroQuel viaggio Eluana Englaro non lo farà mai. Il 18 gennaio 1992, sulla strada tra Pescate e Lecco, Eluana perde il controllo della macchina e finisce contro un muro. Entra subito in coma e, a causa delle lesioni cerebrali subite, viene dichiarata in stato vegetativo nel quale rimarrà per 17 anni, sino al 9 febbraio 2009, quando le viene interrotta l’alimentazione forzata.

Ci sono voluti anni di battaglie legali, a Beppino Englaro, una notevole di coraggio e di tenacia e la convinzione che nessuna persona, nelle stesse condizioni irreversibili della figlia, può essere costretto a essere tenuta in vita artificialmente.

Il caso scatena polemiche e manifestazioni tra opposte fazioni e un dibattito acceso tra i banchi del Parlamento e nell’opinione pubblica, arriva a Sanremo e sugli schermi con Bella addormentata di Marco Bellocchio.

Ora il caso Englaro è diventato anche uno spettacolo teatrale, Una questione di vita e di morte. Veglia per Eluana Englaro, di e con Luca Radaelli, con il contributo di Beppino Englaro, che i prossimi 7 e 8 febbraio calca le scene del Teatro Acquario di Cosenza, che conferma la vocazione ad affrontare temi ‘sensibili’, al centro del dibattito sociale.

 

In tutte le culture, la morte è sempre stata un fatto naturale. Viviamo, invece, in una società che cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Le comunità, un tempo, si riunivano a vegliare il morto con canti e racconti. Nel caso Englaro abbiamo assistito a una sorta di veglia mediatica a reti unificate, dove la polemica sostituiva la pietà. Lo spettacolo propone quindi una veglia laica allargandosi in seguito a una riflessione più generale sul nostro rapporto con la morte, con la religione, con la medicina, con la memoria. In tutte le culture, la morte è un fatto naturale. Dall’Irlanda all’isola di Bali, dalla Calabria alle steppe russe, le comunità si riuniscono a vegliare il morto con canti e racconti, mangiando o ubriacandosi. Noi vogliamo riprendere questa tradizione: proporre una veglia, laica, anche per chi non ha avuto questa possibilità. Nel caso Englaro abbiamo assistito a una sorta di veglia mediatica a reti unificate, dove la polemica sostituiva la pietà. Addirittura c’è chi ha parlato di cultura della vita opposta a cultura della morte. Viviamo in una società che vende modelli di giovinezza e prestanza e la morte cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Vogliamo invece parlarne. Citando Dante, Shakespeare, Sofocle (Beppino Englaro, come Antigone, sfida la ragion di stato per amore). Vogliamo riflettere attraverso canti, letture, brani poetici. Per capire come vita e morte sono le due facce della stessa medaglia.

 

 

Riflettere, confrontarsi in un dialogo pacato, volutamente al difuori delle facili emozioni, di punti di vista precostituiti o ideologici. E’ lo scopo di questo spettacolo che domenica pomeriggio vedrà anche la presenza di Beppino Englaro, che da anni gira per l’Italia, soprattutto nelle scuole (qui potete leggere una sua intervista) , che discuterà con il pubblico di bioetica e libertà di scelta.

Luca Radaelli è autore, attore, regista teatrale. Dopo essersi laureato con una tesi su Peter Brook fonda la compagnia Teatro Invito dal 1989, curando numerose regie, da Storia tutta d’un fiato, della Compagnia Albero blu, premio Otello Sarzi 2006 e premio Città di Lugano 2006, a Hansel y Gretel, che colleziona più di 300 repliche in tutta la Spagna, a L’eccezione e la regola di B. Brecht. E’ stato direttore artistico di numerose rassegne e del progetto europeo La montagna incantata, festival di spettacoli dedicati alla montagna e vice-Presidente dell’Associazione Teatro per l’Infanzia e la Gioventù.