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Silvio Castiglioni porta in teatro i monologhi di Pedretti a Reggio Calabria

Scritto da on 6 febbraio 2014 – 09:51nessun commento

Conferma la sua predilezione verso il teatro d’autore SpazioTeatro che nella settimana dall’ 11 al 16 febbraio 2014 ospita a Reggio Calabria Silvio Castiglioni, uno dei riconosciuti protagonisti della scena teatrale italiana, che per l’occasione si fa in due con  il laboratorio teatrale Teatro elementare e lo spettacolo L’uomo è un animale feroce, con il quale è in tournée in Italia.

Scrive Raúl Ruiz

Per fare teatro si richiede buona memoria.
Senso del sacrificio, amore per il dolore che dura.
Per fare teatro si deve imparare a pensare parlando.
A guardare con gli occhi chiusi, a non vedere con gli occhi aperti.
A vedere ciò che nessuno vede.

Così nel laboratorio Teatro elementare Castiglioni torna agli elementi fondamentali del fare teatro. L’ascolto e l’attenzione, l’accoglienza e l’azione. Per vedere, come dice Ruiz, ciò che nessuno vede.

 

O per ascoltare  ciò  «che sta dentro tutti gli altri e in nessuno», dando voce a chi voce non ha.  Come fa Nino Pedretti,  con Baldini e Tonino Guerra  nel gruppo dei poeti di Santarcangelo, autore dei monologhi scritti alla fine degli anni ’70, destinati alla Rai ma mai messi in onda, ritrovati e pubblicati pochi anni fa, da cui Castiglioni ha tratto L’uomo è un animale feroce.

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Può accadere che una trasmissione radiofonica diventi uno spettacolo teatrale in cui  i diversi personaggi non siano altro che i diversi volti dell’autore, ma anche di una biografia comune a tutti. Insomma un doppio, come il doppio è per antonomasia l’architrave del lavoro teatrale.

 

La messa in scena di Castiglioni rivela tutta la ricchezza e disarmante  attualità di questa galleria di personaggi, maschere (la moglie, il venditore, l’impiegato, il bibliotecario ipocondriaco) attraverso le quali Pedretti ritrae una società omologata e ingabbiata, anestetizzata e incapace di trovare una via di fuga.

pedretti-uomo-animale-feroce

La lezione pasoliniana è digerita e tradotta da Pedretti in  una serie di quadretti poetici e spietati nella rappresentazione del sogno infranto di vite improbabili, perse nel tran tran di tutti i giorni e nel quotidiano faticoso fare i conti con fragilità e ferite insanabili.

 

Silvio Castiglioni, attore e ricercatore teatrale, è tra i fondatori del CRT (Centro di Ricerca per il Teatro) di Milano, di cui è stato anche direttore artistico, dove matura le prime esperienze formative con i Bread and Puppet di Peter Schumann e l’Odin Teatret di Eugenio Barba. Fonda il Teatro di Ventura, lavora tra gli altri con Raùl Ruiz, Mauricio Paroni de Castro, Renato Gabrielli, François Khan, Katzuko Azuma, Sandro Lombardi e Federico Tiezzi.  Dal 1998 al 2005 è stato direttore artistico del Festival di Santarcangelo, il più importante festival per il nuovo teatro e la ricerca teatrale italiana.

 

Iscrizioni al workshop entro il 7 febbraio.
Maggiori info sul sito www.spazioteatro.net o telefonando al 339.3223262.