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Tributo a Rino Gaetano a Roccella Jazz 2017

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Saverio La Ruina debutta al Piccolo di Milano con Masculu e Fiammina

Scritto da on 13 dicembre 2016 – 08:12nessun commento

Saverio La Ruina, drammaturgo e  attore tra i più premiati e acclamati degli ultimi anni, co-fondatore di Scena Verticale e ideatore, insieme a Dario De Luca e Settimio Pisano, di Primavera dei Teatri, vetrina-laboratorio dei nuovi linguaggi teatrali, debutta al Piccolo Teatro di Milano il 13 dicembre con il suo ultimo lavoro,  Masculu e Fìammina.

Torna in scena, puntuale come un orologio svizzero, Saverio La Ruina, che, dopo avere scandagliato l’universo femminile con due piccoli gioielli come Dissonorata e La Borto e la peste della violenza contro le donne in Polvere, dando senso ed echi inediti a temi abbondantemente percorsi -e abusati-, riparte dal monologo per raccontare ancora i mille volti di un rapporto, questa volta tra madre e figlio.

Una madre che non c’è più, alla cui ombra il figlio finalmente ha il coraggio di rivolgersi per confessarle la propria omosessualità, lasciando andare quelle parole rimaste per troppo tempo inespresse, colmando quello spazio del non detto che si frapponeva tra loro come una rosa appassita in un magnifico roseto in fiore.

masculu-e-fiammina-2Solo ora si sente libero di dirle la verità, quella verità probabilmente intuita dagli infallibili sensori materni ma mai esplicitata e neanche accennata, appena appena palpabile nelle raccomandazioni di stare attento ogni volta che lui usciva o in quegli sguardi in tralice, che lo seguivano con amore e apprensione mentre lui le girava intorno, le raccontava le puntate al bar con gli amici, gli scherzi al tontolone di turno, replicando solo per lei quei siparietti in cui faceva il verso a uno dei tanti personaggi che si aggiravano per le vie del paese.

Ma di quegli uomini  ai quali dava e prendeva “felicità, un benessere che però invariabilmente si rivelava effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni, destini non facili, rotture drammatiche” non le aveva detto nulla e forse nulla c’era da dire. Ora qualcosa era cambiato anche se non avrebbe saputo esprimere a parole, con precisione, cosa, se non una intuizione, una sensazione che aveva iniziato a prendere forma, a diventare reale quando dai monti del Pollino era iniziata a scendere la neve, lenta e continua.

E allora aveva messo il cappotto, era uscito per godersi l’alba inattesa, quel cielo latteo e quel silenzio che copriva i pensieri. Non si era reso conto che le gambe si erano messe in movimento da sole e lo stavano portando fuori dal paese, verso il cimitero, verso  quell’incontro a lungo atteso …

 

Lo spettacolo è una produzione Scena Verticale, con le musiche di Gianfranco De Franco, light design di Dario De Luca, organizzazione di Settimio Pisano.