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Scimone e Sframeli tornano in scena per parlare di Amore

Scritto da on 15 marzo 2016 – 08:13nessun commento

Parli di nuovi linguaggi del teatro e pensi a spettacoli come Nunzio, Il Cortile, Bar, La Festa, Giù. Firmati tutti da una delle coppie più importanti delle scene italiche, Spiro Scimone e Francesco Sframeli. Che martedì 15 marzo, ore 20.45, portano in scena al Teatro Auditorium Unical il loro ultimo lavoro, Amore, una partenership con il Théâtre Garonne Toulouse.

Spiro Scimone, scrittore e autore, e Francesco Sframeli sono una delle poche compagnie realmente indipendenti, che, senza teatri riconosciuti alle spalle, hanno inventato una narrazione del presente, dell’io contemporaneo surreale e visionaria, forte di una rielaborazione in chiave originale delle esperienze letterarie e drammaturgiche che hanno segnato il Novecento, da Beckett a Pinter, scrive Anna Bandettini su la Repubblica.

Una analisi che coglie nel segno perchè anche in questa ottava commedia Spiro Scimone propone al pubblico ancora un viaggio ai bordi dell’umanità, tra parole usate e abusate che alla fine dicono poco o nulla, tra personaggi beckettiani metafora di ‘vite a perdere’, quasi a scontare “il peccato di essere nati’” .

In scena due coppie, eterosessuale l’una, omosessuale l’altra. Quattro figure che non hanno nome, il vecchietto dello stesso Scimone, la vecchietta di Giulia Weber, il pompiere di Gianluca Cesale e il amore scimone sframelisuo comandante (Sframeli), che si muovono tra le tombe di un cimitero, sullo sfondo  quattro cipressi, e, in un tempo è sospeso, nel quale vivono forse l’ultimo giorno della loro vita, scambiano dialoghi banali e surreali, si lanciano a vicenda segnali spasmodici di attenzione e amore, si aprono all’altro confessandosi cose che probabilmente non si sono mai dette. Riandando con la mente al passato, a focosi rendez-vous in alberghetti di periferia, mentre senzazioni e sprazzi di intimità  riaffiorano alla luce, incendi da spegnere.

Se negli spettacoli precedenti Scimone e Sframeli toccano i temi della solitudine, della precarietà lavorativa ed esistenziale, di microcosmi famigliari claustrofobici e crudeli, di discariche spaziali e dell’anima, dell’ottusità di qualsiasi sistema di potere, che umilia e opprime, in Amore affrontano il tema del confine tra vita e morte, delle sue contraddizioni, irrisolvibili  quanto quelle della realtà. Una realtà che i due autori messinesi cercano di raccontare in modo sempre più scarno ed essenziale. Una essenzialità che si costruisce di volta in volta nell’uso della parola, nella recitazione, nella costruzione scenica.

Il loro teatro sempre attento alla cura del particolare si libra in alto parlando lo stesso linguaggio dei corpi, che sono  poi quelli dell’autore, degli attori ma anche quelli degli spettatori, in una relazione sempre attiva che costituisce il cuore della rappresentazione, perchè, come dicono loro stessi,

Il teatro è finzione, ma per conquistarlo bisogna raggiungere il massimo dell’autenticità.

INFO
Tel. 0984.492605 – 494460 – 494459
dir.cams@unical.it – cinedams@gmail.com