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Rispondi al futuro, un’indagine sul teatro contemporaneo

Scritto da on 13 febbraio 2012 – 09:30nessun commento

Ph. C. Pajewski

Sono stati presentati a fine gennaio i risultati del questionario Rispondi al futuro, la prima indagine sistematica sullo spettacolo dal vivo in Italia, realizzata da C.RE.S.CO., il coordinamento delle nuove realtà della scena contemporanea, che riunisce teatri, compagnie, rassegne,festival in tutta Italia, insieme a Fondazione Fitzcarraldo e Zeropuntotre.

C.RE.SC.CO. ha avviato lo scorso anno un’indagine a tappeto sul territorio nazionale con l’obiettivo di offrire uno spaccato completo di una realtà fluida ed in continuo movimento come quella dello spettacolo dal vivo,  delineando  l’identikit degli operatori, singoli o imprese, esplorandone le modalità e condizioni di lavoro, lo statuto giuridico, l’indotto occupazionale, il volume economico.

I dati emersi sono estremamente interessanti perché fotografano una realtà del teatro contemporaneo molto giovane, dinamica, impegnata soprattutto nell’attività di produzione, capace di valorizzare ed ottimizzare la propria attività, sostenersi attraverso l’equilibrato bilanciamento tra entrate proprie e contributi, soprattutto pubblici,  e di produrre un indotto economico di tutto rispetto.

Alcune cifre.  Le 171 imprese che hanno risposto al questionario (in gran parte associazioni) hanno generato nel 2010 ben 12 milioni di ricavi, investito circa 4 milioni nella produzione di spettacoli, dato occupazione a circa 3.000 addetti .

Significativi sono anche i dati relativi all’organizzazione di rassegne (con 260 titoli e ben 1200 repliche), stagioni teatrali (378 titoli e 1150 repliche) e festival (351 titoli e circa 1000 repliche).

Le imprese del sud dimostrano peraltro  una migliore capacità di ottimizzare i ricavi dalle vendite di prestazioni (spettacoli, biglietti, abbonamenti) ma si presentano, a differenza dei colleghi del nord,  più deficitari sulle attività di fundraising.

L’indagine ha evidenziato inoltre l’estrema mobilità del settore verso ambiti performativi ed artistici attigui ed una elevata flessibilità dei ruoli. Chi svolge attività artistiche si occupa spesso anche degli aspetti organizzativi e gestionali  mentre gli addetti amministrativi ricoprono anche ruoli legati alla comunicazione, all’ufficio stampa e alla critica.

La ricerca rappresenta il primo passo verso un’analisi organica ed approfondita dello stato di salute del teatro in Italia, che è auspicabile possa essere replicata anche in altre aree del comparto cultura, tanto più in un momento come quello attuale in cui le prime attività ad essere colpite dai tagli delle amministrazioni pubbliche sono proprio quelle legate alla cultura. Non dai cittadini tuttavia, stando ai dati confortanti forniti recentemente dal MIBAC, che ha rilevato nell’ultimo anno un incremento del numero di visitatori nei musei e nei siti d’arte, confermando ancora una volta, ove ve ne fosse bisogno, il ruolo essenziale della cultura per lo sviluppo, in termini di benessere, saperi, innovazione, crescita economica,  del paese.

Per leggere tutto il Report vai sul sito di CRESCO http://www.progettocresco.it/index.php