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Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Ricordare sempre…ripetere mai! La Giornata della Memoria in Calabria

Scritto da on 27 gennaio 2014 – 10:42nessun commento

Judith Itzkah, aveva solo 3 anni nel 1943 quando venne deportata con la famiglia a Ferramonti di Tarsia, a pochi chilometri da Cosenza, il più importante campo di internamento esistente in Italia. Dina Friedman Smadar invece dietro il filo spinato che delimitava il campo c’è nata. Resteranno lì pochi mesi sino all’arrivo delle truppe alleate. Judith e Dina sono tornate a Ferramonti per accogliere e portare la propria testimonianza agli studenti in visita a Ferramonti per la Giornata della Memoria, organizzata dalla Fondazione Museo della Memoria, insieme alla amministrazione di Tarsia, a quella provinciale, alla Rete Universitaria e alla Spi CGIL.

Judith e Dina fanno parte dei milioni di ebrei (il numero preciso non si conoscerà mai) entrati nell’universo concentrazionario nazista, dei quali non si salvò neanche un terzo. Auschwitz, Dachau, Buchenwald, Sachsenhausen, Treblinks, Ferramonti in Italia, sono i più (tragicamente) noti tra gli oltre 42.000 tra ghetti, lager, campi e ‘case di piacere’ –dove le ebree più belle venivano segregate e offerte alle truppe tedesche -, in tutta Europa.

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Nato come campo destinato agli ebrei, Ferramonti finì per ospitare anche apolidi, prigionieri politici, civili provenienti dai confini con la Jugoslavia, 800 internati in media  che misero in piedi diverse attività autogestite (una scuola, un ambulatorio, un tribunale, un’assemblea interna) che resero loro più tollerabile la vita all’interno del campo.

 

Una realtà che la Fondazione Museo della Memoria da anni ha contribuito a sottrarre all’oblio con numerose iniziative che quest’anno sono particolarmente ricche ed articolate. Dal 14 gennaio al 4 febbraio 2014 film, incontri, spettacoli teatrali e musicali, mostre, ricorderanno agli studenti l’immane ferita inferta alla storia dell’uomo dall’Olocausto nazista.

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In cartellone ci sono film come Shoah di Claude Lanzmann, Rosenstrasse di Margarethe Von Trotta, Train de vie di Radou Mihaileanu, ma anche spettacoli come  La partita di scacchi, una performance di Imma Guarasci, prodotta dall’Unical, ed il libro Il pugile polacco, edito da Rubbettino, che verrà presentato dall’autore, Eduardo Halfon (anche a Cosenza e a Catanzaro il 30 ed il 31 gennaio), guatemalteco, origini  libanesi e polacche, uno degli scrittori sudamericani più apprezzati dell’ultima generazione.

Da tenere a mente lunedì 27 gennaio l’incontro all’Unical con la pluripremiata scrittrice israeliana Lizzie Doron (Salta,corri, canta!, Perché non sei venuta prima dalla guerra?).

 

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Le celebrazioni dell’Olocausto si estendono a tutta la regione. A Catanzaro  verranno ricordati tre deportati sopravvissuti ai lager nazisti, Giuseppe Calabrò, Antonio Galluccio e Antonio Iuliano, l’unico sopravvissuto, cui saranno consegnate in Prefettura le Medaglie d’Onore, mentre a Reggio Calabria dove viene inaugurata la   Mostra fotografica Auschwitz, la Memoria rende liberi di Deborah Cartisano nella sede dell’ Associazione Antigone.

 

 

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo è un uomo)